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È una PL di tipi molto Loschi: «Una goduria giocare a Livorno»

di Andrea Masini
È una PL di tipi molto Loschi: «Una goduria giocare a Livorno»

Prestazione da leader e squadra che entusiasma: «Stare in testa ci fa bene»

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LIVORNO. Tre punti sulla sirena dell’intervallo lungo, e altri 14 a cavallo tra il terzo e quarto tempino per raccontare una prestazione da leader. Perché questo è Federico Loschi. Il giocatore capace di spaccare in due le partite, infiammare le curve, ma anche di coinvolgere i compagni attraverso una conoscenza del gioco fuori dal comune. E il problema, per gli altri, è che Federico sta cominciando davvero a divertirsi in questa PL, dove tutti portano il proprio mattoncino e tutti si fidano l’un dell’altro. Dal capitano Piazza, fino all’ultimo degli under che Marco Cardani quotidianamente aggrega ad ogni allenamento.

Federico, domenica sera una folata di Loschi - da Loschi - ha definitivamente ammutolito Gallarate, infiammando un Pala Macchia bollente di passione. È soddisfatto della sua prova?

«Scherzo sempre con il presidente (Creati, ndr), dicendogli che il vero Loschi arriverà a gennaio. Tuttavia, partita dopo partita, la condizione migliora e mi diverto un sacco. Sapevamo di affrontare una gara importante, specie dopo lo stop della Libertas a Montecatini e quello di Legnano a Vigevano. Malgrado il campionato sia all’inizio, e quindi con una classifica che conta il giusto, volevamo mettere il naso avanti».

La sensazione è quella di una Pielle coesa, formata da giocatori che stanno bene insieme. È d’accordo?

«La fiducia tra di noi è reciproca e ci divertiamo a giocare a basket secondo il sistema del coach. Se faccio un confronto con gli anni passati, sto lavorando molto di più anche perché salvo me e Piazza la Pielle è una squadra giovane e pimpante. Tutte le domeniche mi ritrovo 2/3 uomini addosso e per questo devo essere bravo a far viaggiare la palla, mettendo in condizione gli altri di segnare».

Coach Cardani, nel post partita, ha ribadito proprio questo concetto. Ovvero che tutti sono disposti a lasciare qualcosa per il bene della squadra…

«Non vorrei passare da presuntuoso, ma venendo da un certo tipo di percorso (tantissima A2, semifinale e finale playoff nell’ultimo biennio) è normale aspettarsi impatto e punti da Loschi. Se ne faccio 20/30 a partita nessuno mi dice bravo, sono un realizzatore e la gente si aspetta questo da me. Di conseguenza rinunciare ad un tiro per mettere in ritmo un compagno è qualcosa di meraviglioso. E solo così potremo ambire all’obiettivo che ci siamo posti in estate».

Prossima fermata Oleggio, altra battaglia da prendere con le molle.

«Si dice che vincere aiuta a vincere, siamo usciti alla grande dalla trasferta di Montecatini (Herons) e quindi andremo in Piemonte con la stessa fame. Ad agosto non avrei mai pensato di far parte di un roster così lungo di vedere Di Sacco e Paoli giocare minuti importanti. Questa è la chiave di un buon avvio...».

Di Federico Loschi quanto abbiamo già visto e quanto, invece, dovremo ammirare in futuro?

«Giocare davanti ai Rebels e ad una cornice del genere mi gasa tantissimo. Federico Loschi è quello della striscia con Gallarate, ma ho ancora margini di miglioramento sia tecnici che, soprattutto, fisici. Vorrei sempre giocare 30 minuti e fare 20 tiri, ma so benissimo che a questi ritmi bisognare dare il cento per cento nei momenti giusti. Amo le partite punto a punto e infatti il derby di Supercoppa mi è rimasto indigesto. La migliore condizione arriverà strada facendo, ma il coach si fida di me, i compagni pure e di conseguenza tutto sta filando per il meglio».

Dai social si vede un legame già forte anche con la città di Livorno.

«Al tramonto mi piace fare una passeggiata sul mare, ed è pazzesco vedere ad ottobre persone che fanno il bagno. Ma ho anche già il forno e la pescheria di fiducia. Con mia moglie e i miei bambini stiamo benissimo a Livorno».
 

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