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La promessa di Consigli: «LL obiettivo primi quattro posti»

di Fabrizio Pucci

	Roberto Consigli terza stagione da presidente della Libertas
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Roberto Consigli terza stagione da presidente della Libertas

Il presidente Libertas, resta ambizioso ma tira un po’ il freno: «La favorita del girone è Vigevano, dietro ci siamo noi e la PL ma occhio a Piombino»

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LIVORNO. Tra tappi di spumante saltati l’altra sera a mezzanotte e altri a cui spera di regalare la stessa sorte a fine campionato, il presidente della Libertas, Roberto Consigli, dopo aver valutato il 2022, guarda al futuro contando di vedere orizzonti gloriosi per il club amaranto: «Per noi è stato un anno molto importante. La creazione della Fondazione è un elemento di grande innovazione nel mondo dello sport che si inserisce nel solco scavato dalle esperienze di Virtus Bologna, Trento e Treviso».

In soldoni che cosa cambia per voi?

«Consente agli appassionati di entrare nella Libertas. Adesso siamo oltre 60 soci. Altri stanno arrivando. Tra questi imprenditori importanti. Essere soci della Fondazione non comporta rischi. Anzi. Quello che si versa, visto che siamo iscritti al terzo settore, dà agevolazioni fiscali. Insomma: la Fondazione è il più bel regalo che i libertassini si sono fatti nel 2022».

Anno che avete salutato con quale stato d’animo?

«Sereno. Iniziato con la vittoria di Legnano che però fu un brodino prima di una serie di disastri: l’infortunio di Ammannato, la sconfitta nel derby, la necessità di ripartire dalle macerie in una situazione complicatissima anche in classifica. Chiamammo Marco Andreazza all’una della notte del derby e sette ore più tardi eravamo ai Quattro Mori a bere un caffè. Era partito da Montebelluna nel cuore della notte. Si è rimboccato le maniche, partendo da una situazione a pezzi: squadra sfilacciata, fiaccata dagli infortuni. Eppure, nonostante altri acciacchi fisici (Marchini, Toniato) il 30 aprile abbiamo compiuto un’impresa».

La vittoria nel derby?

«Sì. Eravamo in emergenza e giocammo ad armi impari contro una squadra che al momento era più forte. Finì in modo epico con la stoppata di Toniato. È stata la vittoria più importante dell’anno che ci aprì le porte dei playoff, degna conclusione di un campionato travagliato che ha confermato un tratto del nostro dna: siamo quelli che cadono e si rialzano. Sempre».

Poi c’è stata la rivoluzione di luglio…

«Abbiamo deciso di investire perché il popolo libertassino che ci ha sempre seguito, meritava di avere una squadra da sogno. Prima però abbiamo salutato giocatori a cui siamo legati da un profondo affetto. Ragazzi che hanno sempre dato tutto: Ammannato, Casella, Marchini, Toniato, Morgillo, Ugolini, Bechi. Professionisti esemplari che in alcuni casi abbiamo curato e ristabilito perché noi seguiamo i nostri atleti al mille per cento. Ora tutti stanno facendo bene nei nuovi club e ne siamo felici. Detto questo a luglio abbiamo preso una delle stelle della serie B: Tommaso Fantoni e poi tutta una serie di giocatori che compongono un vero e proprio squadrone. Penso a Fratto, Lucarelli, a Saccaggi che è uno dei giocatori più forti della B. Ci siamo assicurati il talento sconfinato di Bargnesi che per è un under solo all’anagrafe. E la garra di Sipala, giocatore duttile e fantastico. I confermati Forti, Ricci e Mancini hanno spiegato a tutti il senso di giocare nella Libertas. Ed eccoci qua».

Obiettivo promozione?

«Piano. Obiettivo uno dei primi quattro posti per partecipare alla B 2023/24. Una volta ai playoff vedremo dove possiamo arrivare. Ma la priorità è entrare nelle prime quattro».

La concorrenza è agguerrita. Chi teme?

«Nel nostro girone la più forte è Vigevano. L’anno scorso hanno sfiorato la promozione, sfuggita con Cividale e adesso si è rinforzata. Vorrebbero vincere tutte le partite e lo dimostra che le loro reazioni in caso di sconfitta sono scomposte. Poi ci sono le livornesi e altre squadre che si stanno rinforzando».

Fuori i nomi…

«Piombino – che pratica il basket più divertente -, poi Omegna che alla ripresa contro di noi riavrà Balanzoni, il suo giocatore più forte a lungo out per infortunio, e Legnano. Occhio anche a Herons Montecatini che con gli arrivi di Arrigoni e Chiera è diventata molto forte».

Le altre?

«Può esserci qualche sorpresa. Spero sia Gallarate del presidente Thomas Valentino. Èuna neopromossa. Con un pizzico di esperienza avrebbe potuto vincere un paio di partite in più e sarebbe in zona quarto posto».

Ai tifosi che cosa dice?

«Li ringrazio. Sono sempre di più e sempre più giovani. Sui nostri social c'è stato il sorpasso: la fascia 25-34 anni ha superato quella dei 'reduci' dagli Anni '80 la cui età è da 45 a 54 anni. L'obiettivo è riempire il palasport con quei giovani che la grande pallacanestro non l'hanno mai vista. Farli innamorare di questo sport bellissimo e di grandi valori, La politica dei biglietti a 1 euro per gli under 18 e la collaborazione con le società amiche di San Vicenzo, Cecina, Rosignano, Ghezzano, è fruttuosa. I giovani sono il nostro futuro anche sul campo. Penso a Bruci, Madeo, Lemmi e al nostro Mancini».

Pres, appuntamento a Omegna il 7 gennaio?

«Certo, con tantissimi libertassini che si sono già organizzati per venire fin lassù. Inizia un nuovo anno, una nuova fase. Nel girone di ritorno ogni partita sarà una battaglia. I conti li faremo a primavera quando sbocciano i fiori. Fiori amaranto...».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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