Gioco
Fallito anche il Collacchioni-bis, Toccafondi punta su Esposito per la panchina del Livorno
Accordo a un passo, già martedì 22 novembre potrebbe essere al campo. Una volta conclusa la carriera da giocatore ha iniziato quella da allenatore proprio a Prato
LVIORNO. Era destino. Tutto era destino: sia che Collacchioni non arrivasse a fine campionato, e sia che prima o poi Vincenzo Esposito arrivasse sulla panchina del Livorno. Il cerchio è quasi chiuso, perché Collacchioni è stato ufficialmente esonerato mentre Esposito è a un passo e stamattina potrebbe già dirigere il primo allenamento alle 10.15 alle Sorgenti.
L’accordo non può essere dato per certo al 100% perché mancano le firme ma ci siamo quasi. Esposito, dopo che per motivi personali aveva deciso di prendersi una pausa, sembra pronto a tornare in pista.
Ciao Colla
Stavolta non ci sono stati i giocatori a salvarlo. D’altra parte che la fiducia fosse a tempo era evidente, fosse stato per Toccafondi, lo avrebbe già esonerato dopo il ko di Montespaccato.
Collacchioni ha resistito coi denti, prima col pareggio di Arezzo e poi con la vittoria con l’Ostia Mare, ma al primo ko la sua testa è saltata. Quella con la Pianese non è stata certo la peggior partita del Livorno, alla resa dei conti sono stati fatali gli episodi (rigore non dato su Lo Faso, il gol su rimpallo, poi il rosso a Russo), ma questa è poesia: i dati di fatti sono che il Livorno in classifica è quinti a 9 punti dalla vetta. Troppi. La società doveva comunque dare un segnale, perché andare avanti così avrebbe avuto il sapore della resa anticipata.
Se davvero si vuole puntare alla rimonta (come giusto che sia), inevitabile cambiare allenatore e inevitabile anche adesso prendere dei rinforzi. Soprattutto in attacco.
Chi è Esposito
Classe 1963, torinese di nascita, Vincenzo Esposito è l’allenatore per eccellenza di Paolo Toccafondi. Una volta conclusa la carriera da giocatore in cui ha vestito le maglie di Torino, Lazio e Atalanta tra le altre, ha iniziato quella da allenatore proprio a Prato dove aveva trascorso gli ultimi quattro campionati con gli scarpini ai piedi. Prima esperienza come vice di Veneri, poi ben sette anni alla guida dei lanieri tra C2 e C1, poi il passaggio al Grosseto nel 2004 dove porta i maremmani in zona playoff in C1. Poi va nelle giovanili dell’Inter e nella stagione 2006-07 vince lo scudetto Primavera.
Ecco quindi la Serie B ad Albinoleffe e il Ravenna in C1, prima di tornare a prato per altre sei stagioni tra Lega Pro e Serie D. Nell’ultima (dove aveva Giampà come pilastro della difesa) abbandonò dopo otto vittorie consecutive per motivi personali, lasciando spazio a Firicano, gli stessi motivi per cui fin qui non era riuscito a rispondere presente ai tanti corteggiamenti di Toccafondi in questo anno e mezzo.
Professionista esemplare, grande conoscitore della categoria in cui spesso ha lottato per vincere, Esposito è un profilo diametralmente opposto rispetto a Collacchioni soprattutto dal punto di vista caratteriale. Più sanguigno ed energico anche nel vivere la partita, dal punto di vista tattico, invece, ha spesso impostato le proprie squadre con il 4-3-1-2 o 4-3-3. Insomma, al di là della disposizione dei tre uomini davanti, Esposito ha spesso puntato sulla linea difensiva a quattro ed un centrocampo a tre. Uno dei pochi casi in cui il Prato si è visto anche con la difesa a tre è nell'anno nel 2019-20 in cui perse di un punto il campionato a sfavore dalla Lucchese con lo stop per il Covid. Questo a conferma di un tecnico che sa adattarsi bene alle caratteristiche dei propri giocatori, sempre però tenendo al centro l'idea di un calcio propositivo (quasi sempre gioca a tre punte) o fatto di un pressing molto alto. Vedremo, in base alle qualità della rosa amaranto, quella che sarà l’impostazione che proverà a dare al Livorno già dalla gara contro il Tau Calcio.l
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