Il Tirreno

Livorno

I problemi del campo

Sfruttato e già tutto spelacchiato. Ora il “Magnozzi” è un problema

di Alessandro Lazzerini
Nella foto un’immagine del campo Magnozzi ieri durante una partita amichevole
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Nella foto un’immagine del campo Magnozzi ieri durante una partita amichevole

Il Livorno a volte usa il sintetico, una soluzione può essere lo stadio

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LIVORNO. Lo sfogo di Davide Cavalli, direttore generale della Pro Livorno Sorgenti, per quanto riguarda le condizioni del campo centrale del Magnozzi non è certo passato inosservato e ha acceso più di un riflettore sull’impianto di via Orlando, fulcro della stagione del Livorno e dei biancoverdi. Cerchiamo quindi di fotografare con ordine e precisione la situazione.

LA SITUAZIONE

Sul terreno verde del Magnozzi si allena ogni giorno il settore giovanile Pls-Livorno con le varie squadre che si dividono dal lunedì al venerdì tra verde e sintetico e lo stesso accade nel fine settimane con le partite. In più il centrale è anche il campo di gara della prima squadra della Pls che domenica ha giocato contro il River Pieve, neanche 24 ore dopo che sul quel campo gli Juniores Nazionali del Livorno avevano affrontato la Sangiovannese.

Tutto questo senza dimenticare che il Livorno spesso e volentieri si allena su quel campo. Gli uomini di Collacchioni la scorsa settimana hanno disputato tutte le sedute sul sintetico per preparare la gara sull’erba artificiale di Ghivizzano, ma già da ieri mattina sono tornati sul verde, cosa che fanno sempre quando il meteo lo permette, perché quando piove si spostano sul sintetico.

Per ovvi motivi il campo non può essere perfetto, visto che ogni giorno viene calpestato da almeno due o tre squadre diverse. Cavalli lo ha definito “un campo di patate”, andando magari un pochino oltre, ma senza dubbio il terreno si vede che soffre l’utilizzo estremo di questo inizio di stagione. E siamo solo ad ottobre, quando le temperature ancora non sono rigide e le piogge sporadiche. Per questo la sensazione è che se ci fosse una soluzione migliore per tutti, andrebbe trovata adesso, perché sicuramente con l’arrivo dell’inverno e questo carico di sedute sull’erba del Magnozzi, la situazione non andrà certo migliorando. Un aspetto che rischi di diventare un problema anche per il Livorno che tra un paio di mesi rischia di doversi allenare su un campo dove di erba ce n’è poca.

POCHE ALTERNATIVE

Il Livorno fin qui si è allenato al Magnozzi sempre di mattina, altro aspetto da non sottovalutare. Gli amaranto si alternano tra i due campi, verde e sintetico, con il secondo che diventa obbligatorio quando piove, e se il temporale è copioso anche il giorno successivo. Questo, andando nella stagione invernale, rischia di portare Luci e soci ad allenarsi molto più sul sintetico che sul centrale. Lo stesso campo sintetico criticatissimo la scorsa stagione ed etichettato come causa dei tanti infortuni muscolari avuti, tanto da dirottare a stagione in corso su quello più nuovo di Borgo Cappuccini.

Ma le alternative quali sono? In città di campi con un bel manto erboso e con le giuste distanze (cosa che non ha neanche il sintetico del Magnozzi) per una squadra di Serie D ce ne sono pochi, se non solo quello dell’Armando Picchi a Banditella.

A questo punto la soluzione del sintetico allo stadionon sarebbe stata il massimo del romanticismo, ma si sarebbe rivelata utilissima visto che avrebbe permesso di allenarsi all’Ardenza sia alla prima squadra che agli juniores del Livorno. Lo stadio ora è al top e potrà aiutare gli amaranto. Questo perché lo scorso anno almeno un allenamento (di solito il giovedì) veniva svolto al Picchi, cosa che potrebbe ripetersi, così da avere anche la possibilità di allenarsi ogni tanto il pomeriggio e magari fare anche doppie sedute.

Insomma, il Magnozzi non può reggere questi ritmi tutta la stagione e anche il Livorno dovrà trovare un’alternativa valida e lo stadio sembra la più logica. In attesa che partano i lavori per il nuovo centro sportivo alle Sorgenti.
 

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