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Libertas porta il mare a Gallarate: Lucarelli maestoso, Fantoni una scogliera

di Giulio Corsi
Libertas porta il mare a Gallarate: Lucarelli maestoso, Fantoni una scogliera

L’onda amaranto travolge la sorpresa del campionato ed esplode la festa degli Sbandati. Stavolta la luce resta accesa per tutti i 40’

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GALLARATE. Abbiamo portato il mare a Gallarate. Sulla collina di Crenna, nel salottino dell’Esse Solar strapieno già mezz’ora prima della palla a due, sembra di essere a Calafuria: sugli spalti, per due ore filate, sciabordano i cori e i tamburi dei trenta innamorati arrivati nel freddo lombardo con la t-shirt degli Sbandati, sul parquet i marines con la doppia L sono una mareggiata che distrugge il ritorno a casa della sorpresa della serie B.

Lucarelli è l’onda perfetta che qualunque surfista sogna e la squadra cavalca la sua giornata magica, Fantoni è una scogliera contro cui si schiantano tutti, pure Antonelli, un altro che la serie A l’ha masticata, Forti il capitano di vascello che guida la portaerei con leggiadria, smista assist, dà la rotta, Bargnesi l’ufficiale in seconda, Ricci, Fratto e Sipala i pirati, che recuperano palloni (2 Amos), agganciano rimbalzi (9 Fratto), infilano la lama (3 bombe in tre, tutte pesanti).

Uno spettacolo questa Libertas, nonostante l’assenza di Saccaggi fermato dal mal di schiena, e non veniteci a raccontare che sulla carta era facile. È stata la squadra di Andreazza a renderla facile, tenendola in pugno dal primo all’ultimo minuto, guadagnando metri un po’ alla volta (più 10 al 9’, più 12 al 20’, più 15 al 27’), respingendo i tentativi di avvicinamento di Galla e arrivando a toccare il + 22 (76-54), massimo vantaggio con bomba del capataz a tre minuti dalla fine, mentre il pubblico lombardo si stropicciava gli occhi e si complimentava per la forza amaranto, come se davvero davanti avesse la grande bellezza e la grande potenza del nostro mare infuriato.

Il ko di Montecatini è archiviato, la Libertas ha ripreso il cammino che compete ai leader anche in trasferta, ma non sono solo i due punti il messaggio di speranza che arriva da questo sabato in pullman: la nota più bella è la continuità, la capacità di tenere la luce accesa e il cervello connesso sempre, gestendo i ritmi, frenando la voglia di correre dell’Esse Solar, la sua capacità di andare in contropiede, le folate di Hidalgo e di Passerini, la difesa sporca e muscolare di Antonelli. Ne abbiamo avuto la prova nel secondo quarto quando in un baleno i lombardi si sono portati dal meno 13 al meno 6 (27-33): lì la Libertas anziché disunirsi si è affidata a Fantoni che dalla lunetta ha interrotto un digiuno di squadra di 4 minuti e mezzo (27-35) e poi ci ha pensato un glaciale Fratto dall’arco a rimettere a posto le lancette del vantaggio (27-38), che da quel momento ha ripreso a lievitare lentamente.

L’altra nota bella della serata si chiama Jacopo Lucarelli: il suo scout è un inno alla perfezione, 16 punti in 33 minuti, 5 su 5 da due, 2/5 da tre, una macchina da canestri, ma nella sua partita, la migliore da quando veste la canotta della Maurelli, c’è molto di più. C’è il giocatore che aspettavamo, quello che si carica in spalle la squadra nei momenti clou, che si butta dentro e con un’eleganza da teatro, il passo felpato, la potenza del felino trova canestri importanti e impossibili. Una pantera nera (non solo per i leggins), che ci ha ricordato tanto una leggenda libertassina come Rod Griffin. Domenica con Legnano servirà il bis. Da parte di tutti.


 

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