Gioco
«La Libertas resta nel mio cuore ma ci servono due punti playoff»
I consigli dell’ex amaranto Bechi alla PL: «Con Sangiorgio deve correre»
LIVORNO. Appena vent’anni, ma professionista del basket a tutti gli effetti. E una maturità nel parlare difficile da trovare in ragazzi della sua età. Costantino Bechi, ennesimo prodotto del vivaio Don Bosco è quest’anno a Montecatini, sponda Herons, dopo la stagione del lancio a Cecina sotto la guida di Roberto Russo e quella scorsa alla Libertas. Proprio quella Libertas contro la quale dovrà incrociarsi domenica.
Bechi, una partita, anche se non la vogliamo chiamare derby, che è molto importante sia per voi che per la sua ex squadra...
«Indubbiamente. La Libertas ovviamente vorrà vincere per restare agganciata al vertice, noi abbiamo cominciato la rincorsa verso il quarto posto e non possiamo permetterci distrazioni, men che meno in casa».
Dopo gli arrivi di due giocatori di serie A come Chiera e Arrigoni tutti hanno paura di voi. Eppure domenica scorsa a Vanzaghello non è andata bene. Perché?
«Non riesco a trovare un motivo specifico. Venivamo da un buon periodo (tre vittorie in fila, ndr) ma se é per questo anche loro erano in fiducia. Forse aver giocato di sabato, dopo un turno infrasettimanale, preparando quindi poco la partita. Non saprei. Comunque quello è un campaccio, non è facile per nessuno andare a vincere là».
Nonostante l’età è al terzo anno di B. È vero che questo è il campionato più difficile di sempre?
«Indubbiamente. La riforma dei campionati ha spinto le società o a rinunciare in partenza costruendo squadre di giovanissimi, tipo Langhe Roero, ma sono pochissime, o a rinforzarsi per cercare almeno un posto fra le prime otto. E, come abbiamo fatto noi, mi aspetto che altre si rinforzino di qua a breve».
Torniamo alla partita di domenica prossima. Come fare per vincerla a casa?
«Giocando la partita dell’anno, perché sul piano tecnico loro sono i migliori, nessuna squadra ha dentro tutta la qualità che ha la Libertas. Dovremo avere più voglia e già questo non sarà facile perché ne avranno tantissima anche loro. Dovremo anche cercare di essere anche più lucidi, di non sprecare niente, di ridurre il gap tecnico che c’è anche se pure noi siamo una buonissima squadra».
Verranno anche in tanti da Livorno. Un po’ di imbarazzo?
«Ma no, abbiamo già avuto un contatto in Supercoppa e i tifosi sono stati carinissimi con me, ci siamo salutati e abbracciati prima e dopo la partita e mi auguro che sarà la stessa cosa domenica. Chiaro che dovrò cercare di aiutare la Fabo a vincere, ma è rimasto un grande affetto fra noi».
Molti lo chiameranno un derby. Ma il vero derby è quello che si è giocato per l’Immacolata a Livorno. Visto che roba?
«Solo il quarto tempo in Tv, purtroppo. Avevo allenamento e non ho potuto esserci. Sì, uno spettacolo incredibile, non solo per la serie B. Una cosa da brividi. Ma anche quello di Montecatini, anche se come numeri non può reggere il confronto, regala delle belle emozioni».
Al momento quasi 20’minuti in campo a partita, con 6, 5 punti di media. Cifre salite rispetto a quelle del campionato scorso. Soddisfatto?
«Qualunque giocatore vorrebbe avere di più in termini di minutaggio e vorrebbe dare di più come cifre. Ma per ora non posso lamentarmi della mia stagione».
E della PL che dice? Che consiglio gli darebbe per battere Sangiorgese. Voi l’avete fatto settimana scorsa nel turno infrasettimanale...
«Bella domanda. Non è roba facile, perché sono una squadra estremamente tattica, che prepara moltissimo le partite e che cambia faccia da una partita all’altra, cambiando le difese ma anche i giochi offensivi. Giocano sotto ritmo, abbassando il numero dei possessi. Credo che la Pielle avrà vita più facile se riuscirà a correre, che poi è la cosa che le viene meglio».
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