Gioco
E ora intitolategli una Piazza: «Che bella PL, e non finisce qui»
Il play lancia Diouf e ringrazia i tifosi: «Giocare con voi è uno spettacolo»
LIVORNO. Il nome è lo stesso, Andrea, mentre il cognome e il soprannome sono diversi: Pirlo è stato il Maestro di Milan e Juventus, Piazza è il Professore della Unicusano Pielle. Un titolo - oltre ai gradi di capitano - che i tifosi di fede biancoazzurra gli hanno attribuito subito dopo l’esordio a Montecatini in cui il playmaker ex Omegna, davvero, spiegò il basket anche, seggiolini, custodi e barristi. Ex Pavia (nel 2020 fu protagonista del quarto di finale playoff contro la Libertas…), Piazza è arrivato a Livorno su esplicita richiesta di Marco Cardani, quest'ultimo convinto di dover affiancare alle qualità balistiche di Campori e Rubbini un giocatore d’esperienza, capace di dettare i ritmi e leggere le partite. Dalle alzate per Momo Diouf ai jump nel cuore dell’area, senza dimenticare gli assist e i momenti clou in cui i possessi si devono dimezzare. Andrea, Casale - al netto della classifica - si è dimostrato un avversario davvero ostico… «Non abbiamo giocato la nostra miglior partita, ma alla fine è andata bene. Casale è una buonissima squadra e ben allenata, altrimenti non è proprio possibile cambiare così tante difese anche all’interno della solita azione. Malgrado l’assenza di Federico (Loschi, ndr), siamo comunque riusciti a sfangarla e questo deve darci ulteriore consapevolezza».
L’asse Piazza-Diouf sta oramai diventando un marchio di fabbrica di questa Pielle, è d’accordo?
«Fino ad oggi, vado a memoria, un’alley-hoop a partita l’abbiamo sempre confezionata. Sicuramente giocare con lungo verticale come Momo rende il tutto più semplice. Averlo in squadra è un gran bel valore aggiunto. Vediamo, quindi, di non rovinare la media… (ride, ndr)».
Quanto è importante, per un gruppo ambizioso, rimanere nelle sfere alte della classifica?
«Non è importante, è fondamentale, per lavorare in totale serenità. E anche perché più le settimane passano e più troveremo avversari con il coltello tra i denti».
È reduce da un lungo infortunio al ginocchio. Quanto le manca per essere al cento per cento?
«Sto crescendo di settimana in settimana, ma ovviamente non posso dire di essere al top della forma. Servirà ancora un pochino di tempo...».
Si è fatto un’idea sul campionato?
“È ancora presto, ma sicuramente il girone A è formato da tante ottime squadre. Inoltre, quest’anno, saliranno in A2 soltanto due formazioni su 64 e questo rende tutto ancor più competitivo».
Dall’alto della sua esperienza, in cosa deve e può migliorare la Pielle?
«Concentrazione in primis, da spalmare sull’intero arco dei 40 minuti, e nella lucidità di leggere i diversi frangenti delle partite. E questo vale anche per gli allenamenti».
Domenica sugli spalti c’erano 1700 tifosi. Dal campo avvertite il calore e la passione del popolo piellino?
«Per me è un privilegio e onore giocare davanti ad una tifoseria così speciale. In 15 anni di carriera ho avuto pochissime opportunità del genere e posso tranquillamente dire che è una figata. Uno spettacolo incredibile…».
Un’ultima cosa: la vediamo spesso girare per la città con la sua Vespa nera. Si è dunque già adattato al mood livornese…
«C’è da dire che pure il meteo è stato clemente (ride, ndr); però sì, mi piacere vivere la città da quella prospettiva ed è bellissimo passare dal mare. Leggevo, inoltre, che Livorno è il secondo capoluogo in Italia, per densità di popolazione, dove ci sono più ciclomotori. E in effetti, ce ne sono una quantità incredibile. Adesso uno in più…».
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