Gioco
La PL ha un tesoro di Rubbini: «Il nostro entusiasmo fa paura»
A rischio per un infortunio, in extremis ha giocato e con Oleggio è stato il migliore. «Piazza è il mio maestro, e che spettacolo giocare davanti ai nostri tifosi»
LIVORNO. Un solo allenamento, quello prima della partita, negli ultimi dieci giorni. Fuori causa nella trasferta di Legnano, qualche dubbio sulla sua presenza anche nella delicata partita interna contro Omegna. Invece, grazie anche a qualche miracolo dello staff sanitario guidato dal dr. Manlio Porcellini, Michele Rubbini c'è, lui come tutti gli altri acciaccati, Loschi a parte, ovviamente. E risponde con 15 punti in 18 minuti con il 63% dal campo, 3 assist, 3 rimbalzi, 5 falli subiti, 18 di valutazione, la più alta di tutta la squadra.
Rubbini, complimenti. Supponiamo che sia contento...
«Sono contento sì, ma sono contento di esserci stato e a questo proposito voglio ringraziare tutto lo staff sanitario che si è preso cura di me in queste due settimane. E poi sono contento per la vittoria, ovviamente. Non era per niente scontato».
Domenica, verso la fine della partita, l'abbiamo vista chiedere il cambio toccandosi la coscia. Una ricaduta?
«Per fortuna no. Ho risentito un po' di dolore, il problema è all'adduttore, ma non credo sia niente. Non sono ancora al 100%, ma nei prossimi giorni sono certo che andrà sempre meglio».
Contento per esserci stato, diceva prima. Anche perchè nell'unica volta che non c'è stato la Unicusano PL ha perso...
«Ma no, abbiamo perso, e di pochissimo e per un episodio per tanti altri motivi, principalmente per aver cominciato la rimonta da troppo lontano».
Da troppo lontano a causa di un secondo quarto sottotono, così come è stato quello contro Omegna. Una coincidenza o cosa?
«Penso che sia stato un caso, non vedo una maledizione del secondo quarto. Bisogna pensare che ci sono anche gli avversari, i loro cambi di difesa, ecc. Omegna per esempio ha giocato una signora partita: partiti a uomo, poi zona, zona mista. E in attacco senza Balanzoni perdono parecchio ma diventano meno prevedibili, possono correre, sfruttare l'atletismo di tanti giocatori. Vedrete che daranno fastidio a molti».
8 su 9, giocandone quasi la metà senza il miglior giocatore. Ve lo sareste aspettato?
«Quando il roster è stato completato ho subito pensato che era stata costruita un'ottima squadra, in grado di lottare nella parte alta della classifica. La consapevolezza è aumentata settimana dopo settimana, vittoria dopo vittoria. Certo, l'assenza di Federico (Loschi, n.d.r.) è pesantissima, ma ci ha responsabilizzato tutti, ci spinge a dare sempre qualcosa in più. Più che sorpresi siamo entusiasti, un gruppo unitissimo».
Dividere il minutaggio con un “professore” come Piazza. E' una bella responsabilità...
«Io sono del '99, lui ha dieci anni più di me e sono stati tutti anni passati a giocare ad alto livello. Solo starlo a guardare, vedere come passa la palla, come imposta il gioco, come si comporta con i compagni mi insegna qualcosa. Direi che è allo stesso tempo una responsabilità e un motivo di orgoglio».
Domenica, per la seconda volta, a partita finita vi siete andati a sedere sotto la Curva Sud. Cos'è, un gioco o un omaggio ai vostri tifosi?
«Un po' tutte e due le cose. Trovo che sia giusto festeggiare insieme a loro, che ci danno veramente tanto. Guardare la curva dalla panchina, lassù a pochi metri da noi, trasmette un'emozione incredibile».
Fra nove giorni sarà tempo di derby, roba sulla quale in città c'è gente che ci può campare tre mesi. Lei è bolognese e capisce bene di cosa stiamo parlando. Ci state già pensando o ora nella testa c'è solo Pavia?
«Da stamani dobbiamo pensare a Pavia, un'altra partita delicatissima su un campo nel quale è difficilissimo giocare. So che Pavia è la squadra che nel campionato scorso ha negato i play-off alla PL passando qua alla penultima giornata e sarebbe bello riuscire a dare ai nostri tifosi la soddisfazione di una rivincita, anche se non è la stessa Pavia della passata stagione. Resta però una squadra assai competitiva, lo dice anche la classifica. Poi, certo, un pensierino al derby ci va. Anche perché qui già non si parla d'altro...».
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