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Persico dice addio alla B: «LL e PL favorite per l’A2»

Edoardo Persico  con la maglia gialloblu di Piombino che ha vestito nel 2015-2016 e dal 2017 al 2022
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Edoardo Persico con la maglia gialloblu di Piombino che ha vestito nel 2015-2016 e dal 2017 al 2022

Il pivot giocherà in D a San Vincenzo

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LIVORNO. Ormai nel girone A di Serie B era diventato un’istituzione. Vederlo dominare sotto i tabelloni tra rimbalzi presi in alta quota e canestri di pregevole fattura, fronte e spalle a canestro, era pura routine per gli appassionati del terzo campionato nazionale. Dopo 15 anni di carriera ad alti livelli, Edoardo Persico, pivot livornese classe 1987 cresciuto nel settore giovanile PL, ha deciso di dire basta con il basket semi-professionistico e ripartirà, come giocatore, dalla D a San Vincenzo. Una decisione non semplice, ma sicuramente presa con consapevolezza. «Sono conscio del tempo di gioco che ho alle mia spalle, ma allo stesso tempo 1-2 anni di carriera in Serie B ancora li avevo – spiega il numero 8 – Ciò che mi ha fatto prendere questa decisione è il fatto di voler lasciare Piombino da giocatore non troppo usurato. In più c’è stata anche la possibilità di entrare nello staff di coach Damiano Cagnazzo come secondo collaboratore ed è stato un altro elemento importante. A San Vincenzo avrò la possibilità di divertirmi e cercare di mantenere comunque un livello alto di gioco».

Quindi anni tra Serie A2 e B, cosa le hanno lasciato?

«Ho tanti ricordi che mi porto dietro con grande piacere. Sono stato fortunato a trovare tante situazioni in cui mi sono trovato bene. Mi piace dividere la carriera in due parti con il doppio infortunio al ginocchio a 22 che fa un po’ da spartiacque. Certo, mi ha bloccato nel mio percorso, ma mi ha dato maturità e consapevolezza dell’importanza che ha il nostro fisico. Potevo smettere, invece da lì ho lavorato per tornare al livello più alto possibile. Ho sempre cercato di fare il meglio e se mi guardo indietro posso essere orgoglioso».

Piombino è stata una parentesi fondamentale e che non finisce qui.

«In gialloblù sono stato benissimo e ho sempre sentito un’enorme fiducia. Devo ringraziare tutto l’ambiente, perché ha reso tutto più facile e ora coach Cagnazzo per la nuova avventura in panchina e la possibilità di entrare a far parte di uno staff di Serie B. Insieme a lui anche Lorenzo Formica, un mentore in questi anni in cui allenavo solo il settore giovanile».

Quindi vuole fare l’allenatore’ da grande’?

«Dovrei dire di sì, ma voglio andarci con i piedi di piombo. Prima devo imparare tutto quello che comprende il fatto di allenare una squadra senior ad un livello alto come la Serie B. Nel futuro prossimo cercherò di vedere se sarà una cosa che riesco a evolvere. Di sicuro, la passione e le idee ci sono. Quali allenatori come riferimento? Cagnazzo e anche Andreazza che mi ha dato tanto ».

Come vede la Libertas?

«Ha obiettivi di vittoria e ha le carte in regola per essere la favorita. La squadra è quadrata e bilanciata tra attacco e difesa. Ci sono giocatori di esperienza che sanno quello che serve per arrivare in fondo».

Come il suo amico Fratto.

«Francesco è un fratello, conosco perfettamente il suo agonismo e la sua voglia di vincere e sono sicuro che lo trasmetterà alla squadra».

E la PL invece?

«Ha cambiato tanto tra roster e allenatore e non me lo aspettavo, ma la squadra è ultra competitiva. Cardani è un allenatore giovane che conosce di pallacanestro e potrà far bene. Vedo i biancoblu vicini, per valori, alla LL»

Un gran duello.

«Davvero. Vi assicuro che anche da fuori è bellissimo respirare questo clima che c’è intorno al basket livornese. È stata un’estate pazzesca con un colpo dietro l’altro da parte di entrambe e questo confronto trascinerà l’entusiasmo del popolo labronico».

Le antagoniste quali possono essere?

«Legnano a nomi è fortissima, Omegna con Quilici farà un campionato di vetrice e anche Herons con Barsotti sarà competitiva. Senza dimenticare Vigevano dopo la finale dello scorso anno. Il livello è altissimo perché chi vuole vincere ha alzato l’asticella in tutti i gironi e le livornesi l’hanno alzata più di tanti altri».

E Piombino?

«Abbiamo una squadra giovane, versatile e con tanta motivazione. Possiamo essere una vera outsider».

Cosa farà la differenza per vincere?

«Il gruppo. Le grandi squadre si vedono in fondo, quando conta la durezza mentale. Dico ai tifosi di non allarmarsi se all’inizio qualcosa non andrà al meglio».
 

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