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«Ho chiuso gli occhi poi quel boato...». Pecchia, il primo gol non si scorda mai

di Alessandro Lazzerini
«Ho chiuso gli occhi poi quel boato...». Pecchia, il primo gol non si scorda mai

Il racconto, le emozioni e una dedica speciale

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LIVORNO. In trenta partite tra la scorsa stagione e quella appena iniziata, non aveva mai trovato la via del gol, nonostante il suo apporto si sia sempre rivelato fondamentale. Per sbloccarsi con la maglia amaranto addosso, al trentunesimo gettone, Lorenzo Pecchia ha scelto un momento decisamente importante, alla fine di un primo tempo in cui il Livorno aveva sofferto. Il suo bolide sotto l’incrocio è stata la svolta della partita. «Daniele mi ha dato una gran palla, era perfetta, me la sono trovata sul petto e una volta davanti al portiere, ho chiuso gli occhi e ho tirato più forte che potevo – commenta il classe 2002 –. Il pallone non era ancora entrato in porta che mi ero già girato verso tifosi e panchina per festeggiare. La dedica? Ieri (domenica, ndr) era il compleanno del mio babbo, è il mio regalo per lui».

QUEL GOL

Non appena il pallone ha gonfiato la rete alle spalle di Antonielli, Pecchia ha fatto esplodere tutta la sua emozione, una gioia che aspettava da oltre un anno. «L’ultimo gol prima di questo non lo ricordo neanche, di sicuro è il primo tra i grandi. Ci avevo pensato tante volte, provando ad immaginarmi come sarebbe stato e cosa avrei provato. La verità? Non ci ero andato nemmeno vicino. È stata un’emozione anche difficile da spiegare, non ne provavo una così da tanto. Ho reagito d’istinto, fiondandomi verso la nostra gente e il resto della squadra».

Un gol fondamentale per chiudere una prima frazione in cui il Livorno aveva rischiato . «Non mi ero piaciuto troppo durante il primo tempo, quindi il gol mi ha salvato la prestazione. Ero incredulo quando ho segnato perchè non mi aspettavo di segnare in quel momento in una partita in cui comunque abbiamo trovato delle difficoltà. La panchina della scorsa settimana? Qui tutte le domeniche c’è da dimostrare, è stato uno stimolo in più».

GARRA E TIFOSI

Dopo un anno e mezzo in amaranto è un elemento cardine tra i tifosi amaranto che ormai, nonostante sia giovanissimo (ancora quota) lo considerano al pari dei veterani. «Se è questo ciò che emerge, posso solo essere contento. Credo sia perché ho sempre sudato la maglia e quando sono stato chiamato in causa ho sempre messo il 100% sul campo. Anche questo è un motivo in più per continuare a crescere».

FERRARI E UNIVERSITÁ

In campo spesso lo si vede in tanti ruoli diversi, anche a Terranuova è partito mezz’ala sinistra e poi invece ha colpito da esterno a destra, un ruolo in cui sembra potersi esprimere al meglio. Lo stesso lo fa nella vita di tutti i giorni. Appassionato di Formula Uno e di Ferrari, appena può torna nella sua Venturina dove i genitori hanno il G&B, locale simbolo del paese, studia Scienze motorie all’Università di Pisa e vive a Livorno, una tappa che in questi mesi sicuramente gli ha cambiato la vita. «Lo scorso anno è stata la prima vera esperienza in prima squadra. Sono cresciuto parecchio come persona, anche perchè le esperienze negative in un percorso servono per fortificare. La fiducia della piazza e della società è stata fondamentale».

Adesso la nuova esperienza in Serie D. «Il livello è diverso, soprattutto dal punto di vista fisico e per l’organizzazione degli avversari. Ma noi siamo un gran bel gruppo, sempre un aspetto importante. E poi quei tifosi, chi li ha come noi? Nessuno».

 

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