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Niente serie C, esplode la rabbia delle amaranto: «Un’ingiustizia, ora ricorso alla Corte Federale»
Il 12 agosto l’annuncio del ripescaggio, poi la Lega cambia le carte e blocca tutto. « Era un campionato a 16 squadre, l’hanno ridotto a 15 senza nessun valido motivo»
LIVORNO. Una vera e propria beffa amaranto. Alle già tribolate ultime stagioni del Livorno Calcio “maschile”, si aggiunge la poco decorosa sorte che ha colpito recentemente la formazione femminile del Livorno Calcio.
La prima squadra amaranto di mister Flavio Carola il 12 agosto scorso annunciava sulla propria pagina facebook con estrema soddisfazione l’avvenuto ripescaggio in Serie C nazionale. Una “promozione” ottenuta grazie allo splendido percorso fatto l’anno scorso in Eccellenza regionale, dove le amaranto si sono piazzate al secondo posto in classifica, appena tre punti sotto la vincitrice del torneo Centro Storico Lebowski.
Nel corso dell’estate poi, la mancata partecipazione del Cortefranca per problemi economici alla Serie B nazionale ha fatto sì che il Genoa, inizialmente inserito nel girone A di Serie C, “scattasse” in avanti nella graduatoria di ripescaggio, ottenendo la partecipazione alla cadetteria. Lasciando pertanto vuota (a calendari già usciti) la casella della sedicesima squadra che avrebbe dovuto essere occupata da un’altra squadra, il Livorno appunto, che per punteggio (merito anche dell’impiantistica presente al “Magnozzi”, campo di gara della squadra) avrebbe sostituito nel raggruppamento il Genoa.
Purtroppo la decisione degli ultimi giorni della lega ha spazzato via i sogni di gloria del club presieduto da Giada Bellandi. Al posto del Genoa non risulta infatti essere stato ripescato il Livorno e il girone A è stato clamorosamente ridotto da 16 a 15 squadre, senza una motivazione ben precisa.
«Per noi è un danno – spiega Giada Bellandi – abbiamo fatto subito ricorso al tribunale sportivo perché non ci sembra una cosa lecita. Eravamo prossimi al ripescaggio e improvvisamente, senza una motivazione, il dipartimento prende una decisione che contrasta con quanto stabilito in precedenza». Se si legge infatti quanto scritto sul sito internet della Lega nazionale dilettanti – dipartimento calcio femminile, il format in vigore dall’anno scorso per la C comprende tre gironi da sedici squadre ciascuno. Non si capisce quindi perché il dipartimento abbia preso una decisione palesemente in contrasto con quanto da lei stessa statuito.
«Noi ci eravamo messi in moto per rinforzare la rosa e renderla competitiva per la C con alcuni innesti, ma il gruppo dell’anno scorso era già buono: abbiamo fatto un campionato fantastico, perdendo contro il Centro Storico Lebowski l’unica partita che poi ci ha condannato al secondo posto e mancando la promozione davvero di un soffio. In C quindi sono andate il Centro Storico Lebowski, del nostro stesso girone e il Rinascita Doccia, finalista di Coppa Italia. Ma i primi per il ripescaggio dovevamo essere noi. Mi avevano addirittura contattato i dirigenti della Pro Sesto, che sarebbe dovuta essere la nostra prima avversaria di campionato l’11 settembre, per il discorso del pernottamento in albergo prima della gara».
Al danno poi, poteva aggiungersi una doppia beffa: «Per sicurezza ho dovuto iscrivere la squadra anche al campionato di Eccellenza femminile che inizierà a ottobre, altrimenti c’è il rischio concreto che la squadra non possa partecipare a nessun campionato». La palla ora passa alla Corte Federale e poi al dipartimento che, ci auguriamo, possa prendere prima possibile la decisione più giusta.
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