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Basket: Serie B

Libertas, trionfo a Salonicco: scacco alla regina Vigevano e vetta 

di Giulio Corsi
Libertas, trionfo a Salonicco: scacco alla regina Vigevano e vetta 

Quasi in duemila in via Allende, il pubblico trascina gli amaranto contro la capolista. Le magie di Bargnesi e l’eroismo di Saccaggi segnano la rimonta dal -14 e il primato

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LIVORNO.  Primi in classifica. La capolista finisce al tappeto come Ivan Drago. Non aveva mai perso la Elachem dal roster infinito. Non aveva mai incassato 80 punti. In 36 quarti giocati in questo primo scorcio di campionato solo una volta aveva fatto meno di 10 in un tempino (contro Sangiorgese), stavolta la Libertas l’ha bloccata a 10 centri in 12 minuti, dal 56-64 del 28’ all’80-74 finale, lasciandola senza fare canestro dal 28’ al 36’, 480 secondi fantastici. La capolista imbattuta, che solo pochi mesi fa ha giocato la finale per l’Olimpo, è finita schiantata nella lucidità, nella fiducia, nel fisico.

È una domenica che resterà nella memoria del popolo libertassino, al pari di un’altra sfida contro un’altra Vigevano, allora targata Sweda, il debutto casalingo in A2 di 42 anni fa in un’annata che poi ci catapultò tra gli dei. Allora c’era Abdul, stavolta c’è Bargnesi, ma i brividi, consentitecelo, sono i medesimi: il palazzo al suo record, quasi duemila persone (vere) sui gradoni, tre terzi di via Allende riempiti. Non eravamo a teatro, eravamo nell’arena dei gladiatori: la bolgia ha accompagnato la remuntada dei guerrieri di Andreazza, non ha mai abbandonato la squadra anche nei momenti di difficoltà, ha fatto sentire il fiato sul collo ai mostri lombardi come se giocassero all’Alexandreio Melathron, il tempio dell’Aris a Salonicco.

Che spettacolo, questa Libertas e il suo pubblico. Che giornata da urlo. Che vittoria. Non poteva esserci modo più bello per arrivare al derby dell’Immacolata che vale il primo posto in serie B.

Da dove cominciare per raccontare questa partita meravigliosa, in grado di riconciliare con il basket, di far amare una squadra, di iniettare ai suoi tifosi l’adrenalina in vista di una nuova settimana di lavoro? Cominciamo dal meno 14, il momento più critico di questo pomeriggio, 20-34, canestro di Laudoni. Anzi da un attimo prima, 20-31, 12esimo minuto: la Libertas fatica a fare canestro, Andreazza ha mandato dentro Saccaggi, nonostante i guai alla schiena. Il carrarino è eroico, prende botte, con coraggio si butta dentro, non leva mai la gamba.

20-31, dicevamo: vede un varco Saccaggi, si lancia in penetrazione, brucia Rossi sul tempo, fa canestro, prende uno spintone che lo fionda per terra. Tutti si aspettano anche il tiro libero e invece l’arbitro gli fa segno di alzarsi. Andrea si arrabbia, prende tecnico. Il pubblico livornese perde il controllo. Qualcuno salta il cancelletto sotto la curva, volano dei palloni in campo. L’arbitraggio fino a quel momento è stato imbarazzante: dopo due minuti del primo tempino la Libertas era già in bonus. Dopo 5 minuti Vigevano aveva già tirato 10 volte dalla lunetta e Livorno zero. In soli 29 secondi del secondo tempino gli arbitri avevano già fischiato tre falli agli amaranto: uno a Sipala e due a Lucarelli, che andava così a 3 dopo 10’29”. Fantoni, come capita ormai ogni domenica, era il pungiball contro cui è lecito tutto, ma quando difendeva gli venivano fischiati anche i sospiri (due falli dopo 3’).

La svolta avviene lì, su quel fallo non fischiato su Saccaggi. Il palasport si ricorda di essere il sesto uomo, il popolo della balaustra esce dall’album dei ricordi. E la Libertas sente la spinta del suo pubblico. Vigevano sull’azione successiva tocca il più 14 (20-34) e poi lo ribadisce con Benites (22-36). Da lì, briciola dopo briciola, la Libertas inizia a mangiare lo svantaggio. Saccaggi la mette da tre, Bargnesi lo segue a ruota e il gap torna a meno 8 (28-36), ma Vigevano è una corazzata e con una tripla fortunata di Strautmanis si riporta a più 11 (28-39).

La differenza tra una squadra e una non-squadra si vede in questi momenti. Livorno non si scioglie, non si arrende, Fratto è un leone in gabbia e dopo 17 minuti senza un tiro inizia a far canestro: il suo gancio-cielo anni Settanta porta Livorno a meno 5 (41-46 all’ultimo giro di lancetta prima dell’intervallo), ma è Bargnesi sulla sirena che come Hermes consegna alla squadra e ai tifosi il messaggio di speranza con una bomba da metà campo a fil di sirena che riapre completamente la partita (44-46) e grida al mondo che ci si può fare.

Tornati dagli spogliatoi la Libertas ha già 4 falli di squadra dopo 90 secondi, che di nuovo le impediscono di difendere come vorrebbe, Vigevano continua con le sue percentuali monstre e al 28’ ripiombiamo a meno 8, 56-64, con tripla di tabellone di Strautmanis. Ma i guerrieri della luce sanno pazientare e non si arrendono: Fantoni mette due liberi, poi prende un rimbalzo d’attacco su errore di Lucarelli dall’arco e con tre avversari attaccati al braccio, come in un videogame di Donkey Kong, segna: 60-64 al 29’15”. È la folata giusta per mettere la freccia: nell’ultimo quarto Bargnesi è indemoniato e si carica la squadra in spalle, prima segna il pareggio, 64-64 dalla lunetta, poi il sorpasso, 67-64, poi fa segnare Sipala per il più 5 (69-64) con un assist da Accademia del basket. Vigevano prova a reagire ma la Libertas ce l’ha in pugno e trionfa. l
 

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