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Livorno

A Monaco

Christian Volpi dopo l'impresa europea di paracanoa: «Sto prendendo confidenza, voglio vincere»

Stefano Taglione
Christian Volpi dopo l'impresa
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Christian Volpi dopo l'impresa

Livorno, il sogno delle paralimpiadi di Parigi 2024 sempre più vicino per il campione livornese, che 15 mesi fa ha perso le gambe nello schianto in scooter di via di Levante

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LIVORNO. «Ho sfiorato il podio? Con la barca sono ancora in fase di adattamento e la prossima volta vedrete che non lo sfiorerò più. Con il mio preparatore atletico ci siamo detti: partiamo senza gestire nulla, fino a quando c’è benzina. Nei primi cento metri ero saldamente al comando, poi sono andato in riserva e ho perso qualche posizione.Il sogno delle paralimpiadi di Parigi 2024 si avvicina sempre di più, ci spero tanto».

A parlare è Christian Volpi, il ventitreenne di Borgo di Magrignano che ieri, ai campionati europei di paracanoa di Monaco di Baviera, ha sfiorato il successo ed è arrivato quarto. Quinto al mondo in Canada, giusto qualche mese fa, argento in coppa, la sua progressione sta crescendo a vista d’occhio. Con un miglioramento di un secondo sulla distanza dei “200 KL2”, la disciplina in cui ha gareggiato ieri. Anche perché, 15 mesi fa, è stato vittima del terribile incidente in scooter in via di Levante, in cui ha perso le gambe.

È da quel momento che lui, già atleta e allenatore, ha messo nel mirino i cinque cerchi per diventare un campione. Un’impresa riuscita. Perché in Germania è andato oltre ogni aspettativa, consentendo con la sua fuga iniziale di mettere nelle migliori condizioni il compagno di squadra Federico Mancarella, re continentale. «Per lui sono contentissimo, avversari in acqua e compagni fuori. Se lo merita», aggiunge. Volpi è già primatista italiano di maratona e fondo. «Christian è al 50% delle possibilità, lo dicono i tecnici – spiega il padre Roberto Volpi, che con i fratelli Davide e Matteo lo allena – Non ha svolto la preparazione invernale, allenandosi da aprile, mentre in barca c’è montato a gennaio. Ha fatto qualcosa di incredibile. Fra l’altro, con l’Università di Salerno, dobbiamo studiare quale sia “l’invaso” migliore per gareggiare, visto che al momento la sua barca soffre il rollio e lui non riesce a scaricare tutta l’energia in acqua. È come se un’auto da 300 cavalli ne scaricasse 150. Risolveremo tutto per continuare a sognare, ha grandi margini di miglioramento».
 

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