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Una stella verdeoro di calcetto, dal titolo mondiale alla scelta di Livorno: «Qui è fantastico»

di Dario Serpan
Una stella verdeoro di calcetto, dal titolo mondiale alla scelta di Livorno: «Qui è fantastico»

La storia di Jessiquinha, icona del futsal. Brasiliana di San Paolo, ora gioca in A2 con La 10. «Il mare e la costa sono bellissimi, non ho ancora avuto il tempo di girare molto, ma quel poco che ho visto mi è piaciuto molto»

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LIVORNO. Storia di una stella brasiliana a Livorno. Sì perché Jessiquinha, soprannome di Jessica Spinola, è una vera e propria icona del calcio a 5 femminile in Brasile. Nata a San Paolo nel 1988, all’età di 8 anni si è iscritta per la prima volta a una scuola di futsal e così ha cominciato una carriera che l’ha portata ai massimi livelli, conquistando due Mondiali con la nazionale verdeoro (in Spagna nel 2010 e in Brasile nel 2011) e un sacco di altri titoli sia di squadra che a livello individuale. In Italia aveva già giocato a Terni (laureandosi vice campione d’Italia nel 2014) e a Firenze, quindi è tornata dopo sei anni (e una serie di infortuni) e adesso è un punto fermo de La 10 Futsal Femminile Livorno, che milita in serie A2 girone B.

Le livornesi sono seconde in classifica con 17 punti (a-1 dalla capolista Virtus Ciampino) dopo 7 giornate, in cui la squadra allenata da mister Paolo Vannini (che gioca le sue gare interne al PalaBastia, dove domenica affronterà l’Arzachena terza della classe) ha infilato cinque vittorie e due pareggi, ultimo dei quali domenica per 3-3 a Pistoia. Jessiquinha ha già segnato 6 reti e con lei in squadra ci sono altre due brasiliane: Deise Ramos e Shaine De Camargo.

Ma come ci è finita Jessiquinha a Livorno?

«Ho accettato la sfida di giocare a Livorno perché ho grandi amicizie, come il direttore sportivo Daniele Borelli e l’allenatore Paolo Vannini, in cui credo e voglio scrivere una nuova storia importante qui».

Bisogna dire che la nuova avventura è cominciata molto bene. Si aspettava una partenza così forte della sua nuova squadra?

«Sì, ci speravo perché la nostra squadra ha molta qualità e stiamo crescendo, evolvendo e guadagnando entusiasmo a ogni partita che giochiamo».

Da neopromossa in A2, dove può arrivare questa La 10 Livorno?

«Il livello del campionato è alto perché ci sono molte giocatrici scese dalla prima divisione che stanno dimostrando tutto il loro valore. Il nostro obiettivo è fare una grande stagione, vincere il campionato e la Coppa Italia per salire nella massima serie».

A livello personale, invece, cosa si aspetta da questa esperienza livornese?

«Voglio vivere una nuova esperienza importante in Italia e darò il massimo a Livorno. Il mio desiderio è giocare al meglio per aiutare la squadra ad accedere alla prima divisione, vincere il campionato e la Coppa».

Come si trova a Livorno? Le piace la nostra città?

«Vivo molto bene a Livorno, è una città piccola, ma molto bella. Il mare e la costa sono bellissimi, non ho ancora avuto il tempo di girare molto, ma quel poco che ho visto mi è piaciuto molto».

Parliamo di saudade: quanto le manca il Brasile?

«Molto, ho una vita in Brasile, ma sto cercando di sfruttare ogni occasione a Livorno. A volte incontro dei brasiliani in città e anche la convivenza con le mie compagne di squadra brasiliane Deise e Shaine mi aiuta molto: prepariamo cibo brasiliano a casa, ascoltiamo musica brasiliana e ridiamo insieme. Questo riduce al minimo la nostalgia per il Brasile».

Ha vinto un sacco di titoli in Brasile e anche a livello internazionali. Quale si porta di più nel cuore?

«Ho vinto tanti titoli in carriera e ognuno ha la sua importanza, ma il Mondiale con la nazionale brasiliana per me è il più speciale».

C’è chi l’ha definita la Messi o la Ronaldinho del cacio a 5 femminile: le fa piacere? E qual è la sua idea di futsal?

«È un grande piacere per me essere paragonata a grandi idoli del calcio. Il mio modo di giocare? Credo di essere molto abile nel prendere decisioni rapide in campo, ho visione di gioco e sono abbastanza agile. Credo che queste siano le mie qualità principali».

Jessiquinha vuol dire anche J12, il suo brand con il quale porta avanti iniziative anche a carattere sociale nel calcio a 5. Quali progetti sta portando avanti?

«In questo momento il mio marchio J12 lavora come rappresentante di atleti, ha una scuola privata di calcio a 5 e calcio a 7 e società per bambini dai 4 ai 16 anni in Brasile. E ho recentemente anche aperto l’Istituto Jessiquinha 12».

Di cosa si tratta?

«È un progetto sociale che porto avanti e che lavorerà con i bambini bisognosi; è un altro sogno che ho realizzato e ne sono molto felice».l


 

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