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Il ruggito di Lucarelli, la forza di Fantoni: la Libertas vola agli ottavi di Super Coppa

di Giulio Corsi
Il ruggito di Lucarelli, la forza di Fantoni: la Libertas vola agli ottavi di Super Coppa

Contro Montecatini derby a senso unico, la sgassata dopo l’intervallo è letale

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LIVORNO. Se cercavamo un senso da dare a questa Super Coppa, a questo mercoledì notte sciroccoso nel tempio semideserto di Porta a Terra, a tre partite giocate in una settimana (la prossima sabato nella fatal Piacenza contro la Bakery di un libertassino doc come Marco Del Re), di sensi ne abbiamo trovati anche più d’uno. Il primo è la partita di Jacopo Lucarelli, artigliere amaranto, cuore e sangue livornesi, talento sopraffino che sabato nel derby aveva faticato più degli altri. Il bomber col 99 sulle spalle ha scaldato i polpastrelli e ha regalato un antipasto di quello che potrà fare in campionato: due penetrazioni di potenza ed eleganza, tre triple in pochi minuti, la prima sul suono della seconda sirena, sul punteggio di 37-36 quando questo derby con la “d” minuscola sembrava ancora aperto, bomba, più 4 e dedica alla curva.

Un senso ce l’ha dato anche il debutto del baby Federico Madeo, classe 2005, su cui la società ha deciso di puntare, entrato a partita ancora viva e autore della tripla che ha lanciato gli amaranto nella fuga del terzo quarto che ha ammazzato il match: assist di Forti, mancino mortifero dall’angolo e Livorno sul 53-39. Faccia tosta e sicurezza.

E poi vogliamo parlare della solidità rassicurante di Tommaso Fantoni? Per vederlo giocare con questa maglia, imponente montagna dentro l’area, varrebbe la pena svegliarsi anche alle sei del lunedì mattina. Tommy non ha soltanto segnato 11 dei primi 12 punti libertassini (in 5 minuti e mezzo), prendendosi la squadra sulle spalle e permettendo agli altri di completare il warm up, ma ha preso botte per due tempi e mezzo, subendo 8 falli ufficiali e un’altra decina non fischiati, è rimasto dentro alla partita con una continuità impressionante, confermandosi uno dei punti di riferimenti principali dell’attacco di Andreazza (ieri contro il reparto lunghi non impressionante degli aironi termali è stato di gran lunga il principale terminale offensivo), spalle a canestro, braccia larghe a mo’ di bersaglio, calamita di raddoppi sistematici.

Insomma, alla fine ne è valsa la pena aprire la cattedrale per l’ultima volta in questa Super Coppa, fare un bagno di sangue economico per i costi dell’affitto assolutamente sproporzionati all’incasso: è stata una dimostrazione di serietà e rispetto da parte della società per i trecento che anche di mercoledì per una competizione senza appeal hanno deciso di esserci e alla fine hanno ballato al ritmo della squadra che sotto la curva si è prestata all’abbraccio virtuale.

La partita ha avuto pochissima storia: Montecatini è rimasta attaccata per due tempi e al 17’ è addirittura scattata in avanti (30-36) trascinata dall’ex Costantino Bechi. Ma i soliti guizzi di Ricci (contropiede e tripla di fila) e poi una penetrazione di Lucarelli con la bomba sulla sirena hanno ribaltato la partita come un calzino e nella ripresa non c’è stata storia: Ricci, Forti, Lucarelli e Madeo hanno dato il colpo di grazia agli Herons con gli amaranto che sono schizzati anche a più 20 (61-41). Anche quando il punteggio era in bilico, la sensazione, come nel derby con la PL, è stata che bastasse una sgassata per prendere il largo. Così è stato. Bene così. Ma nessuna illusione perché il campionato sarà altra cosa.
 

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