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Basket Serie B

LL, il presidente Consigli: «Battere Vigevano per fare del derby uno spareggio per il primato»

di Fabrizio Pucci
Il presidente Roberto Consigli con Tommaso Fantoni e a sinistra il giornalino della Libertas del 1981 per il debutto in A2 contro Vigevano (Silvi Masini)
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Il presidente Roberto Consigli con Tommaso Fantoni e a sinistra il giornalino della Libertas del 1981 per il debutto in A2 contro Vigevano (Silvi Masini)

Il presidente della Libertas Consigli riparte dalla storia: «C’è un che di romantico Ho recuperato il nostro magazine del 1981, prima partita di A2 contro i ducali»

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LIVORNO. Dopo decine di anni, domani il vecchio PalaMacchia tornerà a ruggire. Sul vetusto parquet di via Allende è in programma il big match tra Libertas e Vigevano – 17 vittorie e una sconfitta in due – che profuma di antico, di serie A. Il presidente amaranto Roberto Consigli a poche ore dalla palla a due non sta nella pelle.

Presidente come ha trascorso l’antivigilia di Libertas-Vigevano?

«In modo romantico. Sono stato in sede. Ho recuperato il giornalino della Libertas datato 1981: prima partita di serie A2. LL proprio contro Vigevano. Titolo: si riparte insieme. Buono anche per questo periodo storico anche se da allora è cambiato il mondo. In quel numero del magazine, per esempio si faceva riferimento alla vicinanza ideologica della due città – Livorno e Vigevano – entrambe rosse ed operaie. È passata un’era geologica».

Sensazioni per il big match?

«Grandi. C’è un aspetto che mi preme sottolineare».

Quale?

«Se domenica vinciamo facciamo diventare il derby dell’8 dicembre uno spareggio per il primo posto. E allora sì che la stracittadina assumerebbe i contorni di un megaspot per la pallacanestro livornese. Ecco che ce la metteremo tutta per vincere. Non per la prima posizione in sé, ma proprio per regalare qualcosa di importante alla città di Livorno il giorno dell’Immacolata».

Vigevano pare un cingolato inarrestabile…

«Sì. Punta alla serie A che le è sfuggita l’anno scorso solo in gara-5 di finale contro uno squadrone come Cividale. Fino a ora ha vinto tutte le partite a mani basse. Noi abbiamo una voglia matta di complicargli la vita. Non la presunzione di vincere facilmente, ma una cosa è certa: se Vigevano vuole espugnare anche il PalaMacchia dovrà sudare parecchio. Di sicuro sarà un grande spettacolo e noi per prendere i due punti avremo bisogno del solito grande cuore e sostegno dei nostri tifosi».

Tra l’altro domani gli Sbandati festeggiano 35 anni di attività. Detto questo: Saccaggi ce la fa?

«Vediamo. Il ragazzo sta meglio».

Quindi?

«Quindi c’è lo stile Libertas».

Scusi che c’entra?

«Le spiego: noi non vediamo i giocatori come semplici professionisti, soldati che si buttano al macello. Prima di tutto li apprezziamo e li consideriamo per quello che sono: uomini con cui condividiamo un ambizioso percorso di crescita. Siamo un gruppo di innamorati della Libertas che non dimentica il torto tremendo subìto nel 1989. E questa passione, questo amore intendiamo trasferirli ai ragazzi che indossano la nostra canotta. Questo è un gruppo estremamente coeso. I giocatori sono un tutt’uno con i dirigenti, dal primo all’ultimo: nessuno escluso. Da chi sta in biglietteria al ragazzino che pulisce il parquet: siamo una cosa sola. Tutti fanno parte di questo progetto. Tutti hanno valenza fondamentale».

I giocatori però sono quelli che vanno in campo…

«Certo, ma non sono palle di cannone che siccome sono pagati, giocano a tutti i costi. Non ci interessa avere professionisti asettici che riscuotono, segnano, vincono, salutano il pubblico, vanno a casa e ciao. No. Noi siamo diversi: per questo abbiamo tenuto a riposo Fantoni, Ricci e Saccaggi quando non erano al meglio. Li abbiamo preservarti sebbene loro stessi volessero giocare, perché questo è il modo in cui questo club interpreta la pallacanestro. Il modo giusto».

Diciamo pure che talvolta potete fare a meno di qualcuno perché il roster è ricchissimo...

«Vero e in fatti crediamo nei nostri giovani. Con questo gruppo d’acciaio abbiamo stretto un patto per fare qualcosa di importante. Se va bene saremo stati bravi, altrimenti non verrà nessun altro che noi a risolvere la situazione. Il senso di responsabilità è un tratto peculiare di ogni libertassino».

Contento del lavoro svolto finora?

«Certo. A prescindere dai risultati. Stiamo costruendo bene il team grazie a Andreazza, Seghetti, Mannucchi. Ognuno di noi sta lavorando per mettere il compagno d’avventura nella migliore condizione possibile per rendere al top nel rispetto delle proprie competenze. Vi pare poco?».
 

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