Gioco
A muso duro, è subito Livorno. Frati-gol e la grinta da serie D
Sbancato il campo della Flaminia; palla a terra e diverse palle-gol. Fogli respinge l’assalto laziale. In arrivo un attaccante di categoria superiore
CIVITA CASTELLANA. A muso duro. Come se giocassimo in questa categoria da una vita. Cinici, anche cattivi, garosi quando nel finale c’era da conservare. Belli no, diciamo interessanti. Ma di una squadra bellina e senza attributi non ce ne facevamo nulla.
Godiamoci dunque questa prima vittoria. Uno a zero su calcio di rigore (anzi, respinta), tanto per far capire che partita è stata. L’hanno decisa Neri e Frati al 34’ della ripresa: Neri si è inventato un dribbling in area che ha mandato al manicomio Mattia (rigore netto), Frati si è preso la palla sul dischetto e l’ha messa dentro, non al primo colpo ma sulla respinta. Cambia poco, l’importante è averla buttata dentro.
A muso duro dicevamo. Sapete come ha commentato a fine partita il tecnico del Flaminia, il nostro ex Nofri Onofri? Ha detto: «Quelli del Livorno hanno picchiato tutta la partita, l’arbitro ne doveva ammonire almeno sei. Non ci hanno fatto giocare». Ora, detta così sembrerebbe una critica e forse lo era. Ma vista dalla nostra visuale, beh, ci piace e nemmeno poco. Anche perché se si pensa di essere protagonisti in serie D coi colpi di tacco, si va poco lontani.
Tra l’altro, non per alibi, ma per oggettività. Il Livorno se l’è giocata senza il suo leader difensivo Russo, con Karkalis partito in panca perché non al top, fuori per infortunio Neri Vantaggiato, Torromino e Apolloni, a disposizione ma acciaccato Frati. Quasi mezza squadra. Assenze che hanno creato problemi soprattutto in attacco, con il Livorno che talvolta ha fatto fatica a riempire l’area. Ed è qui che gli amaranto hanno maggiori margini di crescita.
Già, i margini di crescita. Vincere aiuta, fa bene al morale, alla classifica e ai tifosi. Fa bene anche per delle valutazioni lucide, senza la rabbia: è evidente che manca qualcosa ancora al Livorno, soprattutto in avanti (fermo restando le tante assenze). Da quello che ci risulta è in arrivo un attaccante ex serie C, ma non una prima punta, non un numero 9, piuttosto che uno che parte da dietro è bravo a saltare l’uomo. Nel probabile modulo 3-4-1-2, sarà insomma il sottopunta.
Due cose ci sono piaciute molto di questo Livorno. La voglia di giocare sempre palla a terra e la capacità nell’ultimo quarto d’ora di stringersi come un pugno per difendere l’1-0. Qualcosa abbiamo rischiato nel primo tempo (bravo questo portierino, Fogli), nel secondo Collacchioni ha disegnato un Livorno diverso, nel giro di 5 minuti abbiamo avuto tre palle-gol con Cretella, poi Rodriguez e infine Giampà.
Serviva la giocata per incrinare lo 0-0. E l’ha trovata Neri, una sterzata, uno di quei colpi che ce l’hai o non ce l’hai. Prendiamoci la vittoria: niente per cui esaltarsi ma buoni segnal. La battaglia è appena iniziata.
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