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Il nuovo tecnico

«Sono qui per restare nella storia»: mister Collacchioni lancia il suo Livorno

Alessandro Lazzerini

	Da sinistra: mister Collacchioni e il responsabile dell'area tecnica, Gianni Califano
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Da sinistra: mister Collacchioni e il responsabile dell'area tecnica, Gianni Califano

Il nuovo allenatore amaranto: «Pensiamo all’Eccellenza, voglio giocatori degni di questa piazza. Il gioco sarà coraggioso e propositivo, non vedo l’ora di conoscere la città»

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LIVORNO. Pantalone chiaro e camicia bianca, scarpa sportiva e sorriso disinvolto. Si è presentato così Lorenzo Collacchioni nella prima uscita ufficiale da allenatore del Livorno. Un look giovane e sbarazzino, una ventata di aria fresca che il tecnico ex San Miniato cercherà di portare in quell’ambiente amaranto ancora un po’ sofferente per l’amaro epilogo della stagione passata. Concetti chiari, tanta voglia di iniziare a lavorare e pochi peli sulla lingua per un allenatore che a Livorno potrebbe trovare il trampolino di lancio per la sua carriera. «Sono felice di essere a Livorno e ringrazio il presidente e tutta la società per questa opportunità così importante – ha esordito l’ex capitano della Pistoiese –. Il mio obiettivo è quello di fare l’allenatore e sono voluto salire su questo treno con grande consapevolezza e determinazione. L’obiettivo personale? Diventare qualcuno con il Livorno, ma soprattutto per il Livorno».

Una piazza che ha voluto fortemente visto che aveva già un accordo sulla parola con il Camaiore.

«Sì, è una mossa avvenuta in un modo di cui non vado fiero, perché il Camaiore mi aveva messo a disposizione a tutto quello che serve per fare il meglio, ma quando mi ha chiamato il Livorno non ci ho pensato due volte. Volevo fare la Serie D e avevo scelto i rossoblu proprio perchè non avevo trovato una D adatta, ma Livorno non ha categoria».

A proposito di categoria, quanto è difficile essere in un limbo tra Serie D ed Eccellenza?

«Dico una cosa impopolare: io penso all’Eccellenza. Sono abituato a fare la spesa con i soldi che ho e quella per ora è la nostra dimensione. È una categoria che non va data per scontata perché gli avversari stanno costruendo rose di spessore e lo scorso anno ha detto che il Livorno non è imbattibile. Poi se dovesse arrivare la Serie D festeggeremo e ci attrezzeremo per quel campionato».

Che Livorno devono aspettarsi i tifosi?

«Una squadra equilibrata che sappia fare le due fasi con la stessa intensità e qualità. Dentro di me nutro un sentimento di estrema ambizione e il mio desiderio più grande è che i tifosi possano riconoscersi in questa formazione. Una squadra che abbia voglia e fame di dimostrare».

Lo scorso anno forse in alcuni frangenti è mancata un po’ di unità nel gruppo, quale può essere la ricetta giusta?

«Da giocatore ho vinto qualche campionato e in tutti questi casi il gruppo si è formato in modo naturale, è qualcosa che viene anche da solo. Per adesso ho sentito solo Luci, non vedo l’ora di parlare con tutti i giocatori perché loro dovranno essere i protagonisti, poi le altre componenti dovranno dare il loro sostegno e aiutare la squadra».

Si è parlato spesso di giovani e ’vecchi’, che rosa sarà quella amaranto?

«I giocatori che arriveranno a Livorno dovranno avere l’ambizione e la mentalità che questa piazza richiede, la questione anagrafica non è così importante. C’è da correre, questo sì, ma c’è anche da far girare bene la palla e far stancare gl altri».

Tatticamente che Livorno sarà?

«L’idea sarà quella di partire con la difesa a tre. Non è detto che poi sia la scelta definitiva, ma inizieremo così. Credo sia il modo migliore per esaltare le qualità di tanti giocaori. L’obiettivo sarà quello di mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per far bene».

E come idee di gioco?

«Un Livorno prorompente e coraggioso, che abbia una mentailtà offensiva, ma che allo stesso tempo non debba avere vergogna nel difendersi e nel giocare anche ’da categoria’. Voglio un gruppo che sappia leggere al meglio i momenti della partita».

In attacco sono arrivati giocatori di ottimo livello, ma manca un centravanti come Chiaramonti che lei aveva a S. Miniato. Arriverà un profilo del genere?

«Vediamo. Chi c’è adesso ha altre caratteristiche, ma con un’impostazione diversa possiamo anche fare senza centravanti pure. I quattro attaccanti che abbiamo in rosa possono completarsi a meraviglia e fare grandi cose.

La vediamo caricchissimo.

«E chi non lo sarebbe? In questo mese voglio entrare al meglio nell’ambiente amaranto. Conoscere ogni sfumatura del Livorno e della città per poi riuscire a dare il massimo per questa maglia. Non vedo l’ora di iniziare». l
 

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