Gioco
Gassani, un ko da colpo vietato: «Un’ingiustizia, serve la rivincita»
Il pugile livornese sconfitto nel match per il titolo tricolore, ma è polemica
LIVORNO. Sconfitta per KOT a un minuto dal termine della decima e ultima ripresa. Letta così, in maniera “asettica”, quella subita da Federico Gassani, nel match con Stefano Abatangelo alias “The Hammer”, con in palio il titolo tricolore dei Mediomassimi e in programma al Teatro della Concordia, in Corso Puccini a Venaria Reale in provincia di Torino, sabato sera, sembrerebbe sia stata una “batosta” senza attenuanti per Super Chico.
E, invece le cose non sono andate proprio in questo modo e di attenuanti, il nostro stupendo campione ne ha davvero tante, cominciando dalle battute finali, di quell’incontro tricolore. Quando Stefano Abatangelo, con un’azione repentina e disordinata, e dimenticando una volta di più il regolamento, ha scaricato, per l’ennesima volta, un colpo micidiale sulla nuca di Gassani, come aveva fatto in maniera reiterata tante altre volte nelle riprese precedenti. Un colpo “proibito” alla nuca, quello che ha determinato, di fatto, la sconfitta di Gassani per KOT, prima sanzionato con un richiamo dall’arbitro e poi subito dopo dimenticato. E come conseguenza, senza preoccuparsi delle condizioni fisiche di Federico, come prevede il regolamento in queste circostanze, prima di far riprendere il match. O se preferiamo senza dare a Gassani il tempo di recuperare la piena disponibilità delle sue potenzialità fisiche e mentali per proseguire, in maniera consona l’incontro ormai ai titoli di coda.
A tale proposito è quanto mai opportuno ascoltare le parole del suo maestro e mentore Lenny Bottai che, per l’ennesima volta, ha guidato Federico Gassani da bordo ring. «Il colpo che ha stordito Federico, come si evince, è stato anche richiamato verbalmente dall'arbitro (perché dietro la nuca), e teniamo a precisare che è stato uno dei tanti subiti. Abatangelo, tra l’altro, alla terza ripresa, aveva ricevuto anche un richiamo ufficiale per un movimento pericoloso della testa. Pertanto appare ovvio che, se il colpo non era regolare, come minimo Gassani avrebbe dovuto avere, come accade per ogni colpo irregolare ricevuto, il tempo di recuperare. Invece l'arbitro Roda, che ha poi ammesso l'errore, non ha verificato le condizioni fisiche di Kiko e ha dato il "boxe", cioè la ripresa del match e permesso così ad Abatangelo di scagliarsi su di lui immediatamente. Quindi un comportamento arbitrale, peggiore per Kiko, che se fosse stato contato. In quel caso avrebbe avuto, infatti, dieci secondi d'interruzione a disposizione, prima della ripresa del match. A nostro avviso, chiaramente, qualcosa non ha funzionato, quindi, chi di dovere deve prenderne atto». Per Bottai l’unico modo per rimediare all’errore è dare la possibilità a Federico Gassani di avere la rivincita a tempi brevi. «Per questo –ha concluso Bottai- ho inviato anche il video del match alla federazione pugilistica italiana, perché ne possano prendere visione e assumere le decisioni più giuste». A sottolineare le reiterate scorrettezze del boxer torinese durante tutto l’incontro anche Veronica Del Giovane.
Dispiaciuto anche Federico Gassani. «Durante tutto il match Abatangelo mi ha martellato dietro la nuca. Benché siano trascorsi quasi due giorni ho ancora forti risentimenti. La nuca durante tutto l’incontro è stato il suo bersaglio preferito. In faccia ho subito solamente qualche colpo sporadico». A conforto di questa sua affermazione ci chiede di verificare se riusciamo a scorgere qualche ematoma o ecchimosi sul suo viso.
Inutile sottolineare che il viso di Gassani, nonostante la nostra attenta osservazione, non presentava neppure un piccolissimo livido. E adesso? «Continuerò –ha aggiunto Gassani- a venire in palestra ad allenarmi e aspettando con fiducia che la federazione mi dia la possibilità di disputare un match di rivincita con Stefano Abatangelo con il titolo italiano in palio». L’ultimo suo pensiero é per i tanti tifosi accorsi a sostenerlo a Venaria Reale e per quelli che hanno tifato per lui incollati a un video. «Grazie a tutti per l’affetto e la vicinanza. A quelli che mi ha supportato, in maniera virtuale da casa e a quei pazzi che sono venuti a sostenermi. Mi dispiace che molti di loro, complice la struttura del teatro, abbiano potuto vedere il match, da una posizione non ottimale». Poi aggiunge: “Poteva e doveva andare meglio, partendo da me e dalle circostanze che mi hanno penalizzato”. Quando gli chiediamo se questa sconfitta gli ha fatto balenare nella testa l’idea d appendere i guantoni al chiodo, sembra avere la risposta pronta e super meditata da tempo: “Testa bassa e si riparte. Hasta la victoria siempre». Come dargli torto, con quel talento, quell’entusiasmo, quel fisico integro e quella passione per la boxe ereditata da babbo Moreno e scritta nel suo Dna, benché sia rimasto orfano quando aveva il ciuccio in bocca. E allora: forza Kiko, il titolo tricolore dei Mediomassimi ti aspetta».
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