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Livorno

«Volevo Rubbini ma la PL ci ha battuti La Libertas è la più forte nel pitturato»

di Andrea Masini
«Volevo Rubbini ma la PL  ci ha battuti La Libertas è la più forte nel pitturato»

Il livornese Quilici fa le carte al derby dell’Immacolata: «Peccato non si giochi in via Allende»

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LIVORNO. Livornese classe 1979, Daniele Quilici è oggi il capo allenatore della Paffoni Omegna dopo un lungo girovagare per l’Italia che l’ha visto salire a San Giorgio su Legnano (per un triennio) e scendere fino a Nardò, dove per due stagioni è stato primo assistente in A2.

Ma tutto, ovviamente, è iniziato nelle palestre labroniche, per la precisione allo Junior Basket di Valentino Murziani (vice delle formazioni Under 13 e Under 14). Nel 2002 vince uno scudetto Juniores, ancora da assistente al Basket Livorno (vale a dire il Don Bosco, che l’anno prima aveva centrato l’A1 con la prima squadra) – , poi diventa responsabile del settore giovanile al Meloria Basket 2000 diretto da Maurizio Vortici. Poi Ghezzano, 6 anni ad Empoli con il debutto da head coach in Serie B, il ritorno al Don Bosco, Ortona e via dicendo… fino alla chiamata di Omegna, la scorsa estate, alla guida di quella Paffoni caduta, domenica scorsa, sotto i colpi della Unicusano Pielle e della sua gente: «Veramente un bell’ambiente – commenta Quilici –, in televisione avevo notato una bella carica, ma dal vivo è tutta un’altra cosa».

Coach, torniamo un attimo a domenica sera.

«C’è rammarico perché abbiamo giocato una partita tosta, ruvida e vera in una cornice clamorosa, finché non ci siamo fatti spaventare dalla loro fiammata che ha tolto per cinque minuti la nostra convinzione. Ci teniamo stretti i primi due quarti che sono stati emotivamente i migliori della stagione».

E della Pielle che idea si è fatto?

«La medesima che ho da inizio anno; si tratta di un roster ben costruito e ben allenato. Esprime un’ottima pallacanestro e giocare al Pala Macchia non è certo come farlo al Modigliani Forum».

In che senso?

«Nel senso che in via Allende, dove tra l’altro ho allenato per 3 anni, il fattore campo c’è e si sente. Eccome se si sente…».

C’è un giocatore che ruberebbe a coach Cardani?

«Mi tengo stretti i miei, nei quali ripongo massima fiducia. È un peccato non aver potuto duellare con la Pielle ad armi pari, data l’assenza di Balanzoni. Detto questo, mi è piaciuto molto Michele Rubbini. Pensate, appena arrivato ad Omegna era uno dei nomi sul taccuino ma la Pielle, brava la dirigenza, l’aveva già firmato».

Presto vi toccherà l’altra livornese, la Libertas, che la sua Paffoni affronterà nel primo impegno dell’anno nuovo (7 gennaio).

«Per quella data mi auguro di recuperare Jacopo (Balanzoni, ndr), anche perché dentro il pitturato la Libertas è probabilmente la migliore squadra del girone. I percorsi di Fratto e Fantoni parlano per loro, idem vale per Lucarelli e Saccaggi, anche se quest’ultimo per adesso è infortunato. Forse hanno, sulla carta, un po’ meno freschezza della Pielle, ma in termini di esperienza e talento il roster di Andreazza è di altissimo livello».

Per la festa dell’Immacolata il calendario scodellerà la madre di tutte le partite. Se la sente di farci un pronostico?

«Da che mondo e mondo il derby non può avere un pronostico, figuriamoci in una settimana dove tutti giocheremo 3 partite in 7 giorni. La Pielle sabato prossimo andrà a Pavia, mentre la Libertas avrà lo scontro al vertice con Vigevano. Vediamo quante scorie lasceranno queste due gare, anche se poi giocoforza si resetterà tutto».

Si giocherà al PalaModì...

«Dico purtroppo, ma è inevitabile se il Pala Macchia è attualmente omologato per 2.000 presenze. In questo momento, con questa situazione di classifica, il derby di Livorno può facilmente toccare i 5.000 spettatori. Ecco, il pronostico lo faccio sulle unità presenti al palazzetto (ride, ndr)».

Domenica sera l’abbiamo vista salutare amici, parenti e suoi ex giocatori. Da quanto tempo non tornava a Livorno?

«Durante l’estate non manco mai, e neppure per le feste. Livorno è la mia città. Livorno è la mia casa. Con il lavoro che faccio ovviamente me la godo un po’ meno, ma a Livorno ho legami fortissimi. È stato bellissimo tornare e vedere così tanto entusiasmo sugli spalti. Per questo ci tengo a fare i più sinceri complimenti alla Pielle e al presidente Roberto Creati che, nel corso degli anni, ha saputo fare i passi giusti. Senza dimenticare il lavoro di continuità di Manolo Burgalassi e di tutti coloro che stanno contribuendo al progetto, societario e tecnico».
 

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