Gioco
Anna Rita Ultra LL a 67 anni «Sbandata dalla mia passione»
Domenica in curva: «Commossa dall’affetto dei giovanissimi tifosi»
LIVORNO. Si può essere ultras a 67 anni? Certo. Provare per credere. Anzi: chiedere per provare. Il bello è che l’ultras – anzi la Sbandata in questione – è la signora Anna Rita Brioschi Saluzzi, la cui presenza al PalaMacchia domenica in occasione di Libertas-Pavia non è passata inosservata. Impossibile perché lei era alla balaustra, in prima fila: «Per me la LL è un grande amore – spiega -. Tantissimi anni fa lavoravo come segretaria dall’avvocato Palermo che curava gli interessi del club. Andai a vedere una partita e non ho più smesso. E continuo ancora oggi che ho i capelli bianchi. Ci sono stati gli anni di buco dopo lo scudetto rubato, ma come la Libertas è tornata, è tornato anche il mio amore per lei».
Perché va in curva e non in tribuna?
«Ho seguito mio figlio. Lui va in curva perché conosce i ragazzi. La prima volta che ci sono andata mi sento sentita subito accolta dal gruppo. La nostra tifoseria, calda, numerosa e corretta, è una grande famiglia. Nonostante le differenze di età siamo tutti amici. E questo è emozionante. Io ho i miei anni, ma mica me li sento, specie quando intono i cori per la mia squadra del cuore. E sono certa che i giocatori avvertono tutta questa passione».
Un aggettivo per descrivere la Libertas?
«Fantastica. All’inizio temevo che la squadra facesse fatica perché è praticamente tutta nuova. E invece ho visto in bel gioco di squadra. Il gruppo c’è. Questi ragazzi, appunto, sono fantastici».
Le forniamo un dato: rispetto alla prima giornata dell’anno scorso le presenze dei libertassini sono raddoppiate. Secondo lei perché?
«Semplice. Alle nostre partite c’è un clima del tutto particolare. Si respira grande amicizia e ci sono molti giovani. Domenica avevo in curva c’erano alcuni bimbi di 10-11 anni. Uno di questi mi ha commosso. Ad ogni canestro si girava verso di me facendo la V con le dita. Se cominciamo a far gustare il basket ai bambini, ce li ritroviamo in curva da grandi. Siamo raddoppiati e spero di raddoppiare ancora. C’è un aspetto che mi piace sottolineare. La solidarietà espressa ai familiari delle vittime della strage del Moby Prince. Le maglie e i cori per Loris, la presenza di Rosetti da S. Benedetto del Tronto e di Romboni da Firenze. Tutti nella nostra casa libertassina si sentono accolti. Per questo ci tornano: accoglienza e amore. Questi siamo noi».
Abita a Fauglia, nuovo quartier generale della Pielle. Che effetto le fa?
«Li ho proprio davanti casa mia. Attraverso la strada e li vedo. Mettiamola così: il paradiso va guadagnato».
Anna Rita, prossima tappa al fianco della Libertas?
«Sono stata anche nel ritiro di Castelnuovo di Garfagnana. Purtroppo, non posso fare trasferte lunghe, perché “tengo famiglia”. Sono casalinga. Nel tempo libero curo il blog cliccalivorno sul quale pubblico gli eventi culturali di Livorno. Amo la mia città e amo la Libertas. E di questo sono grata al presidente Roberto Consigli. È merito suo se ci siamo tutti innamorati di questa squadra. È stato il pres a dare alla Libertas i connotati di una famiglia. C’è stato un tempo in cui tifosi e squadra erano staccati. Adesso siamo un tutt’uno. E questo può portarci molto lontano».
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