Gioco
La Libertas si fa male da sola: al PalaTerme esulta Montecatini
Harakiri degli amaranto che negli ultimi 7 minuti si mangiano 8 lunghezze di vantaggio. La squadra di Andreazza difende male e regala due punti e una notte da primatista
MONTECATINI. Doveva essere la prima notte da prima della classe, almeno per una ventina di ore, e invece questo viaggio a Montecatini lo ricorderemo come il primo harakiri della Libertas. Una sconfitta incredibile, due punti buttati nel cesso, che ci ricordano una volta di più che nello sport si vince non solo se si è più bravi tecnicamente ma se si lotta. Come ha fatto la Gema. La Libertas è entrata papa ed è uscita meno che cardinale...
Cominciamo dal finale: al 38’30” gli amaranto sono avanti di due (66-68) con palla in mano. Saccaggi perde palla, di là Duranti sbaglia da tre punti a meno 1’10”: chi prende il rimbalzo? Marengo. È il nono rimbalzo d’attacco dei termali. Montecatini non trova il tiro facile, Forti intercetta il pallone ma non riesce a catturarlo, il Molten esce. Mancano 4”: rimessa Montecatini, palla a Neri, tre secondi, due secondi, un secondo, tiro mezzo baseball, mezzo alla viva il parroco sulla sirena dei 24”, tabellone, ciuff. È il sorpasso, 69-68 a 56” dalla fine. Ci sarebbe il tempo per vincerla, e invece Fratto sbaglia da sotto a 36”, Neri prende il rimbalzo, subisce fallo, fa due su due ai liberi: 71-68 a 35”. C’è ancora tempo: fallo su Lucarelli, 1/2 a 18” (71-69). Di là c’è fallo su Molteni che fa 0/2. C’è ancora, per l’ennesima volta, tempo per vincerla: ma Saccaggi viene stoppato a 4” dalla fine. Palla amaranto: c’è ancora tempo per vincerla, ma il tentativo di Saccaggi finisce sul ferro.
Alla fine è una beffa, che deve valere come un anno all’università per la squadra di Andreazza. La prima grande lezione che arriva da questa notte al PalaTerme è che la pietà è sinonimo di boomerang: dopo 5 minuti sembrava che davanti al pullman amaranto ci fosse l’A11, un’autostrada per passare una notte con i brillantini e invece è bastato un attimo di rilassamento e Montecatini ha riazzannato il pallone come un cane lupo e se l’è portato in bocca per tutta la partita. Il tabellone segnava 10-18, con la Libertas che pareva avercela in pugno, grazie a un Forti in giornata di grazia (7 punti sui primi 13, 17 totali alla fine), perfetto in penetrazione, padrone della cabina di regia, e un Saccaggi col laser ai polpastrelli. Lì andava uccisa la partita e invece tre ingenuità di fila di Mancini (canestro e fallo su Guerra, poi due errori facili da sotto) hanno dato fiato e speranza alla Gema che ha chiuso il tempino a meno 1. E appena è suonato il gong del secondo quarto ha messo anche la freccia arrivando 21-18, con un parziale di 11-0 in poco più di due minuti, che ha riaperto la partita.
Peggio ancora è stato ciò che è accaduto nell’ultimo tempino: al 33’ la Libertas era tornata avanti di 8 (tripla di Forti per il 55-63), ma anche lì il killer instinct ha fatto cilecca e una serie di ingenuità hanno riportato Montecatini a giocarsela fino all’ultimo giro.
Da una squadra che potrebbe essere nella hit di Linkedin per l’esperienza che si porta dietro non è accettabile.
La seconda lezione è che bisogna vestirsi da falegnami e stringere i denti in difesa come morse: è scritto chiaro nella differenza tra i primi due tempi e ciò che è successo dopo il tè. 40 punti presi nei primi 20 minuti, 11 nel terzo tempino quando gli amaranto hanno iniziato a difendere e infatti l’hanno riaperta. Salvo poi rimollare nell’ultimo quarto e incassare un altro ventello nel quarto decisivo.
La chiave della sconfitta alla fine sta tutti qui, sommata alla giornata-no di Lucarelli, tre tempi da Clark Kent e uno solo da Superman (10 punti nei primi 7 minuti dopo l’intervallo) e all’assenza di Fantoni che si è visto tutta la partita da una ciclette (e alla fine avrà fatto una mezza Tirreno Adriatico), ma di là mancava il forte play Savoldelli.
Peccato, anche per gli oltre cento tifosi che hanno conquistato il PalaTerme. Ora voltiamo pagina e impariamo dagli errori.
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