Gioco
Livorno calcio, parla Toccafondi: «Ora prendiamoci la serie C»
Il presidente tra ambizioni, mercato e progetti amaranto: «Arezzo forte ma non mi spaventa, abbiamo il budget per puntare alla vittoria»
Presidente Toccafondi. Finalmente è serie D.
«Finalmente, sì. Perché un conto è avere ragione, un conto è farsela dare. E bisogna dare atto che Procura e giustizia sportiva hanno avuto tempi brevissimi».
Molti erano perplessi sul fatto di aver portato avanti un’azione congiunta col Tau.
«Io l’ho pensata in modo diverso: visto che c’erano state frizioni tra le due squadre a fine partita, ho creduto alla buona fede del Tau. La scelta si è rivelata vincente perché noi avevamo visto ma solo quelli del Tau avevano sentito...».
Peccato essersela goduta non sul campo e un po’ tardi.
«Già, ma è anche vero che avevamo vinto il campionato con 10 punti di vantaggio. Comunque è giusto ora godersela, noi e chi ci è sempre stato vicino, dall’interno come Protti e Fernandez, dall’esterno come il sindaco e tutti i tifosi».
Il momento più brutto?
«A Pomezia. Quando perdi la promozione ai rigori e in quel modo, ti crolla il mondo addosso».
Sincero: hai mai barcollato la sua convinzione di andare avanti?
«Sì, quella domenica sera, tornando da Pomezia».
Poi?
«Poi ho capito che il Livorno non si molla. Il Livorno va amato e rispettato. E il lunedì, dopo pranzo, ero già al lavoro. Incazzato nero ma con una voglia matta addosso».
Voltiamo pagina. Ora siamo in D. Lei ha ben chiaro che il Livorno in D deve lottare solo per il primo posto?
«Assolutamente. Il Livorno in serie D non può giocare per assestarsi. So che è molto più difficile rispetto all’Eccellenza. Ma noi siamo il Livorno».
Dicono che l’Arezzo abbia un milione e mezzo di budget. Il Livorno può competere?
«Non so se hanno questo budget, non entro nei conti degli altri. Ho visto come è stato costruito l’Arezzo: una squadra forte, ben assemblata, ma noi ci possiamo competere».
Quindi siamo sicuri che il budget del Livorno è adeguato a vincere il campionato di serie D?
«Non amo parlare di cifre, ma la risposta è sì».
La scelta di Collacchioni: affascinante anche se in D sarà un debuttante.
«Presentare a Livorno un allenatore è sempre una scommessa, anche se porti Mancini. La piazza giustamente è esigente, quindi il primo a pagare è sempre l’allenatore. Lo scorso anno Buglio era primo e se n’è andato, e la gente l’avrebbe mandato via già da qualche settimana».
Beh, presidente, onestamente: lo scorso anno il Livorno a livello di gioco è stato sempre mediocre.
«Sì, è vero. Ad eccezione forse delle prime tre partite di Angelini»
Quindi, che effetto le ha fatto Collacchioni?
«È giovane ma ha personalità, lo conosco, per me è uno che può anche arrivare in serie A. Abbiamo uno staff tecnico di prim’ordine e due dirigenti come Califano e Braccini di alto livello».
Che cosa manca oggi al Livorno secondo lei?
«Andiamo per reparti».
Ok. Portieri
«Stiamo valutando di inserire un altro portiere in quota. Ma qui, se posso, vorrei dire una cosa».
Prego
«Chiedo ai tifosi di essere maturi e pazienti coi portieri. Abbiamo fatto la scelta di inserire una quota lì: commettono errori i portieri anziani, chiaro che magari qualche errore lo commetteranno anche i nostri portieri giovani. Ma vanno protetti e sostenuti. Per il bene loro e naturalmente del Livorno. Parentesi chiusa».
Passiamo alla difesa
«Stiamo per chiudere con l’ingaggio di Bontempi, un 2004 cresciuto nel vivaio del Verona che avete già visto in amichevole. Ma prenderemo anche un altro 2004, sempre difensore: come sapete è obbligo far giocare un 2004 e noi lo schiereremo in quella posizione, dove c’è anche Fancelli».
A centrocampo qualcosa manca, è evidente.
«L’idea è prendere tre giocatori. Un tornante, un centrocampista quota 2001-2002 e stiamo valutando anche se inserire un altro centrocampista esperto. Visto l’obbligo delle quote, l’idea attuale è di far giocare nei due di centrocampo un 2001-2002, mentre l’altra maglia è di Luci o di Apolloni quando sarà pronto o appunto di questo altro centrocampista over che stiamo cercando».
E in attacco?
«Non so se faremo altro».
È sicuro? Non serve una prima punta?
«No, a nostro parere no. Come prima punta abbiamo Rodriguez che in serie D ha segnato 150 gol, più uno come Vantaggiato che due anni fa ha fatto 12 gol in serie C e lo scorso anno ne ha fatti 18 in 22 partite. E anche Rossi può fare la prima punta. In più ci sono Neri, che sta facendo benissimo, Torromino e Frati».
Quindi davanti siamo a posto così?
«Diciamo che qualcosa stiamo valutando. Ad esempio se inserire un giocatore con caratteristiche un po’ diverse dagli altri che sappia dare profondità. Sempre un giocatore offensivo over»
Lo scorso anno è mancata personalità a questo gruppo. Ci avete pensato durante la costruzione della squadra?
«Secondo me dipende dall’atteggiamento e dalla tendenza al coraggio che ti dà l’allenatore».
E Collacchioni la dà?
«Per ora si».
C’è un problema campi. Il Livorno, restando così le cose, sarà costretto ad allenarsi solo la mattina alle Sorgenti. Non è il massimo
«È vero. La mancata promozione a giugno ha portato allo stop per il sintetico allo stadio . Il problema è più ampio, a Livorno mancano proprio i campi da calcio».
A che punto è il progetto di restyling delle Sorgenti?
«L’operazione con la Pro Livorno Sorgenti è iniziata nel modo migliore, il progetto sul Centro è in fase di studio ma i tempi non dipendono da noi»
È uscita di scena una delle bandiere degli ultimi anni: Luca Mazzoni.
«Luca è una persona che riceve sempre meno rispetto a quello che dà. Ha grandi valori, è uno vero, ma a volte alcune sue reazioni forti gli hanno creato problemi. Lui e Milianti lo scorso anno erano i due più grandi tifosi del Livorno»
Ha sentito Bandecchi?
«Una volta di recente per la conferma della sponsorizzazione».
Conferma che c’è stata?
«Sì, dobbiamo solo ratificare ma è tutto a posto»
Finalmente tanti nuovi sponsor livornese, tanta gente che si avvicina alla società dopo anni di distacco.
«È una bella cosa, spero che sia stato apprezzato come ho condotto la società e spero che altre realtà davvero importanti che ci sono a Livorno possano entrare a far parte del progetto della loro squadra. Perché la squadra è della città, non di Toccafondi».
C’è voglia di stadio, di fare l’abbonamento.
«Mi piace il confronto. Ho incontrato i ragazzi della curva e i club, abbiamo concordato insieme i prezzi. La prossima settimana partiamo, non ci saranno aumenti»
Resta da dire dei tifosi
«Io li ringrazio, perché mi danno un affetto che a volte mi sembra quasi immeritato. Anche perché ci ho messo l’anima, giuro, ma sul campo non tutto è andato come volevamo. Comunque voi avete una roba pazzesca...».
Che cosa?
«Dalle altre parti, dopo una finale persa, ci sarebbe stata rabbia e distacco. Qui il giorno dopo si erano tutti stretti ancora di più intorno alla maglia amaranto. È facile fare i tifosi quando si vince, a Livorno ho visto un amore smisurato anche nella sconfitta. E in questo, ve lo garantisco, siete unici».
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