Gioco
Livorno, scintille a fine partita prima in campo e poi negli spogliatoi
LIVORNO. Il veleno è nella coda. E non tanto per il gol del 2-0 che ha chiuso un risultato già acquisito. Ma per l’ennesima reazione assurda e provocatoria degli avversari. L’istantanea dell’esultanza dell’allenatore del Figline – poi finito come sappiamo – è ancora ben impressa nelle menti dei tifosi amaranto.
Ma ieri, al “Magnozzi”, qualcuno ha pensato bene di emulare quella situazione. Dopo il gol, al 6’ di recupero, i giocatori della Sangiovannese sono andati a esultare con la mano all’orecchio verso la zona dove i tifosi amaranto – peraltro corretti e tranquillissimi per tutti i 90’ – erano assiepati, ovviamente all’esterno della recinzione del “Magnozzi”. Una provocazione fuori luogo e inutile. A maggior ragione perché arrivata in una gara giocata a porte chiuse e dove i tifosi, all’esterno dell’impianto delle Sorgenti, hanno comunque cercato di supportare la squadra per tutta la gara.
Una reazione che, stavolta, a differenza di quel che accadeva l’anno scorso, con gli amaranto che uscivano dal campo a testa bassa, non è passata inosservata. Mattia Lucarelli in primis con Vantaggiato, Luci e Karkalis sono corsi verso i giocatori valdarnesi. Spintoni e qualche parola grossa, che sono poi proseguite sul campo al fischio finale arrivato subito dopo. A chiedere un rispetto. Anche perché la partita, era filata via abbastanza tranquillamente. A cercare di calmare gli animi anche il presidente Toccafondi e mister Collacchioni. Una reazione istintiva che la dice lunga su quanto questo gruppo, a livello di temperamento, abbia acquisito valori importantissimi rispetto al passato.
La sceneggiata dei giocatori della Sangiovannese è poi proseguita anche all’ingresso negli spogliatoi con urla e colpi immotivati sulle strutture del Magnozzi che si sono uditi sin dalla tribuna, praticamente dalla parte opposta. Pare anche che, un tesserato della formazione aretina abbia preso a male parole un esponente delle forze dell’ordine che aveva chiesto di placare gli animi. Non un bello spettacolo.
La categoria è questa. Il Livorno deve calarcisi alla grande, anche pretendendo rispetto dagli avversari e facendo capire che a Livorno l’aria è cambiata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

