Gioco
L’assist di Sena: «Neri gran giocatore. Con lui il Livorno ha fatto il colpo»
«Il mio nome associato alla panchina amaranto? Ci ho sperato, è stato un vero onore»
LIVORNO. Una stagione sopra le aspettative con l’Armando Picchi in Eccellenza e le tre ottime prestazioni all’Ardenza, seppur terminate non in modo positivo, hanno acceso i riflettori del mercato estivo su Nicola Sena che in questi mesi ha ricevuto richieste anche da categoria superiore (una su tutti il RFM Querceta), con il suo nome che spesso è stato anche accostato alla panchina del Livorno. «Mai come in questa estate sono stato indeciso sul da farsi – commenta l’allenatore labronico – Da una parte avevo la voglia di misurarmi con una categoria importante come la Serie D, mentre dall’altra c’era il dispiace di lasciare il Picchi dove ormai ho vissuto sei stagioni e che per me è stata una seconda casa».
Alla fine ha deciso di rimanere in bianco-amaranto per il settimo anno. In queste settimane però il suo nome è stato spesso accostato al Livorno, che effetto le ha fatto?
«Il Livorno è l’unica squadra per cui avrei lasciato il Picchi dopo che ho rifiutato altre destinazioni. Solo il fatto di essere stato tra i papabili per la panchina della squadra della città e per cui tifo fin da bambini è motivo d’orgoglio. Non nascondo che ho sperato in una chiamata, ma se l’occasione non è arrivata vuol dire che non era il momento giusto».
Da allenatore ‘di categoria’ come avrebbe costruito il suo Livorno?
«La politica giusta secondo me è quella di prendere giocatori giovani, ma già con esperienze importanti alle spalle, quindi nella fascia tra i 24 e i 28 anni. In più una caratteristica che avrei guardato sicuramente è la personalità. Giocare a Livorno vuol dire avere grandi stimoli, ma anche una pressione notevole e serve il carattere giusto per poter vestire la maglia amaranto».
Al Livorno dal Picchi andrà Francesco Neri, una bella perdita per voi.
«Perdere un giocatore come Francesco non è mai facile, ma per tutto il Picchi è un motivo d’orgoglio che lui abbia questa possibilità di crescita. Come allenatore l’ho conosciuto che era appena uscito dagli anni di quota e poi dopo sei anni gli ho dato la fascia di capitano, quindi con lui dopo tutto questo tempo c’è anche un rapporto speciale. Sono estremamente felice che possa aver coronato un sogno e abbia un’opportunità di questo spessore».
Secondo lei può far bene in amaranto?
«Assolutamente. È un giocatore che in Eccellenza ha già dimostrato il suo valore e che anche in Serie D potrebbe dire la sua: ha qualità tecniche enormi ed è maturato anche mentalmente. Poi, come dicevo prima, giocare nel Livorno è un discorso a sé, ma ha tutto per fare bene».
In casa Picchi siete riusciti a confermare due ottimi difensori come Borboryo e Petri.
«In queste settimane mi sono chiesto spesso cosa fosse giusto fare, se rimanere o meno, e la permanenza dello zoccolo duro della squadra, con Quilici, Bani, Del Bravo, D’Angelo e tutti gli altri è stato un grande incentivo per ripartire ancora dal Picchi. Certo, sono due giocatori di ottimo livello e uno dei punti di forza della squadra».
Che squadra state cercando di costruire quindi?
«La politica rimane la stessa dello scorso anno: ragazzi giovani ma di valore. Vogliamo gente che abbia voglia di crescere, fame di affermarsi e mettersi in mostra in un campionato importante. Abbiamo confermato il 90% della rosa e inserito già qualche profilo interessante».
Come l’attaccante Carlotti.
«Sì, è un 2001 che due anni fa fece 10 gol alla Colligiana, mentre nell’ultima stagione a Castelfiorentino non è riuscito ad esprimersi al meglio. È un giocatore che mi piace molto e in cui credo fortemente, in particolare nella sua voglia di riscatto dopo una stagione in chiaroscuro».
Cosa manca dal mercato?
«Il sostituto di Neri come esterno d’attacco e un portiere ‘quota’ che possa alternarsi con il confermato Malasoma. Poi come ciliegina potrebbe starci un altro attaccante centrale, ma la squadra a grandi linee è fatta, mancano solo gli ultimi dettagli».
Il girone si prospetta difficile.
«Sì, con ogni probabilità ci saranno piazze importanti come Massese, Camaiore, Cuoiopelli e altre squadre molto attrezzate come Perignano e San Miniato, quindi credo che il livello sia ancora più alto dello scorso anno. Sperando ovviamente che al Livorno venga dato quello merita e vada in Serie D».
E il Picchi che obiettivo avrà?
«Quello di confermare quanto di buono fatto lo scorso anno. Certo, ripetersi non è mai semplice, ma da parte nostra c’è grande fiducia. Credo fortemente nei miei ragazzi e con ambizione e entusiasmo spero si possa fare un’altra stagione importante». l
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