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Livorno, una folle febbre da derby. E stavolta non è soltanto rivalità e sfottò

di Andrea Masini
Livorno, una folle febbre da derby. E stavolta non è soltanto rivalità e sfottò

Incredibile: a tre giorni dalla supersfida tra PL e Libertas, già venduti 3000 biglietti. In palio c’è anche il primo posto in serie B

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LIVORNO. La febbre per il derby dell’Immacolata non è alta, di più. Di ora in ora sta toccando temperature elevatissime anche, e soprattutto, per i bottini conquistati dalle due squadre lo scorso weekend (Pielle vittoriosa e Pavia e Libertas al Pala Macchia contro Vigevano). Entrambe, infatti, hanno raggiunto la testa alla classifica - in compagnia di Vigevano - ed entrambe, giovedì sera, duelleranno per il drappo cittadino di fronte ad una cornice d’altri tempi, sicuramente unica per distacco in Serie B.

Alla chiusura del botteghino, ieri sera, i biglietti venduti erano 3000, da aggiungere ad oltre 300 abbonati della Pielle e agli accrediti istituzionali. Il totale, al momento, dovrebbe aggirarsi attorno alle 3500 presenze. Un numero incredibile, da far stropicciare gli occhi a diverse società di Serie A e A2, destinato a salire nelle prossime ore. Già esaurita la Curva Sud, cuore del tifo PL.

Nelle giornate di oggi e domani la prevendita proseguirà al botteghino del Pala Macchia con orario 15:30/19:30, mentre il giorno della partita il servizio di biglietteria si sposterà al Modigliani Forum (campo di gioco) la mattina dalle ore 10:30 alle 12:30 e il pomeriggio a partire dalle ore 16.

Momento magico

I risultati aiutano, su questo non c’è dubbio. Ma la sensazione è che la passione per la palla a spicchi stia nuovamente facendo breccia nei cuori di appassionati, famiglie e bambini.

Sugli spalti del Pala Macchia (campo gara delle due società, eccezion fatta per il derby) si vedono persone di tutte le età: dalle coppie un po’ più in su con l’età ad una vera propria marea di adolescenti.

Qual è il segreto? I risultati, dicevamo. Quando una squadra è in cima alla classifica risulta tutto più semplice (fu così anche allo stadio durante le epoche d’oro). E poi la formula magica dello sfottò: ieri pomeriggio, al botteghino del Pala Macchia, si sono verificati numerosi casi di amici in fila, ma di fazioni opposte, che nell’attesa di acquistare il tagliando scherzavano sul presente e su una miriade di aneddoti passati: «Te lo ricordi quando si vinse…? E quel derby dove vi si prese per il c…?».

Tante risate. E anche l’oggettività del momento: «Aldilà di tutto, è bellissimo che entrambe le squadra siano lassù a lottare per qualcosa di importante. Così come tornare a far le file per il basket».

Fattore famiglia

C’è poi le questioni familiari. Altrettanti tifosi hanno trascorso qualche minuto in più allo sportello per spiegare in maniera scrupolosa che il marito è libertassino, la moglie piellina e i figli un po’ indecisi su quale settore scegliere. Una storia già vista e rivista nel corso dei famigerati anni ’80, dove la maggior parte delle “liti” in famiglia era dovuta al basket.

Figuriamoci quando una ragazza di stirpe libertassina portava a casa un fidanzato piellino. E oggi, ve lo assicuriamo, di coppie miste Livorno né è piena. Quelle stesse coppie di fidanzati, nel 2022 marito e moglie alle prese con l’indirizzamento sportivo dei figli. Roba da romanzi. Una lingua che si parla a Livorno e Bologna. Stop. Bentornata Basket City. 

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