Gioco
Gioca, diverte, crea occasioni. Ma forse al Livorno manca il “9”
Nonostante il ko, la squadra è piaciuta e anche i tifosi hanno apprezzato. In due partite però è stato segnato solo un gol e sulla ribattuta di un rigore
LIVORNO. Se domenica contro la Sangiovannese si fosse giocato all’Armando Picchi a porte aperte, il coro più gettonato da parte della Nord sarebbe stato senza dubbio “dai che si fa gol”. Il Livorno infatti ha tenuto il pallino del gioco per novanta minuti, creando anche occasioni ghiotte, ma senza mai riuscire a bucare Cipriani. Un problema che per ottanta minuti si era verificato anche a Civita Castellana, interrotto solo dalla zampata di Frati sulla respinta del rigore.
QUANTE CHANCES
Nella partita del Magnozzi il Livorno nel primo tempo ha giocato a una porta, con Fogli che non è mai stato chiamato in causa. Lo stesso è accaduto nella ripresa, anche se la fiammata targata Bellini- Migliorini ha bucato la retroguardia. Tornando sulla fase offensiva gli amaranto hanno avuto almeno tre occasioni clamorose. Non buone, clamorose. Il palo di Neri che era stato bravo a concludere in diagonale, così come Cretella pochi minuti dopo sul lato opposto. Bastava che una delle due occasioni si fosse tramutata in gol e staremmo parlando di tutt’altra storia. Il secondo tempo, ancora Neri con una finta perfetta aveva saltato Rosseti, abilissimo poi ad intervenire lo stesso a due metri dalla porta. In più, ci sono almeno un paio di tiri velenosi di Rossi e tanti assalti non andati a buon fine. Sul campo del Flaminia era stato un po’ lo stesso: il gol divorato da Rodriguez, il troppo altruismo di Neri e il pallonetto sbagliato di Pecchia.
Tante, troppe opportunità sprecate o non concretizzate per sfortuna. Troppe occasioni create per poi finire la partita senza segnare.
BOMBER CERCASI
In partenza è necessaria una doppia premessa. La prima: siamo a due giornate dall’inizio del campionato, ne mancano trentadue, è presto per dare giudizi definitivi e tirare sentenze. Proviamo solo ad analizzare cosa i primi 180’ di gioco ci hanno detto.
La seconda riguarda proprio il nocciolo della questione. Il Livorno crea tante occasioni da gol, ma in due partite ha segnato solo su sviluppi di calcio di rigore. Quindi, la squadra ha dei valori, ha esterni di qualità, centrocampisti fin qui sempre tra i migliori, ma non riesce a concretizzare. È qui che sorge la domanda: “forse servirebbe un centravanti d’area?”.
Se il Livorno facesse fatica ad imbastire gioco si tratterebbe di un discorso diverso, ben più preoccupante. Ma siccome gli amaranto arrivano con facilità in area avversaria, la sensazione è che manchi proprio lui: l’ultimo tassello, il giocatore in grado di tuffarsi sul pallone vagante o di segnare gol sporchi in mischia.
Ovviamente senza niente togliere ai nostri sette attaccanti. Tutti di grande qualità, tutti estremamente bravi a fare da rifinitori ma nessuno con il killer instinct del bomber. Certo, l’assenza di Rodriguez e un Vantaggiato rientrato da poco non aiutano in quanto a presenza in area, perchè Frati, Neri, Rossi e Lo Faso sono ancora meno bomber dei primi due. La sensazione è che un centravanti servisse soprattutto visti i tanti campi di dimensioni ridotte e non perfette in cui giocherà il Livorno.
Solo il tempo ci dirà se questa difficoltà è dovuta ad un po’ di ruggine iniziale o ad una lacuna nell’attacco labronico. Senza dimenticare che il mercato chiude il 16..
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