Toscana
Bettarini, esordio da Superman: «È un sogno, avevo i brividi»
Il portiere è stato decisivo dagli undici metri confermandosi un para-rigori. «Sono la mia specialità. L’Arezzo? Ci penseremo, voglio passare il turno»
LIVORNO. Nella conferenza stampa di presentazione di pochi giorni fa lo aveva detto chiaramente con l’occhio sportivamente cattivo di chi ha una meta da raggiungere: “sono il secondo portiere, ma darò il massimo per mettere in difficoltà il mister e rispondere presente quando ci sarà bisogno”.
Detto, fatto. Perché alla prima opportunità, Giorgio Bettarini, portiere classe 2003, non solo ha risposto presente, ma si è preso la scena parando un rigore e trascinando il Livorno al secondo turno di Coppa Italia Serie D. «Quando sono andato verso la porta ho sentito la responsabilità, in senso positivo, che avevo addosso, volevo coronare al meglio l’esordio. Mi piace provare ad innervosire i tiratori magari con qualche parola e i movimenti quando sono sulla linea, forse anche il quarto che ha tirato alto gli ho dato noia».
Già lo scorso anno con la Pls fu decisivo dal dischetto: si è confermato un pararigori.
«Sono sincero, mi sento preparato dal dischetto anche perché ci ho lavorato tanto e per questo devo ringraziare lo staff. So che ho poco da perdere nella lotteria finale e che la responsabilità è tutta sui tiratori, quindi vado in porta sereno. Il primo? Ho visto che era destro e soprattutto un ragazzo giovane, sapevo che non si sarebbe fidato di aprire il piatto e avrebbe incrociato. Me la sentivo e così è stato».
Un’emozione incredibile.
«Davvero. Sono andato tra i pali che avevo i brividi e sono uscito dal campo ad un passo dalla lacrime. Magari qualcuno pensa che questa partita non contasse tantissimo, ma per me era tutto. Sono due mesi che lavoro aspettando quel momento, quell’occasione e quando è arrivata non potevo che dare tutto me stesso».
Chissà quanti messaggi le saranno arrivati tra parenti e amici.
«Tantissimi veramente. La mia famiglia mi è sempre vicina e mi supporta, così come i miei amici. Credevano in me e sapevano che una volta ai rigori sarebbe finita così. In particolare ringrazio Porcellini (Leonardo, passato alla Pls dopo il ritiro, ndr) , il suo messaggio non lo dimenticherò facilmente, crede tantissimo in me».
In queste ore ha ricevuto tantissimi complimenti.
«Mi sono reso conto dell’apporto che ho dato alla squadra. Sono contento, per me e per il gruppo. So di non aver fatto niente ancora e di dover tenere in piedi per terra. Ho ancora tutto da dimostrare».
Cosa le hanno insegnato questi primi due mesi di Livorno?
«Mi hanno cambiato la vita, come giocatore e come persona. Prima lavoravo e pensavo ad andare in discoteca con gli amici, mentre ora ho una concentrazione massima sugli allenamenti. È mutato il mio modo di rapportarmi con lo sport, riconosco di essere maturato. E poi in questo gruppo sto benissimo, mi sento proprio a mio agio. È un sogno per me».
Una bella vittoria anche per la squadra, ci voleva dopo il passo falso del campionato.
«A fine partita domenica c’era stata un po’troppa tensione e qualche atteggiamento poco rispettoso. Ci siamo riscattati e presi la nostra rivincita, nel miglior modo possibile: sul campo. Abbiamo dimostrato di essere superiori, come già avevamo fatto al Magnozzi anche se il risultato non ci aveva premiato. Questo è un gruppo tosto, unito, che ha le carte in regola per fare grandi cose».
Vincendo questa partita si è regalato un’altra opportunità e per altro contro l’Arezzo (in programma il 19 ottobre al Picchi) .
«Noi dobbiamo giocare sempre per vincere. La Coppa Italia è il mio campionato e se il mister mi darà ancora fiducia non vedo l’ora di difendere ancora la porta amaranto. E faremo di tutto per passare il turno».
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