Gioco
«Arezzo favorito ma il Livorno può giocarsela». Analisi e pronostici
Ecco cosa dicono direttori sportivi e allenatori del nostro girone. «Cinque punti oggi sono niente, ma gli amaranto ora devono tenere il passo»
LIVORNO. L’en plein dell’Arezzo pone degli interrogativi: giochi già fatti? La Indiani-band ha dei difetti? E soprattutto, il Livorno può giocarsela? Abbiamo chiesto il parere a quattro esperti della categoria, Vitaliano Bonuccelli allenatore della Pianese, ai ds Filippo Vetrini del FollonicaGavorrano, Egidio Bicchierai dei Mobilieri Ponsacco che insieme a Indiani è salito in C la scorsa stagione con il San Donato Tavarnelle, e Cristiano Caleri della Sangiovanense che ha affrontato entrambe in questo avvio di girone.
VITALIANO BONUCCELLI
(Allenatore Pianese)
«A oggi l'Arezzo è la rosa nettamente più forte del girone, completa con 22 giocatori titolari e con le giuste coppie in ogni ruolo. Giovannini e Indiani hanno avuto la possibilità di costruire la squadra già a giugno-luglio. Con questo non voglio dire che il campionato sia finito, anzi non bisogna mai dare nulla per scontato. La recente storia del girone ci dice che Pianese e Montevarchi sono saliti in serie C recuperando handicap pesanti e la scorsa stagione il Poggibonsi, partito per salvarsi, ha lottato fino alle ultime battute con il San Donato Tavarnelle. Cinque punti di ritardo, dopo altrettante giornate, sono tanti, ma gli amaranto di Collacchioni non devono demordere, cercando di stare a stretto contatto, approfittare dei passi falsi di Settembrini e compagni. Punti deboli dell'Arezzo? Forse i pochissimi gol degli attaccanti».
FILIPPO VETRINI
(Ds FollonicaGavorrano)
«L' Arezzo è una squadra completa per cui penso che i risultati finora confermino che sia la favorita numero uno per la vittoria finale. Ha un allenatore come Indiani che in questa categoria fa la differenza, sarà dura tenere il ritmo che ha già impresso al campionato anche se contro di noi ha vinto una partita all'insegna dell'equilibrio riuscendo però a ribaltare l'esito pescando da una panchina lunghissima. Difetti? A livello estetico non è piacevole come il San Donato dello scorso anno. E' un undici pragmatico ed esperto. Mancano ancora i gol delle punte. Il Livorno è una buona squadra deve però cercare di ricucire al più presto lo strappo che la divide dalla vetta».
EGIDIO BICCHIERAI
(Ds Ponsacco)
«L'Arezzo è la formazione più attrezzata. Ha due ottimi professionisti come Giovannini e Indiani che conoscono la categoria e, rispetto al Livorno per le note vicissitudini legate al caso "Figline", hanno potuto operare sul mercato nei tempi dovuti. Cinque punti di distacco? Non sono niente, sono ampiamente colmabili. Ricordiamoci che mancano ancora 29 partite. I punti in palio sono tantissimi e il Livorno deve crederci, non mollare di un centimetro. A San Donato abbiamo avuto ragione del Poggibonsi solo a tre partite dal the end, vincendo lo scontro diretto dopo che al 45’ eravamo sotto di una rete. Lati deboli degli aretini: gli attaccanti che segnano con il contagocce».
CRISTIANO CALERI
(Ds Sangiovannese)
«Partiamo da un presupposto. Arezzo e Livorno sono fuori categoria, non hanno a che fare con la serie D. Due realtà importanti, con organici importanti. Arezzo già scappato? È ridicolo affermarlo. Siamo appena agli inizi e restano una marea di partite in cui può succedere di tutto. Anche perché ci sono altre società come Pianese e FollonicaGavorrano che vogliono far bene e sono in grado di mettere in difficoltà chiunque. Attualmente il Livorno è attardato ma ha giocato una sola volta davanti al proprio pubblico ed è partito in ritardo sul mercato, che sono sicuro risolverà. La pattuglia di Indiani è completa in tutti i reparti, modellata sapientemente, tosta, equilibrata, ma può incappare in giornate storte, fare i conti con squalifiche e infortuni. Basta un non nulla per perdere il vantaggio accumulato. Luci e compagni hanno il potenziale e i numeri per restare in corsa».
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