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Alla festa degli arbitri tutto l’orgoglio di Ferrieri Caputi: «Arrivata in alto solo grazie a voi»
I ringraziamenti a tanti amici della sezione dell'Aia di Livorno: «Qui c’è un gruppo di giovani di alto livello». Suo il premio nazionale “Quattro Mori” e anche Igor Protti la omaggia come simbolo della città
LIVORNO. Scorre un video, prima della sua premiazione, in cui la vedi agli esordi, quando arbitrava gli Esordienti al campo di Antignano, e poi le schede ripercorrono tutte le sue tappe. Sono tante, dal suo ingresso nell’Aia datato 2007: nel 2015 l’esordio in serie D; nel 2019 diventa arbitro internazionale, mentre un anno dopo viene promossa in serie C e poi a salire fino all’ingresso nella Commissione arbitri nazionale (Can) datata 1° luglio 2022. E poi quel fatidico 2 ottobre scorso che l’ha vista dirigere Sassuolo – Salernitana in serie A. L’albo d’oro del Premio nazionale Quattro Mori, istituito nel 1985 e assegnato negli anni a gente come Paolo Bergamo, Luigi Agnolin, Piero Ceccarini, Stefano Braschi, Paolo Casarin e Carina Vitulano, non poteva che riempire la voce 2022 con il nome di Maria Sole Ferrieri Caputi.
Prima che guadagni la scena, Igor Protti trova lo spazio per dirle pubblicamente: «Sono livornese di adozione. Quando ho letto che saresti stata la prima donna a dirigere una partita di serie A mi sono sentito orgoglioso. Auguro a te e a tutti i giovani presenti il meglio per il futuro».
Questa settimana, Maria Sole è volata a Monaco di Baviera per arbitrare la sfida tra Bayern Monaco e Benfica valida per la sesta giornata della fase a gironi della Women’s Champions League. La parola a lei, che in pochi minuti d’intervento dimostra quanto spessore umano ci sia dietro la sua divisa e strappa una standing ovation. «È una grande emozione ricevere questo premio. Se oggi c’è un arbitro donna in serie A in Italia, e se quella donna sono io, è soprattutto grazie a voi», dice rivolgendosi a tutti i membri della sezione Aia labronica. C’è un grazie per ognuno, diverso e motivato, perché nel suo percorso ha fatto tesoro dell’aiuto e del contributo di tutti. «Ringrazio Andrea Nencini (vice-presidente Aia Livorno, ndr) perché quando hai 17 anni e non hai la macchina, e i tuoi genitori sono a lavorare, capita che devi andare ad arbitrare a Cecina o Fornacette, e trovi gente come lui che ti accompagna e ti dà pure consigli su come arbitrare. Ringrazio Alessio Simola (l’ex presidente della sezione, ndr) perché anche nei momenti difficili ci ha sempre accompagnato, come un fratello o un papà. Ringrazio l’attuale presidente Marco Bolano, perché quando sono tornata a Livorno dopo essere stata per 4 anni a Bergamo ho trovato una sezione migliore di come l’avevo lasciata. Ringrazio tutti voi arbitri e assistenti, perché siete bravi e ci fate fare un figurone; abbiamo un gruppo di Eccellenza e Promozione come non si vedeva da tempo. Se altri faranno domani quello che ho fatto io è perché c’è una base dietro che ci supporta».
Un grazie speciale, Maria Sole Ferrieri Caputi non poteva che riservarlo a Carina Vitulano, che definisce «sorella, amica, esempio, mentore». E aggiunge: «Ha un cuore d’oro, per me ha dato tutto. Se non l’avessi incontrata mi sarei fermata prima; averla davanti è stato per me lo stimolo a non accontentarmi mai». Cita poi Riccardo Pelagatti, giovane arbitro scomparso nel 2018 a causa di una malattia, come esempio di determinazione e capacità di superare gli ostacoli. È lo spunto per rivolgersi ai suoi colleghi e dire: «Non trovate mai alibi o scuse. Per essere arbitri bisogna trovare la soluzione, non l’impedimento. Non c’è il campo per allenarsi? Si va sul lungomare».
Giusto per fare un esempio, mentre sorvola il suo rapporto con la notorietà giunta all’improvviso, e quel senso di pudore e umiltà con cui la gestisce: «Mi dispiace – afferma – se a volte alcune cose che dico vengono strumentalizzate. Io non so se sarò sempre all’altezza delle aspettative. Ci provo. Siamo persone, con difetti e debolezze. Di sicuro mi prendo l’impegno di essere sempre disponibile verso i membri della sezione, e che nessuno esiti a cercarmi. In compenso – conclude – vi chiedo di essere sempre casa, nel senso più puro e profondo del termine. Mi aspetto di tornare qui ed essere sempre Sole, di poter sbagliare e trovare qui lo sguardo di chi mi conforta, non che mi giudica. Perché sono sempre Sole, quella che è cresciuta con voi».
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