Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Apolloni parla da Roma: «Impressionato dal vostro amore. Tornerò presto per la mia maglia»

di Alessandro Lazzerini
Apolloni parla da Roma: «Impressionato dal vostro amore. Tornerò presto per la mia maglia»

Federico Apolloni è stato operato ai legamenti e al menisco. «Ringrazio tutti, mai ricevuto tanto affetto. O mi legano al letto o domenica vengo»

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LIVORNO. Il tempo di rispondere alla chiamata, chiedergli ovviamente come sta, che lui alla terza parola ha già detto «reagirò». La quarta che arriva a ruota è «tornerò». Due verbi al futuro che rendono perfettamente l’idea di come Federico Apolloni stia guardando avanti e per lui l’infortunio al ginocchio per cui è stato operato lunedì scorso a Roma, in qualche modo è già alle spalle.
«Come dopo ogni operazione, ho dolore. Ma riesco a vedere la luce in fondo al tunnel – mette subito in chiaro il numero 4 -. Prima non riuscivo ad uscire dall’infortunio di Pievepelago. Sentivo che era successo qualcosa di strano, non mi sono mai sentito al top e poi è successo quello che sapete».
In questi giorni una città intera le è stata vicino.
«Non vi immaginate nemmeno quanto mi abbia fatto bene questo calore e questa vicinanza. Quando mi successe la prima volta a Empoli, mi sentì solo, mentre ora ho uno stimolo in più per tornare. Lavorerò con un’altra testa, ne sono sicuro. Ringrazio tutti i tifosi, il loro affetto vuol dire che ho lasciato qualcosa».
Tra un po’ inizierà la riabilitazione.
«Sì, oltre al legamento crociato, avevo la lesione al menisco interno, ma anche quello esterno. È dura, ma lavorerò sodo».
Due settimane fa era a Roma e domenica a Arezzo, sempre accanto alla squadra.
«Avevo l’operazione lunedì mattina, ma ci sono voluto essere per forza e ci sarò in futuro. Mi dispiace non dare una mano alla squadra e condividere gioie e dolori con i miei compagni. Prima della partita ho detto a Frati, Luci e Lucarelli di giocare anche per me».
Che squadra ha visto?
«Eravamo stati bravi fino al gol, un episodio sfortunato come capitano nel calcio. Ho visto però un gruppo che ha reagito con carattere dopo una settimana particolare».
Qualcosa sta mancando, però. Cosa?
«Forse un po’ di coraggio. Per tanti è la prima esperienza di questo spessore e anche per me all’inizio lo scorso anno non è stato semplice. Serve sbloccarsi e giocare più spensierati. Sono sicuro che se in queste partite riusciremo a dare continuità, con la fiducia giusta ci possiamo togliere grandi soddisfazioni».
È presente anche agli allenamenti, in pratica un tifoso aggiunto.
«Sono solo uno che vuole bene al Livorno. Voglio che chiunque giochi sappia cosa vuol dire indossare la maglia amaranto. Sono i veterani a dover spiegare certe dinamiche».
In questi giorni l’ha aiutata molto Cristiano Lucarelli.
«Con Mattia siamo amici fraterni e quando ho chiesto un consiglio a Cristiano lui mi ha suggerito di andare dal professor Mariani. Ma gli stessi Protti, Califano, Braccini e il presidente Toccafondi mi sono sempre stati a fianco».
Domenica ci sarà?
«Senza dubbio. Devono legarmi al letto se non vogliono che venga al Picchi».
E al futuro ci pensa?
«Dico solo che non mi vedo con nessun’altra maglia addosso. Poi è normale che la società farà la sue valutazione e manca ancora tantissimo tempo, ma se dipende da me scelgo sempre il Livorno».
Nel post sui social ha parlato di una promessa…
«Quella di riportare il Livorno dove merita di stare. È un modo di sognare lucidamente che spinge a voler rientrare. E questo, insieme al fatto di essermi sentito figlio di una città intera, è la mia forza».
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