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Basket serie B

«Libertas super. E adesso cara PL non possiamo che batterti». Parla Mazzantini

di Francesco Parducci
«Libertas super. E adesso cara PL non possiamo che batterti». Parla Mazzantini

Livornese doc, in una settimana sfida le due cugine

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LIVORNO. E pensare che babbo Dino era stato un portiere di buon livello (titolare del Picchi, poi Alghero e altre) e magari sarebbe potuto diventarlo anche lui, con la sua altezza (194 cm.) e la clamorosa attitudine al salto. Ma mamma Francesca era una ex giocatrice di basket e l'ingresso della palestra Gemini è proprio davanti al terrazzo di casa. E allora fu naturale attraversare quella strada e mettergli in mano un pallone, già a 5 anni, anche per dare sfogo a un'energia e a un'esuberanza già leggendarie a quei tempi.

Trafila del settore giovanile sempre ai massimi livelli, sotto la guida esperta degli istruttori del Don Bosco, maglia azzurra nell'under 16, 17 e 19, una partecipazione all'Europeo under 20 sfumata all'ultimo momento per un guaio alla schiena. Serie B al Don Bosco a 17 anni, quando già per tutti era diventato Air Mazza, per quella sua capacità di arrivare ben oltre il ferro, ad altezze di solito riservate solo ai lunghi. E il balzo in serie A (Tezenis Verona e poi Ferentino) ad appena 19 anni. Ma il minutaggio non fu quello sognato.

Saverio Mazzantini, forse era troppo presto?

«Non credo, ma certamente non erano le squadre adatte per me, troppo forti e troppo ambiziose per dare spazio a un ragazzino arrivato dalla B. Ma io lavoro ogni giorno perché un'occasione possa capitare di nuovo, magari salendo con Legnano».

Legnano? Ma se avete perso quattro partite su sette...

«Mi lasci dire che la nostra classifica è bugiarda. Abbiamo vinto di 20 a Piombino, poi la seconda. Da allora abbiamo perso di 1 con Pavia regalando la partita, di 2 il derby con Sangiorgese e di 3 con Vigevano. Solo la Libertas ci ha messi sotto con un passivo che non sarà facile ribaltare al ritorno, ma abbiamo ceduto solo nell'ultimo quarto».

Facciamo un passo indietro. A Piombino lei era una specie di sindaco bis. Perchè il distacco?

«Sono estremamente grato alla società e alla gente di Piombino per quello che mi hanno dato in 4 anni. Ma ora sentivo il bisogno di nuovi stimoli, di non sentire “se vinceremo non ci tireremo indietro” bensì “vogliamo vincere il campionato”. È diverso. E poi ho lasciato il posto al mio fratellino Dario, la tradizione di famiglia continua».

Già. E il calendario beffardo aveva messo il derby in famiglia subito alla prima giornata. E invece...

«Invece due minuti e poi l'infortunio. Il mio campionato è cominciato così. Ho saltato quella e altre quattro partite».

È solo questo il motivo della partenza al rallentatore di Legnano?

«Sarei un presuntuoso a dirlo. Ma noi siamo una squadra forte però un po' corta. Senza di me le rotazioni si sono ridotte a 7 giocatori e questo può aver influito. Ora siamo pronti a ripartire».

Sempre il calendario beffardo. Un livornese che deve affrontare le due squadre della sua città a distanza di sette giorni...

«La Libertas ha ribaltato il risultato di SuperCoppa quando noi forse eravamo più pronti. Ora hanno fatto sentire anche il fattore campo che per le due squadre di Livorno è un valore aggiunto. Sono fortissimi, perché una coppia come Fantoni e Fratto non ce l'ha nessuno in tutta la serie B. Quella è una coppia che potrebbe giocare titolare in tutte le squadre di A2. E poi hanno un giocatore che a me piace moltissimo che è Ricci».

E domenica arriva la PL Unicusano...

«Dobbiamo vincere, per noi è una partita spartiacque perché vincendola potremmo aprire un filotto che ci riporterebbe in linea di galleggiamento entro la fine del girone d'andata, con tutto il ritorno da giocare. Obiettivamente credo che il nostro calendario sia stato più difficile delle altre. Non sarà facile battere la PL perchè attraversano un ottimo momento, ma noi non abbiamo alternative alla vittoria. So che hanno Loschi in dubbio e questo per noi sarebbe un vantaggio, perché è un giocatore fortissimo. Ma so anche che hanno chiesto qualcosa come 160 biglietti, incredibile in questa categoria. Ci sarà da fare i conti anche con questo...».

Ultima cosa. Come ci sta un livornese di scoglio nelle brume del nord?

«Mi manca il mare, come a tutti i livornesi che se ne vanno. Per il resto a Legnano sto bene: è una città viva, attiva, nella quale il basket riveste un ruolo importante. E poi c'è Milano vicinissima, se uno un giorno ha voglia di visitare un museo o vedere una mostra o anche semplicemente farti un giro in centro, in mezz'ora sei lì».


 

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