Gioco
Il cammino parte in emergenza. Vai Livorno, più forte di tutto
In rifinitura il forfait di Rossi, mentre Rodriguez proverà a stringere i denti. Collacchioni punterà sul 3-5-2 con una mediana più folta e Cretella dall’inizio
LIVORNO. Facile. Questa parola nel vocabolario dei tifosi del Livorno non c’è. Forse non c’è mai stata scritta o qualcuno l’ha cancellata tanto tempo fa, ma di sicuro non c’è. La dimostrazione arriva già alla prima giornata di questo campionato di Serie D. Gli amaranto hanno una rosa omogenea nei vari reparti, ma se c’è un aspetto che spicca è la forza dell’attacco. Un sestetto che al suo interno ha caratteristiche complete e che può permettere mille soluzioni a mister Collacchioni. Che in pre-campionato le ha studiate e provate, mischiando le carte a proprio piacimento. Ecco, a Civita Castellana (inizio alle ore 15 con diretta su Granducato Tv) , la maggior parte di quelle soluzioni non ci sarà.
Torromino e Vantaggiato sono fuori per problemi muscolari (più vicino il rientro del’Toro’) e nell’ultima seduta di allenamento anche Rossi si è fermato per un fastidio muscolare. Frati è reduce da quasi un mese di stop dopo il problema alla caviglia, quindi non è al meglio ma ci sarà. Rodriguez non si è allenato praticamente per tutta la settimana per l’infrazione al quinto metatarso, ma dovrebbe stringere i denti e scendere in campo. L’unico al cento per cento (toccando ferro) è Francesco Neri e su di lui si riversano tante speranze della trasferta amaranto.
LA FORMAZIONE
In questo avvio di campionato il Livorno ha avuto una certezza assoluta: la difesa a tre. E da lì partirà ancora una volta Collacchioni. Davanti a Fogli, ci saranno il 2004 Fancelli sul centro destra e Karkalis sul centro sinistra, con Giampà a guidare il reparto vista l’assenza per squalifica (due giornate) di Russo.
Nel corso del ritiro invece il tecnico amaranto aveva sempre provato le tre punte, mostrando varie combinazioni, ma mantenendo sempre un mentalità propositiva e votata all’attacco. Per quello che si è visto del tecnico ex San Miniato c’è da scommettere che l’impostazione del Livorno a livello di idea di gioco non cambierà, anche se la caratteristiche per forza di cose saranno un po’meno offensive. Ad imbeccare gli avanti amaranto toccherà al giovane Maresca che dovrebbe essere schierato da mezz’ala e non da trequartista, ma sarà lui dei tre centrocampisti quello con più licenza agli inserimenti e al supporto degli attaccanti. Al suo fianco capitan Luci, come regista davanti alla difesa, in una partita in cui la sua esperienza e le sue letture davanti alla difesa potrebbero rivelarsi decisive. Infine, a chiudere il terzetto centrale la classe e la fisicità di Cretella. A destra scontata la presenza di Pecchia, così come a sinistra quella di Lucarelli.
Davanti, come detto, la certezza è Neri e al suo fianco dovrebbe esserci, seppur non al meglio, Rodriguez. È probabile auspicare una staffetta con Frati che a partita in corso potrebbe far male viste le sue caratteristiche.
L’AVVERSARIO
La definizione più giusta l’ha data qualche giorno fa Giacomo Rossi. “Sono un manifesto di questo girone, non c’è squadra più di categoria del Flaminia”, disse il numero 11. La formazione di Mister Nofri Onofri è squadra fisica, scorbutica, che spesso far giocare male gli avversari. I laziali però, oltre a questo animo da battaglia, hanno anche tanta qualità soprattutto nel reparto offensivo dove un attaccante come Sciamanna è il pericolo pubblico numero uno, come sottolineano i 14 centri dello scorso anno. Attenzione a Sirbu, “giocatore che può anche può fare anche la categoria superiore”, ha avvertito Collacchioni, Abreu e Cruz. Ecco, un parco attaccanti da non sottovalutare. Così come a centrocampo dove ci sono due ex Serie C come l’ex amaranto Marchi e Mandorlini, arrivato pochi giorni fa dal Seregno.
Insomma, si tratta di una squadra compatta, con dei valori e che spesso ama giocare uomo contro uomo, andando al duello e facendo valere la sua fisicità. Rispetto allo scorso anno, quando ha chiuso all’ottavo posto in classifica, ha aggiunto giocatori di qualità es esperienza dimostrando di volere puntare ancora a fare un ottimo campionato. La vittoria della scorsa settimana in Coppa Italia per 3-0 contro la Vis Artena dice che i rossoblu stanno anche bene dal punto di vista fisico e, soprattutto in casa, vorranno partire bene anche in campionato davanti al proprio pubblico.
Il Livorno deve avere paura? No, assolutamente. La squadra di Collacchioni ha dimostrato di avere idee e qualità per far male, ma il rispetto dell’avversario, dopo lo scorso anno in Eccellenza, deve essere il primo tassello amaranto in questa Serie D. Calarsi nella categoria per grinta, cuore e voglia di lottare e, una volta pareggiate queste caratteristiche, vincere con la superiorità tecnica e la lunghezza e la varietà (si spera a brevissimo) della rosa.
IN 250 AL MADAMI
In Lazio era finita la scorsa stagione e in Lazio riparte la nuova annata amaranto. Dalla tremenda delusione di Pomezia, a sud di Roma, alla ripartenza di Civita Castellana che dalla capitale è parecchio più a nord, a due passi dal confine con l’Umbria. Tra le due cittadine ci sono quasi cento chilometri, mentre tra la fine della passata stagione e l’inizio di quella nuova non ci sono stati neanche tre mesi.
In mezzo il Livorno ha cambiato tanto, a livello dirigenziale, di staff, e tecnico. Una costante però è rimasta: l’amore e il sostegno del popolo amaranto nei confronti della squadra. Mostrato sin da subito, dalle amichevoli con Castelfiorentino e Pontassieve, e esploso alla presentazione in Fortezza Nuova. Cori, fumogeni e striscioni. Gli stessi che i tifosi labronici porteranno al “Turiddu Madami”, casa del Flaminia.
Saranno circa 250 i supporter del Livorno tra tifo organizzato della Curva Nord Fabio Bettinetti e i vari club che tra pullman e pulmini raggiungeranno la località in provincia di Viterbo.
Tutta gente che nel proprio vocabolario non ha scritto la parola “facile”. “Livorno noi siamo combattenti, cent’anni che siamo in mezzo ai guai”, dice un coro della Nord. Nelle difficoltà si vede il Livorno. Tra infortuni, squalifiche e una trasferta dalle mille insidie.
Oggi parte il cammino. Nessuno conosce la destinazione finale. Non c’è paura. C’è entusiasmo e voglia di vincere. Ci dovrà essere coraggio. C’è il Livorno, e basta così. Forza ragazzi, il popolo amaranto è con voil
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

