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Big Mac sfida il Livorno

di Alessandro Lazzerini
Big Mac sfida il Livorno

«Gli amaranto sono forti, ma noi ce la giocheremo a viso aperto». Nel 2013 al Picchi perse la finale playoff: «Paulinho era fuori categoria»

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LIVORNO. Derby toscani tra campanilismo e posta in palio sempre alta. Scontri salvezza nella massima serie e sfide al vertice in serie B. La strada di Massimo Maccarone, nella sua carriera da giocatore, spesso si è incrociata con quella amaranto, così come anche da allenatore, visto che nell’ultimo Livorno-Carrarese fece una delle prime panchine da capo allenatore per la squalifica di Baldini. «Quando penso al Livorno mi viene a mente subito la grande tifoseria che hanno sempre avuto. È stata una fortuna giocare contro una piazza così calda e passionale, un aspetto che si vede anche adesso in categorie inferiori».

Nel 2013 era insieme a Tavano nell’Empoli che sfidò il Livorno in finale playoff.

«Lo sa che scopre una ferita ancora aperta, vero? Scherzi a parte, perdere una finale fa sempre male, anche se poi comunque riuscimmo ad andare in A l’anno dopo. Quel Livorno era una squadra veramente forte e aveva un centravanti come Paulinho che era un lusso per la categoria. Secondo me avrebbe potuto fare una super carriera».

Livorno allenato da Nicola. ..

«Con Davide abbiamo anche giocato insieme. È una persona fantastica e un grande allenatore come ha dimostrato lo scorso anno con una salvezza miracolosa e la continuità che sta dando anche in questo avvio».

A proposito di avvio, il suo Ghiviborgo non sta andando male.

«Abbiamo dei giovani bravi che stanno crescendo bene e questa è sempre una fortuna, poi con i più esperti si è creato un mix davvero interessante. C’è entusiasmo e in questa società c’è tutto per lavorare bene».

Quella di domani contro il Livorno è una sfida speciale.

«Certo, è la prima volta per il paese contro una squadra di questo livello e con questa storia. Lo scorso anno vedere il Livorno in Eccellenza mi faceva effetto. Giocheremo in casa solo per il campo, perché con 600 tifosi del Livorno saremo praticamente in trasferta».

Cosa pensa del Livorno?

«È una bella squadra che ha giocatori forti e come abbiamo visto in questo inizio di campionato è difficile fargli gol. Per noi sarà una sfida tosta, ma sarà bello confrontarci con una compagine di quel livello».

C’è un giocatore chiave negli amaranto?

«Senza dubbio Luci. Siamo stati compagni di squadra a Carrara e conosco bene la sua importanza per l’equilibrio della squadra. Senza di lui sarà un bel vantaggio per noi. Sicuramente ci sentiremo dopo la partita, siamo grandi amici».

Carrara per lui è stata una parentesi tra i due capitoli amaranto.

«Sì, mi raccontava quanto fosse dispiaciuto di essere andato via. Sono cose che nel calcio capitano. Ad esempio a me successe la stessa cosa a Empoli. Lui per sua fortuna è riuscito a tornare».

E Maccarone che allenatore è?

«Uno che vuole provare a cambiare la mentalità dei suoi giocatori. Tanti pensano perché giocano in D di dover solo lanciare lungo il pallone, non è così. Voglio vedere una squadra che gioca a calcio e trasmettere ai ragazzi quello che la mia carriera da giocatore mi ha permesso di imparare».

Che Ghiviborgo vedremo?

«Non ve lo posso mica dire (ride, ndr). Di sicuro una squadra che se la gioca a viso aperto. Voglio che la squadra abbia la mentalità di giocarsela con qualsiasi avversario, anche con chi singolarmente può essere superiore».
 

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