Gioco
La rivoluzione infinita del Livorno: in sei mesi si deve cambiare tutto
Inevitabile stravolgere la squadra di Eccellenza, ma tanti acquisti non hanno reso. Cambiati anche 7/11 della squadra che aveva iniziato la stagione con Collacchioni
LIVORNO. Sei mesi di continua rivoluzione e cambiamento alla ricerca dell’assetto giusto. E’ possibile riassumere così il periodo amaranto che va dalla fine della scorsa stagione alla chiusura del girone di andata di Serie D. Come confermato anche dalle scelte in panchina. Tre allenatori cambiati in sei mesi con Angelini, Collacchioni ed Esposito che si sono succeduti sulla panchina del Livorno senza mai trovare fin qui un rendimento da big.
Il cambio di categoria
In estate è arrivata la promozione tanto attesa dopo l’illecito tra Figline e Tau, ma la formazione scesa in campo durante i playoff aveva mostrato lacune importanti, tanto da spingere la società a cambiare molto in vista una volta conquistata la D. Via giocatori come Ghinassi, Gelsi, Gargiulo, Ferretti, fino alle quote Palmiero, Panebianco e tutti gli altri. Dei giovani è rimasto solo Pecchia, mentre tra i senior le conferme erano Russo, Luci, Apolloni, Giampà, Giuliani, Torromino e Vantaggiato. In porta la scelta di puntare su under viste le quattro quote richieste dal campionato e poi acquisti che col tempo si sono rivelati poco azzeccati come Rodriguez, Karkalis, Rossi, Maresca e altri che potevano esserlo ma che hanno lasciato l’amaranto come Cretella, fino all’addio di Vantaggiato e Torromino.
Rivoluzione di dicembre
L’arrivo di Esposito ha avuto il proprio peso in sede di mercato nei ragionamenti della società. Il tecnico ha chiesto giocatori in linea alla propria visione di calcio e sono arrivati Benassi, Greselin, Lucatti ed El Bakhatoui, oltre al giovane Mazzucca. Dieci partenze e cinque arrivi in ruoli cruciali dello scacchiere labronico che adesso si presenta molto diverso da quello di inizio anno. In questo verso è sua la conferma di Bontempi come vice Fancelli nella coppia dei 2004 difensivi e quella di Gian Marco Neri in mezzo al campo, piaciuto contro il Gavorrano sia al tecnico che alla dirigenza come sottolineato da Califano. Sulle quote però è evidente che ci sia bisogno di rinforzi.
Nove arrivi
Gli acquisti del Livorno fin qui sono stati cinque, ma sul taccuino della dirigenza ce ne sono almeno altri quattro. Due esterni bassi, un centrocampista offensivo e una punta. Vista la chiusura del mercato dilettantistico arriveranno dai professionisti. Soprattutto per i primi tre profili servirà trovare giovani di valore in uscita dalle varie formazioni Primavera. Fatto sta che con dieci uscite e nove entrate preannunciate, il gruppo amaranto ha subìto una rivoluzione totale.Guardando indietro, allo scorso anno, ci accorgiamo come i superstiti siano Luci, Russo, Giuliani e Giampà, anche se gli ultimi due hanno giocato poco, mentre Apolloni è stato messo ai box dall’ennesimo infortunio e Pecchia è vicino a tornare in campo. Il suo rientro sarà fondamentale in un Livorno che sfiderà il Flaminia con una formazione diversa per almeno 8-9 undicesimi da quella che vinse in Lazio. In un continuo cambiamento alla ricerca dell’assetto giusto. Il rischio è quello di cambiare per tornare poi al solito punto di partenza, mentre la speranza è quella di aver fatto la rivoluzione che serviva per trovare un gruppo che possa stare ai vertici in Serie D.
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