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La PL da corsa tenta l’assalto alle terme: «Partiamo tosti»

di Francesco Parducci
La PL da corsa tenta l’assalto alle terme: «Partiamo tosti»

L’elogio di Cardani alla piazza: «Fantastica»

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LIVORNO. Finalmente è campionato, non si vedeva l’ora. L’Unicusano PL debutta a Montecatini, primo viaggio in due settimane nella città termale. Coach Cardani ci parla di questo e di altro a poche ore dalla palla a due.

Coach, prima di affrontare questioni tecniche. Due mesi scarsi che è a Livorno. Come ci sta?

«Senz’altro bene. Sono venuto ad allenare in una città appassionata che cerca di alzare la testa dopo un periodo buio, c’è grande fermento e lo si percepisce. Per chi fa questo lavoro è sicuramente uno stimolo in più. La società che mi ha assunto è composta da persone cordiali, affabili, che “non se la tirano” anche se sono alla guida di aziende importanti. E poi la città è accogliente, e più bella di quanto mi aspettassi. Non c’è solo il mare a Livorno».

Bene, veniamo al basket giocato. Il vostro calendario non è semplicissimo nelle prime giornate. Eppure partire bene è sempre importante...

«Vero. Abbiamo tre derby toscani in due settimane, contro squadre che hanno l’ambizione, come minimo, di entrare fra le prime otto. Dovremo essere pronti da subito».

La sua squadra giocherà meglio quando correrà o quando ragionerà?

«La PL, per la giovane età media e per l’atletismo di tanti dei nostri giocatori dovrà essere prima di tutto una squadra da corsa. Ma abbiamo anche giocatori di esperienza e con mani educate. Anche l’attacco alla difesa schierata non dovrà spaventarci».

Che indicazioni le ha dato il precampionato? Che cosa è già a posto e che cosa no?

«Volutamente abbiamo scelto di non fare amichevoli morbide, con squadre di categoria inferiore. Perché è un gruppo quasi totalmente nuovo e ci vogliono, per crescere competitori di un certo livello. Già nel derby di Supercoppa sono stato piacevolmente sorpreso di quanto la difesa fosse già in grado di dare ottimi risultati, mentre l’attacco specie nella prima amichevole con Firenze ha avuto qualche sofferenza. Ma già nel secondo viaggio a Firenze siamo cresciuti e abbiamo finito molto bene nell’ultima amichevole con Piombino purtroppo ridotta a metà».

Margini di miglioramento?

«Enormi, e ci mancherebbe che non fosse così. Credo che l’età del gruppo e il suo essere quasi interamente nuovo ci garantisca margini di crescita non solo sotto l’aspetto muscolare, ma anche sotto il profilo mentale, delle scelte, dell’atteggiamento».

Sono tutti o quasi giocatori nuovi: il gruppo si è già creato?

«Sì, nessuna fatica a integrarsi fra loro. Li vedo tutti ipermotivati, ognuno di loro può trovare da questo campionato una spinta importante per la propria carriera. E poi molti di loro sono qua senza famiglia e questo li porta a stare insieme anche fuori dalla palestra. Una cosa che non può che fare bene».

Fra poche ora si scende in campo al PalaTerme. Di là c’è l’incognita Cantagalli, la prima punta che sembra sia stato tagliato proprio alla vigilia...

«Non sappiamo molto della Gema, perché le ultime amichevoli che ha fatto non sono state filmate o le cassette sono sparite. Conosciamo però i nomi e questo basta per dire che è una squadra che merita rispetto, a maggior ragione quando gioca in casa. Se non giocherà Cantagalli avrà comunque più minuti Molteni che è stato la rivelazione della C Gold della passata stagione. E poi Infante, Marengo, Duranti, sopratutto Savoldelli, gli under Digno e Neri. Insomma, mi sembra che a livello dei primi 6/7 giocatori non siano inferiori alle migliori. Crederla più facile se al momento di entrare in campo non vedremo Cantagalli sarebbe un errore madornale».

Vuole chiudere facendo un appello alla tifoseria?

«La tifoseria della PL è unica, non ha bisogno di appelli e sa già cosa deve fare. Già dalle prime presentazioni dei giocatori che via via arrivavano ci hanno fatto sentire un calore e un affetto impressionante. Magari voglio dire a tutti che non tutto potrà sempre andar bene, che come in ogni campionato potranno esserci dei passaggi a vuoto, che a volte giocheremo bene e altre meno. È lì che avremo più bisogno di loro. Ma lo sanno già benissimo».


 

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