Gioco
La Libertas è un carro armato: steso Casale e arriva il poker
Quarta vittoria di fila nonostante l’assenza di Saccaggi e Fantoni a mezzo servizio. Sipala e Bargnesi leader, 150 secondi di fuoco e una difesa inox
LIVORNO. I 150 secondi da sballo dell’ultimo quarto, con le triple in serie di Forti, Lucarelli, Bargnesi e ancora Bargnesi, intervallate da un tap-in di Fantoni, 14 punti in meno di tre minuti che hanno disintegrato la resistenza piemontese e gonfiato come palloncini ad elio i battiti del popolo amaranto.
I 1.200 del PalaMacchia che più volte, anche quando la partita sembrava impantanata nel fango, si sono alzati ad incitare i propri eroi al grido di “tutti in piedi per la Libertas”.
Se vogliamo anche il corri-e-tira di Casale che profumava, con tutti i distingui del caso, di vecchio basket jugoslavo (e a cui la Libertas, almeno all’inizio è andata un po’ troppo dietro).
Ma soprattutto l’attesa dopo la sirena con i telefonini in mano al posto delle radioline, gli occhi puntati sul rush di Legnano, dove la PL se l’è giocata fino all’ultimo secondo cadendo a fil di sirena. Il boato per la sconfitta dei cugini, ora raggiunti in classifica, il coro “Livorno siamo noi” che arrivava fino alla Baracchina Rossa.
Gli anti-nostalgici, quelli che “basta con le storie di quarant’anni fa, bisogna guardare al futuro”, ci perdoneranno, ma in via Allende ci sono stati ancora una volta dei begli spaccati di anni Ottanta. D’altra parte non c’è futuro senza passato e la rivalità, ce l’hanno insegnato trent’anni di ramadan cestistico e di sperimentazioni fallite, è l’ingrediente magico per far rinascere la passione.
Ecco, la passione è la certezza con cui ieri i 1.200 tifosi libertassini sono usciti dal palazzo: la passione, ovvero la capacità di soffrire e allo stesso tempo la capacità di combattere della squadra di Andreazza, che anche in una giornata grigina, almeno nei primi due tempi e mezzo, ha difeso duro, come aveva fatto una settimana prima contro Legnano, e non è un caso che la Libertas, che pure ne aveva presi 90 da Varese, ora sia la squadra con la seconda miglior difesa del girone, 511 punti subiti in 8 partite, subito dopo San Giorgio (499), e nelle ultime quattro giornate abbia incassato solo 49, 59, 63 e 50.
La passione immortalata dalla forza con cui capitan Forti, sul più 25, a partita chiusa e sigillata ha strappato dalle mani di De Ros un pallone vagante.
Se la difesa resterà davvero il marchio di fabbrica libertassino, allora il futuro potrà essere radioso: perché significa non crollare anche in una giornata in cui le polveri sono fradice e si comincia con uno 0/11 da tre punti e la prima tripla, firmata da Sipala, arriva al 16’.
Sipala: è stato uno degli uomini decisivi della vittoria contro Casale e lo scout (10 punti in 27’, con 7 rimbalzi) non dice tutta la verità, perché l’ex Cremona ha messo canestri quando contavano, 5 punti di fila che hanno aperto la crepa, dal 18-18 al 23-18 del 17’, e non ha fatto pesare troppo, insieme a Fratto, la quasi assenza di Fantoni, 17 minuti in campo a ritmo ridotto, in forse fino a ieri mattina per un problema di febbre.
E accanto a Sipala, ci siamo goduti Bargnesi, forse alla miglior prova dell’anno in attacco, indemoniato dall’arco, devastante contro la zona, in crescita di fiducia.
Casale leggerina, dirà qualcuno. Ma il campionato, lo ripetiamo, è questo. E all’inizio, va ricordato, la Libertas c’ha messo un po’ ad ingranare, incapace di gestire i ritmi d’attacco, di rallentare, di far girare il pallone, quasi ipnotizzata dalla corsa forsennata dei piemontesi, che tiravano dall’arco al secondo passaggio, spesso con i lunghi Ruiu e Negri e senza metterla dentro quasi mai.
E così, in un mare di errori da entrambe le parti, la partita è durata fino a metà terzo quarto (33-28, canestro di Riva), quando due liberi di Fantoni e una folata di Ricci, 5 punti di fila, hanno soffiato nelle vele livornesi (41-28), prima della libecciata di Bargnesi, tripla del 45-35 sul finale di tempino, e dei tre minuti di fuoco che hanno bruciato la zuppa del Casale e caricato i 1.200 sugli spalti.
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