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Va in onda “Chiedimi se sono felice”, il film è riservato a tutti i tifosi PL

di Francesco Parducci
Va in onda “Chiedimi se sono felice”, il film è riservato a tutti i tifosi PL

Squadra che entusiasma, classifica super e la mano di “Mou” Cardani

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LIVORNO. Chiedimi se sono felice. Come il titolo del vecchio film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Farlo oggi a un tifoso della Unicusano Pielle è cosa perfino troppo facile. L'entusiasmo del popolo piellino era già altissimo dopo le quattro vittorie consecutive, ha raggiunto l'apice dopo l'impresa di Vanzaghello. Cinque vittorie su cinque partite, tre delle quali in trasferta. Insomma, nessuno si stancherà mai di predicare prudenza , ma non essere felici, qui e ora, non è facile per chi per natura, come sono i tifosi, fa prevalere le emozioni del cuore alla parte razionale del cervello.

E il social, formidabile amplificatore di entusiasmo, con i post e le foto che si rincorrono uno dopo l'altro, roba che ai tempi dell'altra felicità, quella degli anni '80, nemmeno si immaginava che un giorno ci sarebbe stata e il massimo della comunicazione fra tifosi poteva essere il ritrovarsi all'allenamento della squadra al PalaMacchia, quello stesso PalaMacchia che forse è stato parte attiva nell'esplosione del tifo e che, avanti di questo passo, potrebbe arrivare al sold out. Il conto è presto fatto: 1.500 persone come minimo nella vittoria su Gallarate e questi ci saranno di nuovo tutti tanto è stata divertente la partita e travolgente la vittoria. E se è vero che ogni vittoria porta un po' di gente in più, non è difficile ipotizzare un afflusso vicino ai 1.700/1.800 spettatori domenica prossima contro Casale Monferrato.

Tornando a Vanzaghello due, oltre a quelli che erano in campo, gli eroi di questa domenica, appartenenti a due generazioni diverse di tifo. Il primo è Gabriele Lupo, uno degli Young Rebels, i ragazzi che rappresentano il futuro della Curva Sud, “allevati” a cori e striscioni dagli attuali leaders del tifo. Impossibilitato a seguire la squadra, dirottato sulla più luminosa Capraia, Gabriele ha raccontato sul social, rivelando anche insospettabili doti di narratore, l'odissea di un tifoso alle prese con la mancanza di collegamento dello smartphone sul traghetto di ritorno, E poi lo sbarco, l'impossibilità di tenere i bagagli in una mano e il cellulare nell'altra, fino all'arrivo a casa proprio mentre Almansi metteva a rischio uno dei tabelloni del campo con una terrificante schiacciata che chiudeva la partita.

L'altro è Gino Rossini, l'inventore di “Vantiamocene” la parola d'ordine biancazzurra ripresa anche dalla Società per la campagna abbonamenti e da cui, per merito di Diego, il giovanissimo tamburino della Curva Sud, è scaturito il “Me ne vanto” cherisuona incessante a ogni partita della Unicusano. Sceso dal pulmino del ritorno alle 2 di notte da lì, senza soluzione di continuità, è salito sul furgone perchè “montava” al lavoro. Se non è amore questo.

Ma il social è anche palestra di simpatiche esagerazioni. Si va da chi si sente il più forte a chi paragona Marco Cardani a Josè Mourinho, dopo aver visto sempre sul social la “diavoleria” del campo di gara disegnato in una sala dell'albergo che ospitava la squadra a Vanzaghello. Fino a chi prevede per l'appena citato Almansi un futuro in Nba. Dalle stalle alle stelle.

Certo il confronto fra l'ottobre rosso del campionato scorso e quello che migliore non si può dell'attuale è enorme. Un anno fa l'Unicusano ebbe una partenza da incubo, con quattro sconfitte nelle prime quattro giornate. Per fortuna non andò male la stagione. Ma è innegabile che, con quelli che, dopo un mercato intelligente, sono arrivati a dar man forte ai tre reduci della stagione del ritorno in un campionato nazionale, la PL attuale sia più forte, più adatta alla categoria e più “lunga” Le quattro sconfitte consecutive sono diventate cinque vittorie in fila con uno scarto attivo medio di 19 punti a partita (e senza ancora aver incontrato le squadre dei bassifondi della classifica), i 72 punti di media a gara sono al momento 88. Verranno anche momenti peggiori, è inevitabile. Ma, intanto, come fa un tifoso a non essere felice?
 

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