Gioco
L’emozione di Giorgio Allori, simbolo della Resistenza: «Fantastico tornare allo stadio»
Livorno : cento anni e lo spirito di un ragazzino. Per lui pioggia di applausi
LIVORNO. Gli occhi lucidi ed emozionati come quelli di un bambino, il viso senza una ruga nonostante un secolo di vita e quel sorriso: spontaneo, coinvolgente, emozionato ed emozionante.
Giorgio Allori, classe 1922, internato per due anni nei campi di prigionia nazisti e simbolo della Resistenza, per un pomeriggio è stato un po’ il nonno di tutta la città, di tutti i tifosi del Livorno che lo hanno applaudito a lungo durante la sua premiazione in campo. L’ultima volta al Picchi l’aveva vissuta nel 2004, contro il Chievo, quando allo stadio c’era anche l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e a gonfiare la rete ci penso Igor Protti.
Proprio il Signore delle Reti gli ha regalato la maglia del Livorno insieme al presidente onorario Enrico Fernandez Affricano. Col pubblico del Picchi che gli ha tributato un grande applauso.
«E’ stato bellissimo – ha commentato Allori -. Ho ripensato a quella foto di quasi cento anni fa a Villa Chayes, ai miei genitori e a mia moglie, come sarebbero contenti di questa giornata che ho avuto il piacere di vivere. Non mi aspettavo davvero una sorpresa del genere e mi sono commosso, anche se devo dire che sono uno a cui non capita facilmente».
Intorno ai lui i nipoti e i bis nipoti, in una giornata speciale che Giorgio ha vissuto partendo dalla periferia di Roma e arrivando a Livorno in treno, grazie ad un servizio che definisce “perfetto”. Le trasferte in treno come i ragazzini: cambia l’età, ma non lo spirito, ricco di passione ed entusiasmo con cui Giorgio è arrivato al Picchi.
«L’accoglienza dello stadio è stata fantastica e alla fine abbiamo vinto, quindi posso dire anche di aver portato bene. Spero di tornare presto, anche se dopo i 100 anni non si possono fare tanti progetti (ride, ndr)».
Quell’ironia livornese col sorriso stampato sulle labbra, lo stesso con cui il presidente Toccafondi lo ha festeggiato a fine partita dopo il successo all’ultimo tuffo. «Giorgio, ha portato bene, ora la vogliamo sempre presente», gli ha detto il patron. Una bella storia di cui andare orgogliosi. Perché un esempio come Giorgio Allori è un bene prezioso per la squadra, la città e per i livornesi, tutti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

