Gioco
Casa dolce casa, ma guai uscire: in trasferta il Livorno è di burro
Dato sorprendente se mettiamo a confronto i punti presi tra le mura amiche e quelli fuori
LIVORNO. Una volta chiuso il girone di andata, c’è la possibilità di fare un primo bilancio della stagione amaranto. Dal punto di vista tecnico e dei risultati ne abbiamo già parlato a lungo, mentre se osserviamo i numeri di questa prima metà di stagione emergono dati interessanti che possono essere di aiuto nell’analizzare il cammino di Luci e compagni.
Casa dolce casa
Lo scorso anno le sconfitte del Livorno erano arrivate tutte in casa. San Miniato, Fratres Perignano, Figline e Tau. In generale, il rendimento casalingo non è stato quello che ci si aspettava da una big del campionato. Si è parlato spesso di “pressione” e di come la squadra soffrisse il fatto di giocare davanti al pubblico del Picchi. Ad inizio di questo campionato, proprio anche considerando l’esempio dello scorso anno, avevano sottolineato l’importanza del ritorno al “fortino dell’Ardenza”. Perché, si sa, quando uno vuole stare nei piani alti della classifica, eliminare i passi falsi in casa è fondamentale.
E così per il Livorno è stato. Il rendimento tra le mura amiche dice 5 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta, per altro arrivata sul neutro del Magnozzi e a porte chiuse. La classifica dei punti raccolti della gare giocate in casa mette il Livorno al quarto posto con 17 punti insieme alla Pianese, alle spalle di Poggibonsi, Gavorrano e Flaminia (le ultime due però hanno giocato una gara in più) tutte a 19. Un percorso da squadra di vertice, senza dubbio, con un punto di vantaggio anche sull’Arezzo.
Mal di trasferta
I problemi del Livorno sorgono tutti lontano da Piazzale Montello. Perché se il rendimento casalingo vale quello delle altre big, è facile capire che il gap maturato in queste girone di andata dal Livorno rispetto alla testa del campionato, si è creato tutto in trasferta. La classifica relativa ai punti guadagnati in trasferta mette il Livorno nel gruppone che va dal settimo al decimo posto con soli 9 punti raccolti in 9 gare. Ruolino di marcia simile a squadre come Ostia Mare e Tau Calcio invischiate nella zona playout. A rendere ancora più complessa la situazione ci sono i gol segnati, solo 6 lontano dal Picchi, lontani anche dalla cifra di uno a partita. Numeri che, insieme agli 11 punti in meno raccolti rispetto alla Pianese, e 9 se si guarda l’Arezzo, fanno capire dove sia il problema del Livorno.
In trasferta, gli amaranto hanno vinto le prime due, in casa di Flaminia e Terranuova e poi da lì sono arrivati solo pareggi, tre, e sconfitte, quattro, di cui l’ultima, terribile, sul campo dell’Orvietana. Nel girone di ritorno l’obiettivo è fare molto meglio rispetto a quello di andata, come dichiarato dal dt Califano, ed è evidente che per fare di più serva migliorare il rendimento in trasferta, dove il Livorno non vince da settembre.
Mai in rimonta
Un altro aspetto che viene a galla se si guardano i numeri del Livorno nel girone di andata è quello relativo ai risultati maturati dalla squadra una volta andata in svantaggio.
Un evento capitato 5 volte nelle prime 17 gare. In 4 di queste 5 partite (Sangiovannese, Montespaccato, Pianese e Orvietana) il Livorno non è riuscito a portare a casa punti e neanche a segnare per riaprire la partita. Solo nella gara contro il Trestina, grazie al gol di Frati, è riuscito a recuperare un punto. Insomma, gli amaranto, quando vanno sotto non riescono, o comunque fanno molta fatica a reagire. Un particolare che denota, insieme al rendimento lontano dal Picchi, tutta la fragilità di questa squadra. L'assenza di giocatori di spiccata personalità può essere una causa così come le certezze perse nel corso del girone di andata. E da ritrovare per crescere in quello di ritorno.
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