Il Tirreno

Livorno

Basket

Vince, dà spettacolo e fa sognare. Il popolo PL è già innamorato

di Francesco Parducci
Un momento del macth
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Un momento del macth

Tre vittorie nette di cui due in trasferta, e contro avversari di buon livello

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LIVORNO.  Avvio di campionato da tre vittorie su tre. Da quanto tempo non succedeva? Ci vuole memoria di elefanti e tempo per consultare gli almanacchi per rispondere. In epoca recente, da un bel po', diciamo campionato 2017/2018 cominciato molto bene per la Pielle poi incappata però in un filotto di sette sconfitte consecutive che costarono la panchina a Marco Mori e significarono l'arrivo di Andrea Da Prato. E nemmeno lui, nell'anno magico della promozione in serie B (2020/2021) potè godere dell'avvio fulminante di questa stagione perchè ci furono sì 15 vittorie consecutive, ma la partenza fu macchiata da una sorprendente e assai inattesa sconfitta sul campo di Montale.

Tre vittorie nette, due delle quali conquistate in trasferta e non in palestre sperdute, ma in un PalaTerme carico di gloria e con tifo e calore quasi come ai vecchi tempi, quelli di Boni e Niccolai. Scarto medio di 15 a partita, per 86,3 punti di media segnati. Ce n'è da gonfiare il petto e infatti la tifoseria piellina (Curva Sud mobile, non meno di 250 al seguito) lo fa, viene via dal Palaterme riscuotendo complimenti a destra e manca. Divisa come logico fra iper entusiasti (basta un'occhiata in rete per rendersene conto) e “terrapiedisti” intendendo con il neologismo che a metà ottobre è bene, andarci piano.

Le parole più zuccherose le ha riservate coach Barsotti. «Non avevo mai visto – ha detto – una squadra così forte nel girone A, a parte Forlì di qualche hanno fa». Esagerato? Certo, non c'è niente di meglio, quando si perde e nettamente, che ingigantire la forza dell'avversario, e poi l'allenatore della Fabo Herons non se l'è ancora vista con le altre big, Libertas, Vigevano e Legnano che potrebbero riservargli sorprese anche peggiori. Ma, intanto, sentirlo è musica per le orecchie di tanti anche se sono trascorse solo tre giornate e chi ne ha viste tante sa che prima della decima (diciamo metà abbondante del girone d'andata) sarà inutile e passibile di grandi smentite stabilire gerarchie.

Ma intanto è tre su tre, in modo alla fine netto, autorevole (come già detto 15 punti di scarto medio e non sono noccioline) seppure non sono mancati nei da eliminare, vedi l'ultimo quarto superficiale con Piombino e il primo invece molliccio e distratto dell'altro ieri a Montecatini, da 31 punti subiti in 10', roba che di solito non ci si può mai permettere a meno che non si sia sostenuti, da lì in poi, da percentuali di realizzazione da play station, 68% da 2 e 50% da tre.

Infine, ultima notazione che sottolinea i meriti della squadra di Cardani, il trittico di vittorie non è venuto contro squadre da bassifondi della classifica ma contro tre di quelle buone, se non buonissime, che possono legittimamente aspirare ad un posto fra le prime 8. Ma vedere, nella classifica di Lega, il nome Unicusano lassù al primo posto (sia pure in abbondante coabitazione) non può che aumentare gli entusiasmi, amplificare il numero degli spettatori e, perchè no, dare un'altra spinta alla già soddisfacente campagna abbonamenti perché ancora per un paio di partite sottoscrivere lo stagionale sarà economicamente vantaggioso oltre che utile ad evitare file al botteghino che, continuando così, potrebbero essere sempre più robuste.

Vedere la vecchia PL prima in classifica era già successo negli ultimi anni, come no. Ma si trattava di serie C. Per vederla ai vertici della graduatoria in serie B bisogna tornare ai tempi del Leone Mare, anno domini 1980, 42 anni fa per gradire, quando in squadra c'era il presidente Roberto Creati. Il quale la chiude così. «Io non lo so dove potremo arrivare, tocchiamo il toccabile. Quello che so è che abbiamo costruito la squadra che volevamo, una squadra che corrisponde alle caratteristiche che avevamo pensato».

 

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