Gioco
Promossi, rimandati e bocciati: ecco il pagellone degli amaranto
Fancelli è il migliore, le delusioni sono Rodriguez, Bruno e Maresca
LIVORNO. La prima metà del campionato è in archivio e tra i tanti giocatori scesi in campo fin qui con la maglia amaranto c’è chi ha offerto prestazioni migliori e chi invece non è riuscito a convincere. Tra questi sicuramente ci sono tanti elementi che hanno lasciato la squadra a dicembre, con la società che per prima li ha bocciati. In questo ragionamento, è importante considerare anche quelle che erano le aspettative su di loro alla vigilia, valutando il rapporto tra attesa e resa sul terreno di gioco.
I promossi
La nota migliore del Livorno fin qui è senza dubbio Andrea Fancelli. Il difensore classe 2004 ha saltato solamente cinque minuti, nel finale della gara di Orvieto, sui 1530 disputati dal Livorno nel girone di andata. Fondamentale sottolineare il suo status di quota 2004. Ai giovani, spesso, si chiede il compitino, di non fare danni. E invece lui è una certezza . Per continuità di prestazioni e crescita mostrata nel corso di questi mesi. Forte in marcatura, abile anche nella difesa della profondità, ha molte delle caratteristiche dei centrali moderni. Il voto decisamente sopra la sufficienza se lo prende anche Matteo Frati. Partito come settima punta nel pacchetto offensivo amaranto, si è rivelato invece l’uomo della provvidenza. Cinque gol importantissimi contro Flaminia, Arezzo, Tau, Trestina e Gavorrano che portano ad una regola fissa: quando segna lui il Livorno non perde. Oltre ai gol ci sono anche tante belle giocate tutte talento, qualità e sacrificio in fase difensiva che soprattutto il ruolo di trequartista gli chiede.
Un cecinese, un livornese e…un piombinese. Anche se Andrea Luci ormai è un’istituzione cittadina e quindi livornese doc in tutta la sua essenza. Lo scorso anno in Eccellenza aveva faticato non poco in un gioco, “a pallonate” che lo mandava spesso fuori giri. In estate qualche dubbio su di lui c’era, ma nel corso della prima parte di stagione sono molte di più le prestazioni sopra la sufficienza, rispetto a quelle poco convincenti. Tanto lavoro in fase di non possesso e mille recuperi in mezzo al campo. Certo, anche qualche errore in fase di impostazione, ma con un regista accanto questo potrebbe essere risolto.
I rimandati
Il gol contro il Poggibonsi è stato il picco della stagione di Simone Lo Faso fin qui. L’ex Palermo ha convinto a sprazzi, come nella gara contro l’Ostia Mare quando entrando in corsa ha spaccato la partita, mentre in occasioni come a Orvieto è stato deludente. Da un giocatore con il suo passato ci si aspetta più continuità e la sensazione è che dalla sua crescita possa passare anche molto del girone di ritorno dei labronici. Un altro che nella prima parte di stagione non ha fatto impazzire i tifosi è Michele Bruzzo. L’arrivo a stagione in corso, senza effettuare la preparazione con la squadra, è un alibi reale e che va concesso al ragazzo. Ma da un giocatore con quasi 80 presenze in Serie C ci si aspettava un altro impatto che fin qui non c’è stato. Nella stessa categoria finisce anche Gabriele Fogli. Il portiere classe 2003 è partito fortissimo con parate notevoli, spesso anche salva-risultato come ad esempio contro il Grosseto, che lo avevano issato anche tra i migliori del Livorno nelle primissime giornate. Poi dopo l’errore di Montespaccato, ci sono state alcune indecisioni di troppo soprattutto in uscita, la più pesante ad Arezzo. Il prodotto del settore giovanile della Fiorentina è molto giovane e ha fatto vedere di avere ottime qualità che potrà mostrare nel girone di ritorno.
I bocciati
In questa categoria è impossibile non fare il nome di Samon Reider Rodriguez. Arrivato in estate con la fama di super bomber, a Livorno si è rivelato un bluff. Due gol e poco altro nel girone di andata. Prestazioni negative e poca incidenza in zona gol per una parentesi davvero deludente per il cubano, che anche per comportamenti e attitudine alla causa non può meritare la sufficienza. Nella stessa categoria finisce anche Raffaele Maresca. Il classe 2002 è arrivato a Livorno con lo status di “quota” fuori categoria. Un giocatore che avrebbe dovuto fare la differenza, nonostante la giovane età, e che invece all’ombra dei Quattro Mori non ha mai convinto. Il gol, in collaborazione con Cretella, contro il Ponsacco rimane l’unica luce in una storia buia.
Lo stesso discorso vale per Andrea Bruno. Classe 2001, con esperienza importanti in B e C con l’Entella, tutti si aspettavano che potesse essere un crack per la categoria. Impressione che aveva dato anche nella primissime partite, ma dopo l’infortunio a Ghivizzano, e il rientro accelerato vista anche l’assenza di Pecchia, è finito nel dimenticatoio sia con Collacchioni che con Esposito. E a dicembre è arrivato l’addio.
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