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Fede a tutto “Gas”: parte l’assalto alla corona italiana dei mediomassimi

di Mario Orsini
Federico Gassani 39 anni a dicembre domani sul ring per titolo italiano
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Federico Gassani 39 anni a dicembre domani sul ring per titolo italiano

Sfiderà Stefano “The Hammer” Abatangelo

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LIVORNO.  Assalto alla corona tricolore dei Mediomassimi, domani , al Teatro della Concordia, in Corso Puccini a Venaria Reale in provincia di Torino. Sulla strada di Federico Gassani, 39 anni il prossimo 22 dicembre, nel main event della serata di grande boxe, il talentuoso Stefano Abatangelo, per i suoi fans e non solo: "The Hammer" (il martello).

Un avversario davvero tosto, nato 40 anni fa Chivasso (15 maggio 1982) e residente a Montanaro, con un grande esperienza e un palmares di tutto rispetto. Nei 34 match finora disputati da professionista, ha ottenuto 25 vittorie (10 per Ko) e subito 8 sconfitte (nessuna prima del limite) e un pareggio. Il tutto in 17 anni di una carriera iniziata a gonfie vele (vittoria per KO su Misanikolic) il 14 ottobre del 2005, a Rivarolo Canavese.

Dodici, invece, i match disputati, tra i professionisti, da Federico Gassani con uno score di 10 vittorie (4 per Ko),un pareggio e una sola sconfitta. Quella del 14 maggio di quest’anno, a Pescara, con Luca Spadaccini. Sconfitta peraltro “vendicata”, con una vittoria netta, due mesi dopo (15 luglio) sul ring dei bagni Lido.

Ma torniamo al match di domani sera. Un incontro, diciamolo con franchezza, che per Federico Gassani non sarà una passeggiata, perché Abatangelo, nonostante l’età non più verde e i tanti anni di pugilato ad alto livello, anche su palcoscenici continentali e con il titolo europeo in palio, ha ancora un fisico integro e tanta voglia di guardare avanti. Il primo a esserne consapevole è lo stesso Federico Gassani. Basta ascoltarlo. «Non sarà un match facile. Stefano Abatangelo non sono io a scoprirlo è un ottimo pugile con tanta esperienza e che non molla mai, non per nulla lo chiamano “The Hammer”. Io però sono fiducioso, benché abbia avuto la conferma della certezza di poter combattere, con il titolo italiano dei Mediomassimi in palio, solamente a metà settembre, con Lenny Bottai abbiamo programmato e svolto un ottimo piano di allenamento. Fisicamente e mentalmente mi sento quindi preparato per affrontare, in maniera positiva, questa nuova e importantissima sfida della mia carriera agonistica».

Sulla stessa lunghezza d’onda il suo maestro e mentore Lenny Bottai: «Sarà un incontro difficile come tutti quelli lontano da Livorno e contro un avversario di tutto rispetto. Per questo non abbiamo lasciato nulla al caso e siamo fiduciosi di portare il titolo a Livorno».

Poi Gassani aggiunge: «Oltre ad allenarmi con assiduità tutti i giorni in palestra ho fatto anche Sparring ad alto livello con Dragan Lepei a Firenze e a Rosignano. Inoltre con Lenny abbiamo studiato possibili strategie di combattimento. Insomma non abbiamo lasciato niente al caso». Strategie quanto mai opportune perché fisicamente Gassani è molto più longilineo del suo prossimo avversario, essendo alto 1.90 metri. Stefano Abatangelo, invece, è più tozzo e venti centimetri più basso (1.70 metri). Prevedibilmente quindi, il pugile torinese, cercherà la corta distanza per dare linfa al suo innato desiderio di combattere corpo a corpo. Gassani, invece, si affiderà prevedibilmente alla sua grande mobilità cercando di sfruttare al massimo le sue lunghe leve. Insomma praticando, quando si presenteranno le opportunità, un tipo di boxe: colpisci e schiva di cui è maestro. Senza rinunciare a strategie diverse, quanto mai necessarie, in un match così lungo. Dieci riprese, infatti, sono davvero tante. E specialmente le ultime difficilmente sono in perfetta sintonia con canoni pugilistici ipotizzati a tavolino.

Quando poi chiediamo a Federico, se si sente eccessivamente penalizzato dal fatto di dover combattere lontano da Livorno, ci dice di no. Il perché è presto chiarito. «A fare il tifo per me –afferma- ci saranno tanti livornesi». Quanti? «Almeno una settantina e forse anche qualcuno di più, se non si verificheranno intoppi e contrattempi. La loro presenza, il loro caldo incitamento, per me sarà un motivo in più per non deluderli e per riuscire a portare a Livorno un titolo italiano: quello dei medio-massimi che, anche nel nostro glorioso passato pugilistico ha avuto poco diritto di cittadinanza con la nostra città».

Le ultime parole di Federico, prima di salutarci parole colme d’amore, sono state per la moglie Sara : «Una donna davvero stupenda che, specialmente in questo periodo di preparazione, quando al mio lavoro quotidiano ho aggiunto le tante ore di allenamento, mi ha veramente supportato in maniera esemplare. Per questo e non solo per questo, la ringrazio di cuore«.


 

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