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I playoff possono portare in serie C? Ecco l’ultimo spiraglio per il Livorno

di Alessandro Lazzerini
I playoff possono portare in serie C? Ecco l’ultimo spiraglio per il Livorno

Entrarci dentro e vincerli dà una chance, la capienza del Picchi è l’arma in più

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Livorno “Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha”, canta in una delle sue canzoni più celebri Vasco Rossi. Se la stagione del Livorno ha un senso lo dirà il girone di ritorno, lo dirà il campo, come sempre giudice supremo, con la speranza che i nuovi acquisti riescano a dare il cambio di marcia sperato.

In ogni caso il primo posto appare al momento piuttosto difficile da raggiungere con la Pianese a +11 sui labronici che hanno davanti anche Arezzo, Gavorrano, Poggibonsi e Flaminia. Un obiettivo più realistico per Luci e compagni può essere quindi il raggiungimento dei playoff nella miglior posizione possibile. Ma la domanda più frequente tra i tifosi amaranto è: playoff possono dare accesso alla Serie C? Andando per gradi proviamo a darvi una risposta.

Come funziona

Innanzitutto è bene sottolineare che per qualificarsi ai playoff serve arrivare dal secondo al quinto posto. Al momento quindi l’obiettivo minimo per il Livorno dista due punti ed è rappresentato dal Flaminia, prossimo avversario al Picchi. Ecco quindi l’opportunità in caso di vittoria di entrare nel gruppo playoff. La seconda sfida la quinta e la terza si confronta con la quarta (senza “forbice”) , nelle due semifinali che vedono la miglior classificata giocare in casa la gara secca. Le vincenti delle due semifinali, disputano poi la finale, sempre in casa della formazione meglio piazzata. Chi trionfa viene inserito nel lotto da nove squadre delle seconde classificate che avranno la precedenza in caso di un secondo ripescaggio in Serie C (il primo va ad una retrocessa dalla C) .

I criteri

È ovvio che per sperare in un eventuale ripescaggio servirà che qualche squadra tra i professionisti non si iscriva al campionato e lasci quindi degli spazi vacanti, ma questo è un evento che negli ultimi anni si è sempre verificato.

L’obiettivo per il Livorno, se non vincesse il campionato, deve essere quello di vincere i playoff per essere nella prima fascia. Le 9 squadre vincenti i playoff dei vari gironi vengono posizionate in ordine in base alla media punti avuta in campionato. Quindi per essere la prima della lista il Livorno dovrà fare più punti possibile in campionato, per non vedere la priorità in mano ad altri. Alla media punti può essere aggiunto uno 0,10 per le squadre prime nel proprio girone nella graduatoria “Giovani D valore” e uno 0,05 per chi in questa classifica legata all’impiego delle quote è seconda o terza. Ma è difficile che squadre di vertice in campionato lo siano anche in questa graduatoria.

E cosa altro serve? Un investimento di 300.000 euro a fondo perduto e avere uno stadio adeguato ai criteri della Serie C nel proprio comune. Questo è un aspetto cruciale. Perché se uno viene promosso in Serie C sul campo può chiedere per un anno la deroga di giocare in un’altra città (come fatto ad esempio dal Montevarchi che giocava a Pontedera) , ma per fare domanda di ripescaggio serve avere uno stadio adeguato nel proprio comune. Il Livorno ovviamente lo ha, mentre altre realtà più piccole potrebbero avere questo deficit e quindi uscire dalla graduatoria, visto che il tempo per adeguarsi di solito è pochissimo e considerando la burocrazia italiana diventa un’impresa.

E quindi niente titolo sportivo, niente storia, niente settore giovanile? No. Niente di niente, solo quanto detto sopra.

Tanta concorrenza

Anche in questo caso, come spesso accade nel calcio servirà un po’di fortuna. Molto infatti dipenderà dalle altre squadre che vinceranno i playoff. Questo perché se il Livorno si troverà insieme a tante formazioni di piccoli paesi (come nel nostro girone possono essere Tau o Ghiviborgo) questo aiuterà gli amaranto, visto che le rivali non potranno competere per il discorso stadio.

Oltre a questo va considerato anche il discorso economico ovviamente, con proprietà che dovranno avere soldi per l’investimento a fondo perduto. Il rischio è che ci sia tanta concorrenza visto che in altri gironi sono in zona playoff squadre come Carpi, Forlì, Vibonese, Casertana, Brindisi, Paganese e altre ancora che hanno stadi a norma visto che sono scese dai professionisti da poco tempo. L’esempio più lampante di cosa voglia dire la concorrenza arriva da due anni fa. Quando fu ripescato il Siena, uscito alle semifinali e quindi quarto in classifica, al primo anno dopo il fallimento (a conferma che non serve nient’altro che la media punti) , ma che tra tutte le seconde e le terze non aveva compagini in grado di avere tutti i requisiti. Nell’ultima stagione è stata ripescata la Torres, che era quinta per media punti tra le vincenti i playoff, altro esempio. L’obiettivo del Livorno quindi quale deve essere? Fare più punti possibili per alzare la propria media e piazzarsi nella miglior posizione possibile. Vincere i playoff e poi avere anche un pizzico di fortuna. Compito non semplice, certo. Ma che può dare un senso in più alla stagione amaranto.l
 

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