Gioco
Libertas, antipasto e champagne: il big match livornese è uno spettacolo di emozioni
Derby di Coppa per cuori forti, gli amaranto danno la spallata decisiva solo nel finale. Andreazza la vince con la difesa ma la Pielle di Cardani conferma cuore e talento
LIVORNO. Mai prendere come oro colato il basket con le infradito, ma una cosa, alla fine dell’incrocio fratricida di Coppa, ci sentiamo già di dirla: a Basket City quest’ anno ci sarà da divertirsi. Libertas e Pielle hanno costruito due roster profondi e ricchi di talento, e il derby lo ha dimostrato anche se con facce diverse, feeling contrastanti, condizioni di forma ancora da perfezionare. E nessuno dica che tanto è solo Coppa: è stata battaglia autentica, decisa all’ultimo chilometro: l’antisportivo a Loschi, la tripla di Bargnesi e la gioia è della doppia Elle, con sfottò annessi, ma che bella Pielle. Alla fine, sentimenti opposti, certamente. Il piacere della scoperta, nella prima gara ufficiale della stagione: per Andreazza è stato come ricevere il pacco di Amazon e trovarci una cassa di brut millesimato, attacco con le bollicine, difesa già tosta, voglia di correre e divertirsi anche se con poca continuità. Con la conferma comunque di avere molti mammasantissima in grado di indicare la strada: Fantoni, of course, ma anche il solido Fratto, il concreto Lucarelli, il killer silenzioso Sipala: e si sono viste anche visibilissime tracce di Saccaggi, autiore di una fiammata di puro talento.
Per Cardani il pacco è stato ugualmente prodigo: la sua creatura ha potenzialità, si vede, ha cuore e sostanza: dietro la garra di Campori e la presenza scenica di Lenti manca ancora il leader, cosa che Loschi e Almansi devono imparare ad essere. Lo Biondo è ancora alterno e Diouf è un complemento, non un fattore decisivo. Ma quel Rubbini ha fatto sgranare gli occhi al palasport con la serie da tre punti che ha lanciato la Pielle in fuga. Il carattere è sempre quello, e quando Cardani avrà messo a posto del tutto il carburatore, sai il divertimento.
La desuetudine alla partita ufficiale, l’umidità opprimente da foresta Vietcong, il ruggito dei tremila che qualcosa smuove sempre nella testa dei giocatori: shakerate il tutto e il primo chilometro del derby d’estate, per dirla con Aldo Giordani buonanima, è un enorme ciapanò, con percentuali da tregenda. La Pielle, contrattissima, non la mette mai e si affida all’estro zingaro di Loschi, che ha i numeri ma vuole fare la guerra al mondo e forza troppo. Andreazza invece ha il pallino delle cose semplici: palla sotto a Fantoni, che a questi livelli è un totem, e la Libertas sgasa via sul 13-4, con i coach che pescano subito a piene mani dalle panchine. Il ragazzo Diouf porta il mattoncino, ma l’attacco della doppia Elle ha qualcosa in più (avviso ai naviganti del campionato), crepitano le triple di Fratto, Lucarelli e Sipala contro una difesa biancazzurra sempre in ritardo nelle rotazioni e così la prima sirena spiega tutto al colto e all’inclita: 19-5, per l’attacco di Cardani una piccola Waterloo.Per la Triglia l’imperativo è rinforzare gli ormeggi in difesa e iniziare a trovare soluzioni in campo aperto: difficile perchè gli amaranto rientrano bene. La piccola scossa è firmata dalla grinta di Campori e dal risveglio di Lenti, ma lepercentuali (27 per cento all’intervallo) premiano il Vallo atlantico di Andreazza: mai la Pielle ha trovato un tiro pulito, in quell’area popolata da squali amaranto: 28-20 all’intervallo, comunque il derby respira ancora.Eccome se respira, il derby. Basta che la Pielle ritrovi il suo Dna da battaglia e inizi a sbucciarsi le ginocchia in difesa che il senso della contesa cambia; Lenti e il triplone di Lo Biondo dall’angolo girano la pagina del romanzio: 31-29, tutto da rifare nel caldo da foresta Vietcong.Se i duri iniziano a giocare quando conta, Saccaggi è Clint Eastwood: due triple dall’enorme peso e due liberi valgono ancora il più 9, prima che il vento cambi ancora con la Libertas incapace di dare la mazzata esiziale e la Pielle che risale a meno uno (43-42). Il primo acuto di Loschi regala il sorpasso biancazzurro (45-47).Inevitabile, lo sprint ruota a ruota, con il boy ex Virtus Rubbini che mette dentro tre triplone mancine e la Libertas che stavolta deve mettersi a ruota. Bello, bellissimo il finale anche se è solo Coppa e abbiamo ancora le infradito: 51-56 Pielle, ma figuriamoc se basta: l’antisportivo di Loschi sancisce la gioia libertassina. Ma che bell’antipasto...l
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