Gioco
Atletica Livorno, lo sprint di Canaccini: «Noi i talenti li costruiamo in casa. E restiamo una società-modello»
Confermato presidente della società biancoverde: «Siamo ormai diventati una piccola azienda di quasi mille tesserati dopo aver superato negli anni della pandemia questo traguardo»
Livorno C’è di nuovo Fabio Canaccini ai vertici dell’Atletica Livorno.
Canaccini, l’Atletica Livorno ha rinnovato il Consiglio Direttivo ?
«Si, per il biennio 2023-2024 poi dopo le Olimpiadi di Parigi (2024), con il nuovo Statuto, è previsto un mandato quadriennale».
Come è composto il nuovo Consiglio ?
«È uscito un solo un Consigliere ma ne è entrato uno nuovo, l’ex velocista azzurro oggi avvocato Bruno Bellandi e poi sono stato riconfermato io come presidente, Cortopassi Vice presidente, Sangiacomo segretario e i Consiglieri: Gassani, Fontanelli, Buonaccorsi, Franchini, Frangerini, Ceccarini Dario. Nominati anche i due Direttori Tecnici è cioè Buonaccorsi per il settore assoluto e Sanfilippo per il settore giovanile».
Quali progetti e prospettive si pone la Società ?
«Siamo ormai diventati una piccola azienda di quasi mille tesserati dopo aver superato negli anni della pandemia questo traguardo. Credo si sia la più grande associazione sportiva di Livorno, della Toscana e tra le prime in Italia con questi numeri che ci costringono ad una lavoro non proprio da volontari quali siamo. Basta pensare che dietro ogni tesserato ci sono almeno i due genitori ed il conto dei rapporti che dobbiamo tenere è presto fatto. Ci sono stai grandi investimenti nel biennio precedente: nuovo pulmino, attrezzature, aumento dei rimborsi a istruttori e allenatori, vestiario estivo e invernale a tutti i tecnici ed agli atleti del settore assoluto e tanto altro. Ora credo che dovremo fare i conti con i tanti aumenti che avremo per la trasferte, l’organizzazione delle gare, i rimborsi spese e quindi, al momento, ci accontentiamo di quanto fatto. Che è già tantissimo se si considera che la società non ha sponsor, pochi spiccioli di contributi pubblici e che i contributi federali sono stati ridotti di molto per cui andiamo avanti solo con le nostre forze che derivano dal pagamento delle quote di ogni tesserato, anche dai cinque atleti che hanno indossato la maglia azzurra. Tra gli azzurri che sono andati ai mondiali giovanili, ai giochi del Mediterraneo, abbiamo la campionessa mondiale di lancio del martello Rachele Mori».
E le prospettive?
«Rimanere ai vertici regionali con il settore giovanile e tra le prime 5-8 società italiane, così come confermare la presenza in tutti i campionati di società italiani con le squadre maschili e femminili ed aumentare i partecipanti ai campionati italiani individuali magari portando a casa qualche titolo come fatto con la Mori e la Giovannini che ha vinto il titolo assoluto nelle prove multiple dopo quello di categoria. Dovremo pensare alla sede sociale perché nel 2025 scade la convenzione, in proroga, per la gestione della sala pesi che abbiamo alla stadio “A. Picchi” con l’Amministrazione Comunale. Poi ci sarà da seguire il rinnovamento di pista e pedane: abbiamo spinto tanto affinché il Comune procedesse in questa direzione viste le pessime condizioni dell’impianto. L’obiettivo è far crescere il settore giovanile con il maggior numero possibile di “bimbi” che passano nel settore assoluto, perché la politica della società è e resta quella di farci gli atleti in casa e portarli da bambini fino alle maglie azzurre di campioni. Questa linea ha pagato e paga perché gratifica tutti e fa si che si sia una grande famiglia dove c’è posto e spazio per ognuno».
Allora il futuro si presenta roseo?
«Credo di si, vista la situazione di questi ultimi tre anni, dovremo però darci una struttura tecnico- organizzativa un po più professionale per far fronte ai tanti problemi, alle molte e variegate esigenze e star dietro anche ai cambiamenti legislativi. Per esempio dal prossimo anno i modestissimi compensi che diamo ai nostri tecnici potrebbero essere tassati pagando anche i contributi. Insomma un futuro quasi certo sul piano sportivo agonistico, un po meno su quello gestionale».l
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