Gioco
«Cara PL, sei la mia Eurolega. Ogni canestro dedicato ai tifosi»
Gian Paolo Almansi sempre più protagonista e idolo dei biancoblù
LIVORNO. C’è chi ama alla follia il Professore (Andrea Piazza), chi Momo Diouf per le schiacciate e le stoppate e chi, invece, etichetta Marco Cardani (33 anni) come un predestinato. Se in questi giorni entri in un bar o ti affacci a un’edicola, è facile sentir parlare di Unicusano e di Pielle. Fa parte del gioco. È la naturale conseguenza di un derby vinto davanti a 8000 persone.
Sono tanti e diversi gli idoli della tifoseria piellina: tra questi c’è sicuramente Gian Paolo Almansi, talento puro, cristallino. Tiratore micidiale (22 punti in Piemonte, frutto di 3/4 da 2 e 5/7 da 3), capace a 20 anni di aver già vinto una Supercoppa di Serie B (con Cardani a Bernareggio) e un campionato, lo scorso anno, con la maglia di Cividale. Un grandissimo giocatore, le cui qualità e un sorriso contagioso hanno rapito una bella fetta di sostenitori. Non lo diciamo noi, ma un indizio forte e chiaro che si cela dietro i numerosi ordini giunti sullo store ufficiale del club con il solito ritornello: “Ordine #, maglia gara, numero 23, Almansi”.
Gian Paolo, siamo giunti al termine di una settimana perfetta.
«Non potevamo desiderare di meglio; vittoria a Pavia, derby e 2 punti pesanti a Borgomanero, tutt’altro che scontati. Giocare una partita di fronte ad 8000 persone è stato qualcosa di eccezionale, che non capita a volte neppure ai giocatori di Eurolega. E come se non bastasse lo abbiamo vinto, dimostrando ancora una volta che non molliamo mai…».
Diciamo che lei è abbastanza abituato a stare nelle zone alte della classifica. Quanto è importante, e quanto incide sull’umore?
«Beh tantissimo. Non è una frase fatta “vincere aiuta vincere”, ma la semplice verità. Durante la settimana si riesce a lavorare meglio, sia in termini tecnici sia dal punto di vista della concentrazione. Il coach cura molto questo aspetto, infatti anche dopo Legnano siamo riusciti a tenere ben in mente il nostro obiettivo e ripartire subito».
I tifosi la adorano. Se ne è accorto?
«E io adoro loro; è davvero il minimo dedicargli ogni canestro e poi diciamoci la verità, il coro ‘me ne vanto’ è di un’originalità assurda. Sintetizza alla perfezione l’amore che questa gente ha per la propria maglia del cuore e a me personalmente galvanizza. Tant’è che ogni volta me lo voglio godere con loro, fra di loro».
Adesso viene il bello e il difficile, nel senso che tutti vorranno fermare la marcia della Pielle.
«Decisamente meglio essere in cima, piuttosto che rincorrere. Domenica prossima affronteremo Sangiorgese, una squadra tosta fisicamente, lunga nelle rotazioni e di grandissima qualità sugli esterni. Ogni settimana dovremo farci trovare pronti, duri, limitando sempre di più i momenti di down all’interno della partita. Per il resto giochiamo davanti ai nostri tifosi, quindi la partita non la giocheremo in 12 ma almeno in 2000».
Perché porta il 23 sulle spalle? Ha un significato particolare per lei?
«Sì, decisamente. Si tratta del giorno in cui è nata mia madre. Quindi il 23 riproduce il legame che ho con lei e con tutta la mia famiglia. La mia forza in tutto, specie nei momenti di difficoltà. È un numero che porto da quando avevo 15 anni e dal quale non mi staccherò mai; se in futuro una squadra non vorrà darmelo per qualsiasi motivo, non giocherò per quella squadra (ride, ndr)».
La vediamo molto attivo sui social. Per esempio, ieri pomeriggio era a godersi lo spettacolo del mare d’inverno ai Tre Ponti. Oltre al rapporto con i tifosi, si è legato pure alla città?
«Certamente. Tutte le mattine mi piace svegliarmi ed aprire la finestra per respirare l’aria fresca livornese. Il clima è sempre piacevole, si mangia divinamente, la gente ospitale al di là del basket. E il mare, appunto, un valore aggiunto».
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