Gioco
Il direttore della Pls: «Il Magnozzi è un campo di patate. O ci danno lo stadio o vado via»
Davide Cavalli, dopo aver visto domenica all’opera la squadra di mister Ciricosta è andato giù pesante sulle condizioni del manto erboso. E intanto anche il Picchi recrimina
LIVORNO Mal di pareggio inaugura il mese di ottobre in casa Armando Picchi e Pro Livorno Sorgenti. Alla quarta d’andata in Eccellenza girone A, l’1-1 esce sia sulla ruota di Margine Coperta (dove i biancoamaranto hanno affrontato il Pontebuggianese), sia su quella del Magnozzi, teatro del pari tra Pls e River Pieve. Due risultati che lasciano a entrambe un po’amaro in bocca, ma a far discutere c’è anche altro.
PRO LIVORNO SORGENTI
In casa biancoverde tiene banco lo sfogo del dg della Prima squadra Davide Cavalli, che dopo aver visto domenica all’opera la squadra di mister Ciricosta è andato giù pesante sulle condizioni del campo. Preambolo: a differenza delle passate stagioni, quest’anno il manto in erba del Magnozzi è impegnato tutta la settimana perché più squadre ci si allenano, mentre altre ci giocano nel weekend. La Prima squadra biancoverde, invece, si allena al Centro Coni di Tirrenia. «A prescindere dal risultato contro il River Pieve - dichiara Cavalli -, è una mancanza di rispetto farci giocare in un campo così, buono per farci le patate. La palla rimbalza male e non ci sono gli spazi perché la squadra possa esprimersi al meglio, per come l’abbiamo costruita dal punto di vista tecnico e fisico. Non ho niente da dire ai giocatori e al mister, che sicuramente faranno bene in questa stagione».Possibili soluzioni? «Abbiamo il diritto di giocare allo stadio. Lo avevo detto già alla fine della scorsa stagione e non c’era nessun ostacolo. Quindi sono disponibile a parlarne con la società e con l’Amministrazione comunale, altrimenti valuterò di dimettermi. Siamo solo a inizio ottobre, tra qualche settimana sarà impensabile giocare al Magnozzi, dove si allenano tutti e noi ci sentiamo l’ultima ruota del carro. Qualcuno deve riflettere. È vero - conclude Cavalli - che fuori casa giochiamo su campi da Eccellenza, ma potevamo sfruttare le partite in casa per dare modo alla squadra di esprimersi bene. Quella squadra che abbiamo costruito in accordo con altri signori che fanno parte di questa società».
ARMANDO PICCHI
Il pareggio rimediato dai biancoamaranto in casa del Pontebuggianese è servito per interrompere una serie negativa che durava da due giornate, mentre il bilancio di questo scorcio iniziale di stagione parla di una vittoria, tre pareggi e due ko tra campionato e Coppa. A seguire la squadra nella trasferta di domenica a Margine Coperta c’era anche il dg Sauro Brondi, che dice la sua su questo avvio d’annata, partendo proprio dall’1-1 rimediato in terra pistoiese: «Ci è stato annullato un gol sul finale di gara che avrebbe potuto darci la vittoria e non abbiamo compreso la decisione dell’arbitro. Ma alla fine abbiamo comunque preso un punto importante. Dopo due sconfitte con 5 gol subiti in due gare c’era un po’ d’apprensione. Da qui, a mio avviso, l’intelligenza del mister nel cambiare modulo e passare al 3-5-2 contro il Pontebuggianese. La difesa ha subito meno e anche gli altri reparti hanno lavorato meglio, perciò dico bravi all’allenatore e ai giocatori».Come guardare avanti? «È un campionato difficile e lo sapevamo - conclude Brondi -. Si è tornati alla formula con 30 giornate e poi siamo nella massima categoria regionale a livello dilettantistico, quindi ci sono società importanti. A Margine Coperta ho visto una squadra in linea con il nostro obiettivo, che è la salvezza. Al Picchi c’è un ambiente che non crea pressione ai giocatori, ma tutti devono impegnarsi per mettere in difficoltà l’allenatore e conquistare il posto».
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