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Serafini è il re delle cronometro: «Ho iniziato a 45 anni e poi...»

Dario Serpan
Serafini è il re delle cronometro: «Ho iniziato a 45 anni e poi...»

La vittoria del Città di Livorno tra gli amatori e ora la voglia di non fermarsi

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LIVORNO. Viaggia sulle due ruote dal 2016. Non è un professionista, ma un ciclista amatoriale, innamorato delle gare a cronometro e di Livorno. Romano di origine, è arrivato in città per motivi di lavoro quasi trent’anni fa, e per non lasciare più Livorno si è addirittura congedato dall’esercito.

Ecco perché il successo al Trofeo Città di Livorno, gara ciclistica a coppie a cronometro andata in scena in notturna a fine luglio sul lungomare labronico, rappresenta per lui un risultato da incorniciare. Lui si chiama Valerio Serafini ed è un ciclista del team Star Bike. «Ho gareggiato in coppia con Alessandro Nannetti – racconta lui stesso - e abbiamo realizzato il miglior tempo assoluto con un 14:43,96».

Tra gli atleti in classifica, la coppia Serafini – Nannetti è stata l’unica a scendere sotto i 15 minuti ed è arrivata prima nel 2° Gruppo, al termine della gara che ha visto tutti i partecipanti percorrere, nel tratto compreso tra la Rotonda d’Ardenza e la Baracchina Azzurra, 12 km. nell’arco di due giri. Gara, quella organizzata da Cicli Falaschi con il supporto tecnico del Comitato Uisp Terre Etrusco-Labroniche, valida come Criterium Nazionale.

E ora cosa c’è all’orizzonte?

«Una cronometro a Verona il 4 settembre, valida per il campionato italiano – dice Valerio Serafini – e poi l’11 settembre un altro appuntamento di prestigio a Livorno con il Trofeo Iridato».

Com’è nata la passione per le cronometro?

«Nel 2016 un amico che fa triathlon, Lucio Mastracco, mi propose di fare una cronometro sul lungomare di Livorno. Io non avevo mai fatto niente del genere, ma mi lanciai in questa sfida: arrivammo sedicesimi su venticinque nella nostra categoria e trentaseiesimi su più di cinquanta coppie partecipanti. Non male per uno come me che ha iniziato ad andare in bici a 45 anni. Da quel giorno mi sono innamorato e mi sono dedicato in toto a questa specialità. La bicicletta mi ha aiutato a smettere di fumare e cambiare stile di vita. Non sono diventato un fenomeno, ma dopo tanti bei traguardi ho realizzato il mio sogno di vincere e fare il miglior tempo assoluto nella mia gara di casa».

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