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Il Castello di Angiolini: «LL più tecnica, PL più energica. Sarà un gran duello fino in fondo»

di Francesco Parducci
Un momento del match
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Un momento del match

L’analisi di Angiolini, tecnico livornese capolista in C a Castelfiorentino

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LIVORNO. C'è molta Livorno nelle final four di Coppa Toscana in programma a Cecina mercoledì e giovedì prossimi. La prima semifinale, in pratica una finale anticipata, vedrà di fronte Cecina e Castelfiorentino, le due squadre attualmente prime in classifica del campionato di C Gold con 11 vittorie e due sole sconfitte (voi ricorda qualcosa) e entrambe sono guidate da notissimi coach livornesi, Andrea Da Prato per i padroni di casa Walter Angiolini per i gialloblu. Ma non solo. Per tamponare, almeno in parte, le assenze per infortunio di Corbinelli e Geromin (stagione finita) e quella temporanea di Belli ha ingaggiato il livornesissimo Gianni Cantagalli, prima sotto contratto con Gema Montecatini ma sceso in campo solo in SuperCoppa.

Angiolini, dopo i dubbi estivi, la decisione di accettare l'offerta di Castelfiorentino si è rivelata vincente. Primi in classifica nonostante gli infortuni e mercoledì vi giocate la Coppa Toscana.

«I dubbi erano legati solo al fatto di riuscire a conciliare obblighi familiari, lavoro, allenamenti e partite e riuscire a fare le cose per bene come piace a me. In realtà sono stato molto gratificato dal fatto che una società importante come Castelfiorentino, con i tantissimi nomi disponibili in estate anche logisticamente più comodi per loro, mi abbia fortemente cercato e voluto».

Cecina è una delle due sole squadre che vi ha battuto in campionato e per di più mercoledì giocherà in casa. Favorita la squadra del suo amico Da Prato?

«Fisicamente hanno parecchio più di noi. E anche quanto a esperienza con giocatori come Bruni, Fattori, Turini e Pistillo direi che sono senza dubbio la miglior squadra del campionato. Dovremo essere bravi a neutralizzare in qualche modo questa sofferenza dal punto di vista fisico e sfruttare al meglio la novità Cantagalli».

Cantagalli, appunto. Per la categoria è un lusso.

«Sì, ma deve calarsi in una realtà per lui del tutto nuova. Sia come campionato perché negli ultimi anni lui ha sempre fatto la B, sia da un punto di vista geografico perchè sempre negli ultimi anni ha sempre giocato al sud e non conosce i giocatori delle altre squadre. Ma è un giocatore esperto e un ragazzo intelligente, non farà fatica a adeguarsi alla nuova realtà. Per noi sarà un'addizione importante».

Anche in Gold è un anno di riforma di campionati. Tre promozioni dirette e un'altra attraverso i play-off. Ce la farete a conquistare la B interregionale?

«Stiamo lavorando per questo. Per ora la classifica dice di sì, spero solo che ora la malasorte ci lasci perdere. Ma non ci siamo solo noi e Cecina. Anche Prato e La Spezia sono squadre molto attrezzate e anche a loro la B fa gola. Poi non sottovaluterei Legnaia, che di recente si è rinforzata».

Ha visto il derby degli 8.000?

«Certamente, è stata la prima partita di serie B che sono riuscito a vedere».

Lei è stato un idolo della tifoseria piellina nella serie B dei primi anni duemila. Ma è stato anche il primo allenatore della Libertas “new age”, nell'anno nel quale venne cambiata la denominazione. Possiamo chiederle da che parte batteva il cuore, durante il derby?

«Sono sincero, la mia nuova dimensione mi ha consentito di guardarlo con sereno distacco, ammesso che si potesse essere distaccati in uno spettacolo del genere. Ho visto due squadre fortissime, forse più tecnica e più fisica la Libertas, forse più energica la PL. Ma credo che se giocassero 10 derby potrebbero tranquillamente vincerne cinque per uno. Purtroppo per ora non ho visto altre squadre e non ho metri di paragone, ma da quanto ho visto e da quanto si legge in giro credo che siano entrambe due squadre di vertice. Poi si sa, per vincere coppe e campionati ci vuole anche una buona dose di fortuna».

 

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